Qualità Quantità Prezzo: Trovare l’Equilibrio Perfetto
Questi sono alcuni pilastri dell’economia, sia per chi vende, ma soprattutto per chi acquista: sono la qualità, la quantità ed il prezzo gli elementi che le persone durante gli acquisti controllano in modo più o meno conscio.
La Qualità è l’elemento fondamentale per la decisione finale di un acquisto: un prodotto di scarsa qualità anche con un prezzo basso verrà difficilmente acquistato. Ma in un prodotto in cui vi è alta qualità, il suo prezzo passa in secondo piano: se il nostro articolo è in grado, attraverso le sue caratteristiche di convincere, il fattore prezzo può impedire il suo acquisto solo nel caso esso risulti estremamente spropositato all’effettivo valore.
La qualità è una componente che si può attribuire a diversi fattori: essa può essere rappresentata anche del marchio, che se riconosciuto, può convincere le persone senza controllare effettivamente il prodotto, partendo dal presupposto comunque che l’azienda si sia sempre fatta rappresentare da grande serietà: un marchio storico assume il significato e diventa simbolo di qualità. A questo argomento lascerò comunque altro spazio in quanto molto importante ma anche molto complesso.
Con Quantità si può intendere non solo il numero fisico degli oggetti acquisiti con un unico acquisto, ma può essere rappresentato anche dal peso: infatti, soprattutto per quanto riguarda l’ambito alimentare, la quantità intesa come peso è importante per l’acquirente, che stabilisce in base alla combinazione degli altri fattori, qualità e prezzo, quale prodotto è più conveniente mettere nel carrello.
Infine il Prezzo, ovvero il valore quantificato in modo monetario associato ad un prodotto o servizio per il suo acquisto, e quindi il passaggio della proprietà tra venditore e acquirente. Il costo è sicuramente un componente importante per la decisione finale di acquisto o meno, ma non è il fattore determinante.
La decisione di acquisto avviene infatti solo da un esatto equilibrio tra tutti gli elementi e la modifica di anche uno solo verso il basso o verso l’alto ne potrebbe compromettere il risultato finale: una qualità scadente del prodotto sottoposto ad attenzione, potrebbe diminuire le vendite in modo esponenziale rispetto ad una vendita normale avvenuta ad una qualità sufficientemente alta.
Aumentare la qualità, invece comporterebbe, sia per motivi di costi di produzione ma anche in quanto il valore intrinseco del prodotto essendo superiore, comporterebbe una variazione automatica del prezzo al rialzo. Cosa succederà invece se si aumenta o diminuisce la quantità di prodotto venduto?
Il prezzo in concordanza con la qualità può far variare la quantità venduta: un basso prezzo tendenzialmente comporterà un aumento di vendite sempre se la qualità rimane ad un livello accettabile. Se invece anche la qualità non fosse elevata potrebbe far invertire il risultato delle vendite. Un prezzo basso, accompagna comunque una certa ideologia di qualità: è bene quindi mantenere il prezzo di partenza ad un livello base a cui aggiungere una percentuale da stabilire a seconda del settore e dell’oggetto in vendita e dalla qualità.
Molto spesso, si tende a pensare che un prezzo alto comporti meno vendite: anche in questo caso, possono esserci grandi differenze variando il settore di riferimento, ma generalmente un prezzo alto è simbolo di alta qualità, o perlomeno di qualità superiore rispetto alla norma: è pertanto di fondamentale importanza dare ad un prodotto un valore e partendo da questo dato stabilire il rincaro.
Un prezzo troppo elevato non porterà comunque a molte vendite anche se i guadagni saranno sicuramente maggiori. Rimane tuttavia il fattore qualità: il prezzo deve essere legato alla qualità intesa sia come materiale (composta quindi dalle materie prime, costi di produzione, ecc…) ma anche dal valore che il possibile acquirente associa a tale prodotto.
Un’automobile di fascia alta, ha un determinato costo, a cui viene aggiunto una percentuale variabile che ne stabilisce il guadagno del venditore. Il costo di un’automobile di lusso, sarà sicuramente più alto, in quanto i materiali utilizzati saranno più pregiati e le persone che la creano dovranno prestare più attenzione al loro lavoro, ma il costo finale, aggiungendo anche tutto questo non raggiungerà per ovvi motivi di ricavi un prezzo vicino al prezzo finale di vendita, ma il rincaro sarà molto più elevato: perché allora il prezzo di una automobile modio/alta è nettamente inferiore a quella di un’automobile di lusso, quando il costo effettivo si discosta non di molto? Oltre alla qualità è anche il valore che le persone associano a quest’ultima è molto elevato e il prezzo finale, di conseguenza sarà molto alto.
Decidere il prezzo di vendita di un prodotto, è quindi un mix di questi, nonché di tanti altri fattori minori, e l’equilibrio diventerà il prezzo per il consumatore finale. Errare tale valutazione,sia al rialzo che al ribasso, può causarne l’insuccesso totale.

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bene ho capito, quindi un paio di mutande costa 18 euro perché la lana è soffice e morbida, non può costare 50 euro perché non hanno la firma dolce e gabbana. non posso comperarli a 10 perché ne voglio solo uno ma se li indossasse pamela anderson li potrei trovare tranquillamente a 100 euro!
ciao cuba libre!
si esattamente… considera che se pamela non li indossasse, anche se la loro qualità fosse eccelsa a 100 euro non li acquisterebbe comunque nessuno…
prendi ad esempio gli occhiali firmati Lapo Elkann… hanno fatto vedere che subito dopo la loro commercializzazione sono stati copiati e messi sulle bancarelle dei venditori ambulanti a credo 10 euro… ammesso che la qualità degli originali fosse sicuramente superiore a questi ultimi, sicuramente i materiali e la manodopera, costi fissi ecc… non arriverebbero mai al prezzo di 1007 euro (mille sette euro
)… il prezzo in questo caso è dato alla firma, e al valore affettivo (chiamiamolo così) che la gente da a tali oggetti…
Qualità Quantità Prezzo: Trovare l’Equilibrio Perfetto…
Questi sono alcuni pilastri dell’economia, sia per chi vende, ma soprattutto per chi acquista: sono la qualità, la quantità ed il prezzo gli elementi che le persone durante gli acquisti controllano in modo più o meno conscio….
Ciao Mattia,
io personalmente penso che dietro ad un prezzo troppo basso di un prodotto si nasconda inevitabilmente una scarsa qualità dello stesso, quindi preferisco acquistare dei prodotti di fascia medio/alta, si spenderà qualcosa in più, ma almeno hanno una qualità suciramente migliore… almeno si spera
Poi è chiaro che quando acquistiamo delle grandi firme oltre a pagare la indubbia qualità del prodotto paghiamo anche la firma, ma si sa… sono prodotti belli, alla moda quindi li acquistiamo… Perciò secondo me, sicuramente la moda non sara un “pilastro dell’economia” come la qulità/quantità/prezzo, ma secondo me incide anche lei sulla decisione finale di acquisto del consumatore. Almeno io credo che sia così!!!
Fino a qui sono d’accordo… il problema nasce, ma lo approfondirò in un altro post, che molto spesso la qualità del prodotto di firma non è superiore a quella di non firma, anzi…
E’ a questo punto che il prodotto perde la sua proprietà di “essere venduto come valido” ed acquisisce la proprietà di “essere venduto come marca”
Ti è mai capitato di acquistare un prodotto, spendendo anche molti soldi in più rispetto allo stesso della concorrenza e vedere la sua capacità di soddisfare i tuoi bisogni allo stesso modo, o durare anche di meno rispetto al più economico? Perché allora il prezzo deve essere più alto solo per il fatto che uno “famoso” ci ha messo il suo nome? Quali vantaggi ha una persona ad acquistare questo prodotto? sappiamo che in questo mondo se non vesti almeno un capo firmato non sei nessuno, ma se l’unica cosa in più che ha un prodotto firmato è il prezzo, secondo me fa una gran brutta figura chi ci mette il nome e di conseguenza il suo prodotto…
Anche questo è vero… Mi è capitato più di una volta di acquistare un prodotto di firma e mi è durato meno di uno di non firma… Una volta ho comprato un paio di scarpe di Prada ( si possono fare nomi qui o siamo soggetti a censura come in tv?;-)) pagate fior di quattrini e per assurdo dopo un mese nemmeno che le portavo la gomma sotto si è completamente staccata… Altra volta una canotta di Liu-Jo a righine bianche e blu la prima volta che l’ho lavata ( oltretutto a mano ) le righe blu sono diventate azzurre e quelle bianche azzurrine… una roba orrenda!!!
Quindi è vero in questi casi ho pagato il nome ma non la qualità… Ed è anche vero che dal mio acquisto ho tratto ben poco vantaggio… Quindi pagato lo scotto non una ma due volte o più adesso compro capi firmati solo se proprio mi piacciono da morire e non posso farne a meno… Altrimenti preferisco, come ho detto comprare capi di media/alta qulità senza andare troppo attorno alle firme!
Hai ragione anche a dire che se non vesti un capo firmato a questo mondo non sei nessuno… quindi potremmo fare come con le pubblicità degli alcoolici… “Compra capi firmati responsabilmente”!:-))
Per quanto riguarda la censura in teoria no, e dire il nome delle aziende non è un problema: se la cosa è vera, non cadiamo ne in diffamazione ne in falso, l’importante è rimanere oggettivi e non offensivi.
Bhe… come ben sai non mi piace offendere quindi… Poi magari sono stata io sfortunata… anche perchè tante volte si comprano capi firmati che durano nel tempo! comunqe rimaniamo sulle nostre quantità/qualità/prezzo… se no andiamo OT e dopo mi sento in colpa!!!
[...] Esistono aziende che nella loro storia si sono distinte per la loro serietà e capacità di risolvere i problemi. Vi sono altre aziende che non sono state in grado di fare tutto ciò: mentre le prime puntavano alla qualità dei servizi, prodotti e del sistema di gestione in generale con un corretto pensiero economico, le seconde hanno basato il tutto su loro stesse. Incentrare il cliente nella propria lista di cose da fare è quindi uno dei fattori principali per il successo. Il secondo a seguire è sicuramente la qualità del prodotto e servizio offerto: parlavo proprio della Qualità in un post precedente e lo definivo come uno dei fattori principali: essa determina successo o il fallimento, sia del prodotto ma alla lunga anche dell’azienda stessa. La Storia delle Aziende determina il successo o il fallimento delle scelte, comportamenti e decisioni che nel corso del tempo sono portate a prendere: se essa è rimasta fedele ai consumatori, perseguendo determinate azioni e soprattutto parlando con il suo pubblico e non incentrando il loro successo solo dai risultati economici, le scelte che andrà a prendere nel futuro sono seguite dai clienti con piacere e che, nel migliore delle ipotesi, ma in questo caso il brand deve essere veramente molto forte, gli stessi diventano dei veri e propri “evangelisti”, ovvero sostenitori del Marchio, che lo trasmettono, divulgano e lo fanno proprio. [...]
[...] Come sempre, la verità sta nel mezzo e quindi la risposta corretta dovrebbe essere il buon compromesso tra qualità del prodotto e comunicazione verso l’esterno.Il concetto è semplice: immaginiamo un prodotto scadente associato ad assidua attività di comunicazione con tutti i media: nonostante il primo impatto dovrebbe essere presumibilmente positivo per le casse del produttore, in un secondo momento questo effetto sarebbe vano. Al contrario, un buon prodotto che non si fa conoscere, non si potrà affermare nel mercato a meno che non si consideri anche l’effetto virale che potrebbe nascere se la qualità del prodotto è veramente alta. Quindi, quale strategia intraprendere? Una strategia incentrata principalmente sul prodotto, curandone i dettagli e la qualità o lasciare un po’ di investimenti anche nella comunicazione? Dipende tutto dalla vostra strategia, ma ricordando che la buona qualità non compromette mai la comunicazione, anzi, ne fa abbassare i costi e ne facilita la trasmissione; viceversa, altissimi investimenti nella comunicazione per un prodotto scarso, non servirà a molto già nel medio periodo, e gli effetti negativi si potrebbero far sentire molto prima del previsto. [...]
salve,
siamo d’accordo sulla strategia che la buona qualità ad un prezzo appropriato ripaga col tempo.
ma io sono curioso di fare una domanda:
se diamo ottima qualità, ad un prezzo giusto (con prezzo giusto intendo la media della concorrenza in un vasto raggio di km) e poca risposta, si può dare colpa al posto e alla mentalità del luogo in cui ci si trova?
mi riferisco all’ignoranza della popolazione in cui ci si trova, dove la gente è abituata ad un abbondante e un prezzo basso..
come dire: °puoi anche regalare l’oro, ma se la gente non sa cos’è cosa vuoi che ti dica°..
IN QUESTO CASO COSA BISOGNEREBBE FARE???
UN GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
Ciao Dentino!
dedicherò a questa interessante domanda un post a se, quindi ti invito a seguirmi in modo da rimanere aggiornato e migliorare la tua attività
Per il momento ti rispondo brevemente così intanto hai una prima visione sull’argomento:
come dici giustamente tu, se una persona non conosce il valore effettivo di quello che vede, esso può avere una qualità estremamente alta, ma non verrebbe apprezzato.
Quindi oltre a qualità è importante far capire anche il valore: è ovvio che se un prodotto è talmente particolare che non tutti possono comprendere (vedi il caso di un rum particolare, ma anche un mobile con un legno pregiato) il vero valore, non riuscirai mai a vendere: se ti trovi in questa situazione due possono essere le soluzioni per risolvere il problema dei mancati acquisti:
1) studiare il tuo target di riferimento: quali persone vengono a comprare da te e quali sono i loro bisogni, necessità, desideri, ecc…
2) studiare il non-target, ovvero tutti coloro che non verrebbero mai da te: perché? il prodotto è difficile da capire ed apprezzare? costa troppo e non è accessibile (anche se il suo valore è effettivamente alto)? ecc…
riuscendo a capire le somiglianze e le differenze tra le due categorie di clienti (o potenziali), potrai modificare e cambiare la tua strategia nei confronti del mercati.
Prova a rispondere a questa domanda: perché i giovanissimi il week end preferiscono andare in discoteca invece di andare a mangiare una pizza quando i due prezzi potenzialmente si equivalgono?
Attendo una tua risposta e le tue valutazioni (ma anche quella di tutti gli altri visitatori, ovviamente
)
…e auguri per la tua attività…
Ciao Dentino!
come ti ho detto via mail, prossimamente prenderò il tuo caso e lo studierò un po, magari anche con la tua collaborazione, se lo vorrai, per trovare una soluzione e renderla pubblica a tutti!
Alcune valutazioni le ho già messe nel mio commento precedente, ma anche nella mail di risposta inviata personalmente a te… è ovvio che il tuo caso, come qualsiasi altro, deve essere studiato un po più di 5 minuti, quindi una soluzione non è immediata… in secondo luogo la fretta è una delle peggiori compagne… renditi conto che non conosco assolutamente nulla della tua attività e trovare una soluzione senza sapere dov’è il problema, mi risulta un pò complicato…
Spero non te la prenderai, ma la tua reazione non è stata delle più collaborative…
Ciao!
[...] “Sembra facile fare il caffè” E’ stata l’esclamazione di mio fratello al termine di un discorso in cui si parlava di Qualità e Professionalità. [...]
[...] parlare nuovamente di Qualità e Valore dei prodotti. Mentre in un post prececedente parlavo della qualità intrecciata con il prezzo, questa volta mi voglio soffermar sul valore del prodotto e sulla sua percezione. Il valore [...]