Aziende e la Capacità di (r)Innovarsi

 
 

Leggo della notizia di istanza di fallimento di Blockbuster, la nota società di Dallas che della vendita/noleggio dei film ha fatto il proprio successo.

Aziende e persone che non sono state in grado di creare nuova innovazione e, in momento di crisi, di reinventarsi. Non è certo facile, per un’azienda che ha basato il proprio successo sul nolegio dei film, trovare un nuovo modo per continuare a vivere.

Certamente, il mondo del secolo scorso è cambiato radicalmente in questi ultimi anni che, possiamo dire, dal 2000 ad oggi ha fatto balzi in avanti, non solo passi. Più il tempo passa e più le tecnologie evolvono in fretta.

Se le potenzialità inespresse di internet si sono viste fin dalla sua nascita, da almeno 5 anni a questa parte si poteva prevedere che il successo sarebbe stato enorme. Ma non è solo una considerazione rivolta a blockbuster (che è solo il soggetto ispiratore di questo articolo).

Le case discografiche e cinematografiche stanno combattendo contro il P2P, lo scambio illegale di file protetti dai diritti d’autore, ma nessuna (o poca) ricerca è stata fatta in termini di innovazione. I colossi preferiscono “sguinzagliare” i propri avvocati che mettersi a tavolino e sfruttare le tecnologie. Certo, da una parte è giusto che chi fa un reato venga punito, ma quali alternative ci vengono offerte? L’acquisto dei film in dvd?

Quando internet ed il pc (vedi il caso youtube) stanno diventando il sostituto ideale della televisione e quando la stessa televisione si sta (lentamente) trasformando in qualcosa di più di una scatola di plastica e circuiti elettrici, i big di settore lanciano la guerra ai pesci piccoli lasciandosi scappare le grosse opportunità che gli utenti stanno aspettando e sono disposti a pagare!

Sia chiaro, non sto difendendo lo scambio illecito di file protetti da diritti d’autore, anzi… ma è pur vero che di alternative valide e che seguono i trend non ce ne sono (o sono molto poche). Fanno clamore i gruppi musicali o cantanti che in questi ultimi anni devono il proprio successo alla rete e ancor di più quelli che lanciano i propri brani in internet per essere difusi e condivisi, raggiungendo il più delle volte, le vette delle classifiche.

Forse, gli interessi sono così alti che vale la pena pagare centinaia di migliaia di dollari in cause legali piuttosto che fare login su facebook?

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6 Comments

  1. Aziende e la Capacità di (r)Innovarsi http://bit.ly/9B6i8u lascia un commento…

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  2. @aserravezza http://bit.ly/cEAiLh che ne pensi?

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  3. [...] This post was mentioned on Twitter by Mattia Soragni, Mattia Soragni. Mattia Soragni said: Aziende e la Capacità di (r)Innovarsi http://bit.ly/9B6i8u lascia un commento… [...]

  4. [...] Questa frase apparsa sul sito di Wired Italia mi ha fatto pensare molto, perchè vedo atteggiamenti molto simili a questo. Qui stiamo parlando di multinazionali dai fatturati da capogiro, eppure, nonostante i budget disponbili, nonostante le possibilità di rischiare qualcosina e non fallire se qualcosa va storto, non si prova e non si rischia. [...]

  5. Marco says:

    Forse i dirigenti delle case discografiche e cinematografiche hanno ancora stipendi e benefit troppo alti per rischiare di persona e lanciarsi nell’avventura del business. Il mondo delle community online richiede Innovazione e Velocità, ma per rinnovarsi davvero ci vogliono inventiva, creatività e coraggio.
    Basta vedere quanti nuovi registi, attori e cantanti (non raccomandati intendo) vengono proposti ogni anno nel panorama artistico italiano. Confrontatelo con quello degli anni ’50, ‘60 e ’70.
    Lo stesso problema ce l’hanno le aziende in regime di monopolio, che sono state aperte al mercato: passano il tempo a rincorrere i clienti che gli scappano da tutte le parti, invece di rilanciare servizi che attirino nuovi clienti. Per lo più sono aziende irriformabili.
    La barca affonda, ma abbastanza lentamente da far perdere di vista al management l’epilogo inevitabile.
    La soluzione sarà il naturale avvicendamento dei vecchi soggetti del mercato con nuovi soggetti, del prodotto con il servizio, dell’acquisto con l’utilizzo on demand. Naturalmente in Italia il processo procede ad passo lentissimo, perché viene ostacolato da una miriade di leggi che garantiscono agli ex monopoli un vantaggio sleale sulla concorrenza. Questo consente alla vecchia guardia un margine per andare in pensione tranquillamente e lasciare che qualcun altro cambi il mondo, ma grava sui consumatori come una tassa invisibile.
    Per fortuna il management di queste aziende è talmente impegnato al puntellare la propria posizione sul mercato, che non ha quasi mai la percezione della potenza deflagrante delle nuove tecnologie. E’ così che ogni tanto si sente qualche crash fragoroso.

    • Ciao Marco, sono affascinato da quello che scrivi!

      non ho altre parole se non riprendere e sottolineare quanto da te già scritto:

      per rinnovarsi davvero ci vogliono inventiva, creatività e coraggio

      [le aziende] passano il tempo a rincorrere i clienti che gli scappano da tutte le parti, invece di rilanciare servizi che attirino nuovi clienti

      un sincero grazie!

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