Hai Paura di Cambiare Strategia?

 

Paura di Cambiare Strategia Il peggior rischio di un’azienda è la paura di cambiare le proprie strategie e sforzarsi di riesaminare i nuovi aspetti ed assetti del mercato . L’aggiornamento costante è sicuramente necessario per poter stabilire le priorità delle modifiche strategiche della propria attività: nulla è definitivo e tutto si può costantemente migliorare.

“Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto: i risultati non migliorano da soli”.

Cambiare è rischioso solo nel caso in cui le decisioni vengano prese senza cognizione di causa e troppo frettolosamente . Molti sono i casi in cui una nuova idea salta alla testa, e dal nulla nasce un nuovo progetto, una nuova filosofia aziendale, senza pianificare, senza studiare, senza avere le competenze per farlo, con il successivo ed ovvio fallimento di tutto il progetto (sempre se a fallire non è l’azienda stessa).

Ma se correttamente valutate , esse possono diventare motivo di stimolo per chi lavora nonché successo nelle singole attività, con la conseguenza di incremento di lavoro e potenziamento del fatturato.

Credere nel cambiamento è necessario, perché il successo delle azioni che ne derivano, sono dovute esclusivamente dalla capacità di credere di poter cambiare e migliorare.

Nell’era di internet, dove i cambiamenti sono nelle migliori delle ipotesi a cadenza quotidiana, non essere predisposti al cambiamento non porta lontano, con la conseguenza di perdere in ogni singolo momento potenziali clienti .

Ha senso quindi aver paura di cambiare?

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10 Comments

  1. fradefra says:

    Però bisogna anche fare attenzione al rischio inverso, in cui cadono molte aziende, cioè il continuo cambiamento di strategie, schedulazione e task.

    Il continuo cambiamento non consente il consolidamento della conoscenza e dell’esperienza, inoltre vanifica la pianificazione e porta ad un modo di lavorare sempre basato “su ciò che penso oggi”.

    Le novità sono importanti, il cambiamento ancor di più, ma non indiscriminato e senza controllo.

  2. Ciao Fra!
    Concordo con la tua precisazione.

    Il troppo cambiamento spropositato e frettoloso porta comunque a danni perché non viene valutato nel suo complesso.

    Proprio ieri ho visto un’azienda che nel giro di un anno o poco più che la conosco, ha modificato per ben tre volte l’immagine che rivolge all’esterno. , nonostante non abbia alcun rapporto con tale azienda, il solo cambiamento di prospettive mi ha creato un senso di confusione, con l’effetto finale di non aver capito nulla di quel che fanno… quindi cambiamenti si, ma controllati e valutati, sia per l’azienda ma anche di chi poi riceve il messaggio.

  3. Andrea says:

    Concordo, come ho detto su un altro articolo, il cambiamento di strategia richiede un cambiamento di filosofia organizzativa che si ottiene con una rottura. Tale rottura è evitabile solo se l’impresa è dagli inizi improntata al cambiamento proattivo (cosa spesso non vera). I cambiamenti di filosofia sia amministrativa che strategica richiede quindi una concentrazione sui possibili fallimenti.
    questo non impedisce il cambiamento inteligente.

  4. Un proverbio siciliano dice: Megghiu u tintu canusciuto ca u nuovo a canusciri.
    La traduzione suona più o meno cosi “meglio quello che conosco, anche se cattivo, che il nuovo che non conosco.
    Noi siciliano d’altronde siamo il paese del Gattopardo e purtroppo in Sicilia gli imprenditori sono molto gattopardiani. Però, se i momenti di rottura vengono pianificati anticipando anche i momenti e le fasi negative non c’è gattopardo che tenga.

  5. No, non ha mai senso aver paura di cambiare e tentare nuove strade.
    Concordo con te quando dici che però bisogna anche avere l’intelligenza di valutare obiettivamente le proprie risorse e prepararsi al cambiamento con cognizione di causa.

    Un’ottimo blog :) , da oggi sei nel mio feed Reader!

    A rileggerci!

  6. @Pippo: sicuramente le cose variano molto da regione a regione, se non in ambiti più ristretti, tuttavia il proverbio che citi credo sia l’esatto riiassunto dell’atteggiamento e situazione in cui viviamo: meglio lamentarci che le cose vanno male piuttosto di metterci giù a provare e pensare ad una soluzione…

    se ogni giorno provassimo a cambiare una piccola cosa che non ci va bene, probabilmente potremmo avere molti più vantaggi di quanti non ne potremmo avere rimanendo “statici” alle nostre idee e convinzioni… :-)

  7. @Francesco: Grazie Francesco! capita di sentire la non volontà di cambiare per il fatto che nel passato si era cercato di cambiare senza valutare, e quindi il tentativo è fallito.

    Molte persone provano a caso e successivamente indicano come “non funzionante” un dato sistema o mezzo, solo per la loro incapacità di valutare a grande raggio le soluzioni migliori da compiere…

    Ciao!

  8. @ Mattia
    Ti voglio citare un passo del Gattopardo che dice: “vengono (riferito ai continentali piemontesi che volevano fare intervenire il principe nel costituendo parlamento nazionale) per insegnarci le buone creanze, ma non lo potranno fare, perchè noi siamo Dei”
    Questo è l’atteggiamento da noi, non tanto degli imprenditori, ma da una certa tipologia di consulenti (il baronaggio della consulenza). Occorrerebbe una legge speciale che vieti ai figli di fare lo stesso mestiere dei genitori nello stesso luogo o per lo stesso cliente.
    Questo è forse il principale motivo che blocca il rinnovamento aziendale locale.

  9. Grazie pippo per la tua segnalazione…
    come dicevo prima, tutto dipende dalla cultura, dai fatti storici, dai luoghi… molte sono le variabili in gioco nelle capacità di sviluppo ed innovazione.

    sono convinto tuttavia, che sempre più persone preparate possano fare veramente la differenza!!!

  10. [...] è importante il cambiamento? Ne parlavo tempo fa in un altro post avente proprio tale tematica e molti sono stati i commenti, [...]

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