Come porre rimedio alle ricerche Fuori Target
Analizzando il traffico dei siti che seguo e gestisco, trovo molte volte utenti che effettuano accessi da ricerche completamente fuori target rispetto alle tematiche del sito, che per qualche strano motivo riescono ad arrivare in quanto un motore di ricerca ha stabilito che quella ricerca era collegata al nostro sito.
Come considerare queste ricerche? E sopratutto, come porvi rimedio?
Ricordo di un caso simpatico in cui, proprio in questo blog, un commentatore facendo un esempio parlava di “mutande” ed alla fine, per qualche tempo alcune ricerche giungevano a questo blog proprio con tale keyword da una ricerca fatta dai motori di ricerca.
Il dubbio/problema è stato quindi quello di capire come arginare tali imprevisti e far si che non vi siano modifiche tematiche sostanziali, per non creare confusione.
Sempre questo blog, in orgine, ha parlato per quasi un anno di cocktails… convincere i motori di ricerca che l’argomento non era “come posizionare un cocktail” ma “come posizionare un sito” non è stato dei più semplici.
All’epoca della ricerca di indumenti intimi non ho fatto praticamente nulla, lasciando svanire nel tempo fino alla scomparsa dalle serp del mio sito per tali ricerche.
Vi sono delle strategie più corrette dell’assenteismo che possono migliorare la percezione dei motori di ricerca sul reale contenuto del sito?






Beh, prima di trovare il rimedio dovremmo capire cosa ha causato il problema. I fattori on-page di cui il contenuto testuale è il principale, oggi concorrono solo in parte a determinare la posizione di una pagina nelle SERP. I link esterni ed interni (ed il contenuto delle pagine in cui si trovano) dovrebbero convalidare i contenuti semantici estratti dal testo.
E’ strano che il tuo sito sia stato scambiato per un sito di cocktail o di biancheria intima, perché immagino che sia un argomento trattato marginalmente e quindi non dovrebbe influenzare l’algoritmo di ranking, a meno che non ci fossero alcune pagine dove il contenuto cocktail o di biancheria intima era concentrato e che erano puntate da link a tema, autorevoli (magari sono stati i link della tua homepage della sezione “Gli ultimi articoli pubblicati” con il titolo dell’articolo). Ma non basta, altrimenti il lavoro del SEO sarebbe facile come 10 anni fa; probabilmente le parole chiave fuori tema per cui avevi un buon ranking dovevano avere una bassissima concorrenza, altrimenti la pagina sarebbe stata sepolta da mille altri siti che a pieno titolo parlano di mutande e cocktail.
Il blog è vulnerabile più di altri siti, perché riporta nella prima posizione della pagina (considerata la più rilevante dai motori di ricerca) gli articoli più recenti, per cui una forte discussione recente incide di più del pregresso che invece è slittato in una posizione meno rilevante.
Si direbbe che in pratica sia rischioso parlare di temi poco battuti e fuori tema, soprattutto se ci sono dei link parlanti e autorevoli che puntano a quelle pagine; il rischio è che se la discussione si trascina, si raggiunga la massa critica e ci trasformi in mercerie o night club (per non parlare di peggio!). Comunque il buon copywriter dovrebbe avere cura che il testo abbia le parole chiave per cui vogliamo figurare sulle SERP, posizionate fin dalle prime frasi del testo e con una frequenza leggermente maggiore degli altri sostantivi presenti nel testo. Naturalmente questo non vale per i commenti che non scrivi tu.
Ciao Marco, grazie per il tuo parere! In effetti, non ho detto tutta la verità
in precedenza questo sito ha ospitato pagine relativamente a cocktail, pertanto vi è un’alta probabilità che la tematizzazione creata da google nei confronti del sito sia stata collegata proprio a quelle argomentazioni. Solo in fase successiva questo sito si è trasformato in quello che vedi ora, ovvero un blog in cui parlo di strategie di web marketing/marketing o perlomeno commento quelle delle aziende e do le mie impressioni a riguardo.
Per quel che riguarda l’intimo, in verità è stato proprio un commento che ha causato la raccolta di traffico fuori target: seppure solo una volta sia stato iniziato un discorso con tale tematica (ma che in verità c’è solo un esempio contenente delle “mutande”) Google ha iniziato a portare traffico fuori dalle tematiche del blog.
Per quel che riguarda la concorrenza immagino di si, all’epoca non avevo considerato la cosa, ma credo ci sia un’altro punto interessante: la bassa quantità di link tematici che il blog aveva ricevuto in quel periodo. Secondo me Google&Friends, non osservando più una sostanziale modifica della promozione tematica sul marketing, hanno spostato il loro focus su ciò che di nuovo c’era.
Concordo con te sulla parte della vulnerabilità, sicuramente, ad ogni nuovo post, noto degli sfasamenti nelle ricerche.
Ad oggi, invece, c’è un gruppo di ricerche che sta avendo la meglio su tutte: oltre al brand (che poi sono io stesso, un po di autopromozione concedimela
) un gruppo di ricerche molto particolari, non collgate ma di grande effetto dati i numeri ricavati dalle analisi statistiche.
Inizierò ad osservarle meglio e vedere come poterle sfruttare al meglio. Per il momento grazie dei preziosi consigli!
[...] è il classico esempio di ricerca Fuori Target di un utente, ma che ci sta dando precisi segnali di interesse verso un determinato bene o [...]