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Articolo Pubblicato il giorno 9/06/2009 da Mattia Soragni Condividi

Percezione delle Differenze di Valore

Il valore percepito di un prodotto e/o servizio non è collegato solo alla quantità di materiale utilizzato, tempo dedicato per la sua realizzazione o numero di persone impiegate, ma al valore che ogni persona associa ad esso, acquisendone di riflesso, sia per il singolo che per la comunità, un valore superiore o inferiore.

Pensiamo ai soldi: seppur vi sia un valore economico associabile alla materia prima e alla lavorazione per realizzarli, esso non corrisponde al valore da noi utilizzato.

Pensiamo alle scarpe: esse hanno un costo di realizzazione, rappresentato da materie prime e manodopera: eppure, a parità di materiale impiegato – ed a volte alla qualità – alcune le paghiamo 20€ altre 100€ altre ancora 200€.

Cosa accomuna Soldi e Scarpe nella percezione di valore? Il valore stesso che le persone associano ad un determinato bene (o servizio) rappresenta il valore economico che essi sono disposti a spendere pur di averlo.

Simo disposti a pagare cifre a doppio zero per un paio di scarpe Nike, ma non siamo disposti a pagare in egual misura un prodotto qualitativamente paragonabile ma acquistato al mercato del paese (e sopratutto non brandizzato).
Se pagare 10 euro un pizza ci sembra troppo, per una persona di un paese povero, il suo valore ideologico è di gran lunga superiore.

Sei d’accordo con quanto ho detto, ovvero che il valore viene attribuito in base al valore personale associato ad un determinato bene o servizio?

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2 Commenti per “Percepire il Valore Associato”

  1. Assolutamente d’accordo :)

    E una delle conseguenze più o meno spinose è che se offri qualcosa di sostanzioso su web (un ebook, articoli dedicati lunghi e complessi, videotutorial o podcast) in forma gratuita il valore percepito (indipendentemente dalla qualità assoluta del prodotto) sarà poco o nullo.

    Si pensa: “Se è gratis, allora non ha valore”

    Come dire, dando un prezzo (valore economico, appunto) al tuo lavoro fai fare a chi ne fruisce quel “salto mentale” che lo rende, per l’appunto, di gran valore.

    C’è da pensarci quando si crede che le sezioni preemium (o freemium) sui blog non possano trovare ancora il loro spazio.

  2. Grazie Francesco per la tua opinione!

    ma se mettiamo sulla bilancia un prodotto gratuito rispetto ad uno con un prezzo irrisorio, la percezione cambia o rimane pressochè invariata?

    Ad esempio, spesso si trovano ebook ad un prezzo molto inferiore al valore effettivo che, a quanto dicono, contengono i segreti più illuminari della storia….

    In questo caso, vendere un prodotto/servizio ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al valore percepito non è controproducente?

    Per fare un esempio pratico offline, mi puzzerebbe non poco una cena di pesce fresco a 20€…

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