Il Mercato del Low Cost

 

Leggo su Mark-Up l’articolo dedicato al Low Cost di qualità e agli sviluppi di questo sistema. Sviluppo che nel prossimo futuro sembra non voler calare in termini di fatturato.

Solitamente associamo al termine low cost qualcosa che non durerà a lungo, di bassa qualità. Eppure esistono aziende che hanno fatto del basso prezzo la loro carta vincente, sopratutto espoloso negli ultimi anni nel settore turistico (con le compagnie aeree) ma anche in altri settori (ikea uno su tutti).

La questione rimane la qualità: se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchè spendere troppo o di più?

Lo scrivevo nel mio post precedente: perchè non sfruttare la tendenza dei cliente al risparmio, fornendo sempre e costantemente nuovi servizi a valore aggiunto ad un basso prezzo?

Forse perchè il mondo economico è sempre cresciuto con l’idea di vendere al prezzo massimo ad un numero ristretto di persone perchè solo così permetteva di mantenere alto il suo margine. Eppure, sistemi low cost sopravvivono e forse meglio di altre aziende che puntano solo al massimo guadagno.

Vendere un prodotto a 100€ quando il mercato lo vende a 500€ acquisirà molti più clienti (a parità di valore percepito).

Ma qui si torna ancora al problema del valore e della guerra al ribasso dei prezzi. Eppure, ci sono servizi che devono essere offerti in modo semplice e pertanto a basso prezzo. E’ qui che il mercato del Low Cost vincerà.

Un po di dati:

67,729 mld di € (+12% rispetto al 2008 a parità di operatori)
Incidenza sul Pil del 4,45%
Per il 2010 si prevede un incremento di fatturato tra il 6 e l’8%
La famiglia che sceglie il low cost risparmia da 1.300 euro a 1.500 euro l’ann
o
(fonte: mark-up.it)

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