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Articolo Pubblicato il giorno 13/03/2008 da Mattia Soragni

Evoluzione del Mercato crea Divario tra Domanda ed OffertaQualsiasi mercato si prenda come riferimento per lo studio, esiste un evoluzione naturale, per cui, le richieste della massa cliente si diversificano velocemente e qualitativamente da tutto ciò che viene offerto ed immesso nel mercato.

Da una parte abbiamo le aziende che producono i proprio beni e servizi, nel tentativo di raggiungere guadagni sempre più alti, vendendo ai consumatori quello che a loro interessa, dall’altra i fruitori che ricercano quello che porrà fine ad un loro bisogno.

Nonostante ognuno delle due componenti del mercato vada alla ricerca di quello che cerca ed offre la controparte, uno dei due corre molto più velocemente: i consumatori finali modificano le proprie preferenze in base alla loro capacità di spesa, quindi allo stato finanziario in cui ritrovano, alle occasioni che arrivano, alle esigenze della famiglia, al periodo dell’anno in cui ci si trova.

Il risultato finale è una discordanza tra l’offerta e la richiesta: quello che offre oggi un’azienda è quello che cercava ieri il consumatore. Tale situazione è dovuta dal fatto che una struttura imprenditoriale necessita di molto più tempo per modificare qualsiasi reparto che lo compone: tempi e costi sono nettamente superiori alla capacità di rimanere in linea con quanto richiesto, perdendo di fatto preziose quote di mercato.

Quali possono essere delle soluzioni per porre in qualche modo rimedio a questa discrepanza? Alcuni punti possono aiutare a capire lo stato della tua azienda e la sua capacità di evolversi nel tempo:

  • Ascoltare il Mercato: sembra la cosa più banale ma è sicuramente la cosa meno semplice da fare. Se non si ascolta il mercato, non è possibile sapere quello che chiede, quindi è necessario considerare tutti gli input che arrivano dall’esterno.
  • Investire Tempo e Denaro: nella propria azienda, ma anche in studi di mercato, in formazione del personale, ecc… investire in quello che si è in grado di fare, ma anche in quello che non si è in grado di fare.
  • Innovare ed Innovarsi: Il nostro prodotto può essere il migliore di tutti, ma se non è apprezzato, non ha le caratteristiche richieste e la giusta attenzione nel mercato, si rischia di ritrovarsi in una situazione di sovrapproduzione con tutti gli svantaggi che comporta.
  • Specializzarsi: essere in grado di fare qualcosa, ormai non è più importante, oggigiorno si deve essere in grado di farlo fatto veramente bene. Essere specializzati nella produzione di un determinato prodotto o nell’erogazione di un servizio, comporta molti vantaggi, tra cui quello della velocità e quello della qualità.
  • Velocità: capire ed essere in grado di cambiare anche radicalmente la propria idea imprenditoriale a seconda di quanto richiesto dal mercato. Molte aziende si definiscono flessibili, ma in quante lo sono veramente?
  • Qualità: fare qualcosa non significa farla bene. Qualità non è solo il risultato di un processo produttivo la maggior parte delle volte standardizzato dentro regole procedurali statiche. La qualità è assicurata anche dall’assistenza, dal rapporto con il cliente, dalla capacità di modificare il prodotto in base alle sue esigenze. Essere troppo legati all’idea del progetto originale senza apportare modifiche evolutive in base all’esperienza acquisita e alle richieste, è negativo per qualsiasi impresa.
  • Esperienza: Creare una vasta scala di esperienze porta molti vantaggi, tra i quali velocità, qualità e quindi specializzazione.
  • Allargare le Vedute: solo perché si è nel Mercato “A”, non significa che il Mercato “B” non abbia nulla da insegnarci. Spesso, le proprie tecniche e modalità produttive possono essere ottimizzate prendendo come riferimento altri settori. Ed anche se il risultato finale è diverso, non significa che l’idea di ottimizzazione che ne sta alla base, non debba essere applicata.

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