Crisi Economica e Rispetto dell’Uomo a Confronto

 
 

Ricevo e Pubblico molto volentieri il Commento di Gaetano Amore in Relazione al post il La Crisi Economica vista dalle Aziende: Il Principio della Crisi con interessanti spunti ed esempi per poter migliorare e ricominciare da zero con un’ecomomia più stabile e a vantaggio di tutti. Buon Lettura!

Vorrei capire meglio da te qual e può essere il principio della crisi: l’80% del PIL di una nazione è fatto dai consumi; perché definisci il consumismo svantaggio della corsa al business?

Il nostro modello economico si regge sul consumo e ne è l’essenza: se non inquiniamo e sfruttiamo le risorse non produciamo quello che poi dobbiamo a tutti i costi consumare. Come vedi gli svantaggi -così li ho definiti nel mio post - sono l’essenza di un modello che l’uomo di questo tempo nella sua inconsapevolezza contribuisce ad alimentare. Il problema va ricercato alle fondamenta, ed è etico-sociale piuttosto che economico.

Chi ci governa ha creato un modello sociale che vede nel consumo la sua variabile primaria di stratificazione: più sei in grado di consumare più ti elevi sugli altri; una logica perversa che alimenta lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo in ogni organizzazione sociale (l’ azienda ne è un esempio, la politica dei giorni nostri il simbolo).

“Io non cresco se non ti sfrutto” questo è l’assioma, brutto da dirsi, ma è così. Chiunque ha una logica diversa è tagliato fuori, resta ai margini, non esiste… avere, avere, avere…

Oggi la ricerca dell’uomo è fatta solo di cose e di oggetti che iniziano a possederci e che alimentano il “modello”: essi non sono cattivi di per se, ma possono diventarlo se interferiscono con la nostra libertà, ed è proprio ciò che sta accadendo all’insaputa di tutti; ognuno di noi, mio malgrado, si sente, senza volerlo, ciò che ha.

Non c’è spazio a questo mondo per chi vuole Essere, se non nella povertà e solitudine!

Oggi chi è povero o “pezzente” (usando il linguaggio dei ricconi arrivati in cima alla vetta della Loro piramide sociale) lo è principalmente per tre motivi:

  1. perché ha deciso di non accettare le regole del “modello”
  2. perché non concepisce lo sfruttamento del suo prossimo per arricchirsi
  3. perché alla logica dell’avere antepone quella dell’essere (invito a leggere il libro Avere o Essere di Erich From, sono sicuro che vi aiuterà ad avere più consapevolezza di quello che siete).

Oggi se decidi di Non essere Furbo per “essere” non Hai e resti povero… ma almeno sei un uomo libero.

A questo punto potresti dirmi: ma quest’uomo di cosa si nutrirà, di liberta? La risposta la puoi trovare nei fatti di tutti i giorni, ma sostanzialmente l’uomo che vuole “essere” ha  poche strade da percorrere:

  1. può decidere di farsi sfruttare dal sistema; farà il salariato rassegnato povero;
  2. può decidere di fare “sue” le regole del sistema, senza saperle usare; farà il salariato incazzato contro il padrone;
  3. può decidere di fare sue le regole del sistema, usandole con successo;  farà il politico, l’imprenditore o il finanziere;
  4. può decidere di crearsi un sistema di riferimento tutto suo in cui elevare il proprio essere; farà l’attivista religioso o diventerà santo (vedi madre Teresa di Calcutta ed esempi simili);
  5. può non avere la forza di decidere dove collocarsi; sarà depresso e si darà ad attività devianti, scaricando la sua depressione o contro di sé o contro gli altri.

E’ evidente che una società come questa si regge su fondamenta fragili, destinate a crollare. Solo quel giorno forse inizieremo a pensare ad un uomo nuovo, una società nuova e di conseguenza un nuovo e più giusto Modello Economico. Io lo porto dentro, ma sono sicuro che oggi farebbe ridere chiunque perché inconcepibile, ma sono altrettanto sicuro che sarà il modello del domani.

Questo modello economico parte dall’Uomo Nuovo di Erich Fromm, ma è anche l’uomo nuovo di Gaetano Amore e di tutti coloro che lo concepiscono, un uomo nuovo che presenta queste qualità:

  • disponibile a rinunciare a tutte le forme di avere, per essere senza residui
  • vivere senza adorare idoli e senza illusioni
  • provare gioia nel dare e nel condividere, e non nell’accumulare
  • conoscere a pieno se stessi, anche il sé che si ignora
  • sviluppare la propria fantasia, non come mezzo per fuggire dalla realtà, ma come mezzo per superare circostanze intollerabili
  • Rinunciare all’ambizione di raggiungere tutti questi obiettivi, in quanto un’ambizione del genere non è altro che un’altra forma di bramosia, una versione dell’avere
  • Fare della crescita di sé e degli altri lo scopo supremo dell’esistenza

Se concepisci tutto ciò vuol dire che quest’uomo appartiene anche a te…

Per dare in definitiva una mia risposta al titolo del tuo post: il Principio della Crisi di questi tempi è da ritrovare nell’uomo di questi tempi: Finanzieri, Politici ed Imprenditori.

Chi pagherà il loro desiderio di accumulare ricchezze? Di sicuro chi non ha ricchezza accumulata, ma solo un misero reddito da consumare per sopravvivere e un po’ di risparmio.

Mentre i risparmiatori piangono per i risparmi andati in fumo, ci sono tanti Finanzieri, Politici ed Imprenditori che si sono arricchiti “grazie” ai crolli dei mercati e questo crollo diventerà un’opportunità per continuare ad arricchirsi, visto che potranno utilizzare tutta la ricchezza accumulata fino ad oggi per far riprendere i loro business ed in due o tre anni anche i mercati… è come giocare a poker conoscendo le carte dell’avversario, è facile vincere sempre.

Voglio farti un semplice e semplicistico esempio per darti l’idea di ciò che sta accadendo nell’economia mondiale.

Immagina di poter oggi fare un’ operazione finanziaria che ti consentirebbe di avere in tasca (liquidi) tutti gli stipendi dei prossimi tuoi 30 anni di lavoro: per fare questo però devi generare altrettanti titoli rappresentativi dei tuoi stipendi futuri e venderli a me risparmiatore. Quindi alla fine dell’operazione, io avrò i titoli che rappresentano i tuoi stipendi futuri, e tu, che hai fatto l’operazione, avrai 30 anni di stipendio in tasca da investire liberamente. Ma cosa succede se dopo un anno perdi il lavoro? Succede che a hai incassato gli stipendi (mai guadagnati perché hai perso il lavoro), non restituisci i soldi a chi te li ha anticipati (il risparmiatore) e dichiari fallimento: a quel punto il valore dei miei titoli tenderà ad essere pari a zero.

Io sono il risparmiatore fregato, tu sei il furbetto del sistema: questa operazione si chiama Cartolarizzazione ed è ciò che ha generato la crisi finanziaria in corso, operazione inventata da finanzieri furbi (ultra stipendiati), assecondata da Politici furbi (ultra mazzettati) ed Imprenditori furbi (Ultra arricchiti da operazioni del genere).

Attualmente in Circolazione ci sono circa 700 Trilioni di Dollari di questi strumenti a rischio: cosa succederà se esploderanno? Se veramente accadrà questo, credo che ci sarà un così forte shock nell’economie del mondo, che dovremmo ripartire completamente da zero.

Noi “poveretti” in questa situazione non possiamo che osservare i disastri della società dell’Avere e iniziare a lottare per arrivare ad un Idea di società che ha più rispetto dell’uomo e della sua essenza vitale, l’essere.

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