La Crisi Economica vista dalle Aziende: L’Epilogo della Crisi
In questo momento ci troviamo all’interno di una delle più gravi crisi economiche che hanno colpito in modo significativo il mondo negli ultimi due secoli.
Ad Oggi, Il mondo economico sta rivalutando molte cose e quando la situazione inizierà a risolversi, solo chi è riuscito a resistere ne uscirà più forte e con un’esperienza unica del suo genere.
Ma chi riuscirà a sopravvivere?
La crisi per le aziende mette in ballo due cose:
- Fattori Economici: se la tua impresa ha pochi soldi uscire dalla crisi sarà difficile; se a livello finanziario sei tranquillo, dovrai stare attento a dove investi per non perdere tutto;
- Fattori di Gestione: se non si ha una buona struttura, non si riusciranno a gestire problemi interni ed esterni contemporaneamente ed in modo proficuo;
In caso di difficoltà , questi due punti portano alla medesima conseguenza: sbagliare qualcosa in fase di recessione, determinerà la strada dura ed in salita per il futuro.
Ora non c’è in ballo solo la sopravvivenza, ma anche la reputazione nel caso si riesca ad uscirne indenni da tutto questo.
Solo le Aziende predisposte all’innovazione, incuranti dei momentanei minori ricavi, riceveranno un’immagine dal valore inestimabile nel prossimo futuro.
Le aziende Italiane sono pronte a tutto ciò?

7 Comments
In questi mesi sto occupando la mia mente e la mia attenzione verso un’azienda, mia cliente, che si trova ad essere in “ballo”, come tu dici, su ambedue i punti (economicamente l’imprenditore è molto solvibile) e devo ammettere che se non hai, in questi anni, analizzato la tua organizzazione su tempi più lunghi di quelli di “bilancio” la situazione è grave. Il settore in cui opera è in forte recessione ed occorre stare attenti. In più si sta vivendo una fase di demotivazione sul personale mai analizzato sulla base, ad esempio, di una piramide di bisogni. Questo elemento penso sia determinante. Se nella tua definizione di struttura includi “le persone che lavora per” allora OK se invece non le includi occorre aggiungere un’altro punto. L’innovazione può essere il fulcro su cui fare ruotare una pianificazione futura solo se esistono le persone all’interno in grado di seguire ed eseguire autonomamente.
Il mio parere è che gli imprenditori italiani hanno grandì idee ed intuizione, ma non hanno assolutamente cultura manageriale. Non sanno cos’è la pianificazione strategica e investono pochissimo in innovazione. Un altro limite evidente è legato alla loro errata idea, soprattutto nella piccola e media impresa , che le persone sono solo una voce di costo e bisogna farle lavorare il più possibile per avere maggiore ritorno. Naturalmente le persone hanno questo sentore e finiscono per demotivarsi e trasformarsi in dei meri esecutori di procedure imposte. A questo punto un’azienda senza persone diventa un’azienda senza anima e senza futuro.
Volevo aggiungere una nota sul settore turismo.
Dall’inizio della recessione (e siamo, purtroppo, davvero agli inizi) ho notato un maggiore interessamento sulle tematiche del Revenue Management, delle recensioni di TripAdvisor, del Cross/Up selling, Web Analytics…in generale su tutti gli argomenti che possono razionalizzare i costi e promuovere le vendite degli hotel.
I momenti di difficoltà economica del mercato hanno sempre regalato grandi opportunità per chi lavora bene ed è disposto a rivedere l’organizzazione del proprio business.
Negli ultimi mesi molti alberghi di cui la mia azienda si occupa direttamente hanno osservato un consistente aumento delle prenotazioni dirette in seguito alla riprogettazione del sito web ufficiale.
Si spera che la recessioni aiuti tutti a guardare più ai risultati e meno alla “creatività ” fine a se stessa; i siti di e-Commerce in flash non funzionano, e di siti di hotel in flash se ne vedono ancora davvero troppi, tanto per fare un esempio…
Saluti e complimenti per il blog, questa volta te li faccio pubblicamente
Alessio
@ Pippo Ferrante
Sono completamente d’accordo con te e più volte ho invitato a riflettere sul fattore considerazione del personale. Il problema è: come far capire all’azienda che un dipendente è un collaboratore e non un costo, come dice giustamente anche Gaetano?
L’azienda se ne accorge quando il dipendente ti abbandona solamente per 50 euro in più nella busta paga. Un collaboratore deve potere vivere dignitosamente del lavoro che fà insieme a te. Azzerando il costo della vita, se percepisce lo stato mentale che per aumentare il guadagno deve fare un secondo lavoro allora è la fine.
Occorre sapere ascoltare i collaboratori/dipendenti ed ascoltare in silenzio certe volte. Però è anche vero che i collaboratori/dipendenti devono sapere ascoltare a loro volta. A questo punto mi fermo, perchè penso che ancora le aziende ed i collaboratori non sono maturi su questo fronte. Non so se è chiaro?
hai ragione pippo ed è molto chiaro ciò che dici: mi piace sopratutto la frase “Occorre sapere ascoltare i collaboratori/dipendenti ed ascoltare in silenzio certe volte”
a volte è la presunzione di sapere tutto e di poter comandare ed avere il potere su tutti che porta alla rovina. come ben dici tu, deve essere possibile anche il contrario, ovvero che anche il dipendente/collaboratore ascolti e apprenda la necessità dell’azienda di modificare se stessa, nei tempi che una struttura più complessa necessita rispetto ad un singolo soggetto…
come sempre la verità sta nel mezzo
I momenti di difficoltà economica del mercato hanno sempre regalato grandi opportunità per chi lavora bene ed è disposto a rivedere l’organizzazione del proprio business
grande alessio! come darti torto! anzi, ti informo che questa tua frase sarà oggetto di un prossimo post tra qualche settimana!
sottolineo la parte in cui dici “grandi opportunità per chi lavora bene ed è disposto a rivedere l’organizzazione del proprio business”: per rivedere il proprio business ci vuole anche una mente molto aperta, capace di trarre continuamente vantaggi anche dalle situazioni negative.
Come diceva il grande Thomas Edison: “Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato”