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Articolo Pubblicato il giorno 13/02/2008 da Mattia Soragni Condividi

Marco de Domenico, Speaker Pubblicitario Radiofonico e Televisivo ProfessionistaHo avuto la fortuna di conoscere Marco de Domenico, uno speaker famoso radiofonico e televisivo, proprio grazie all’apertura di questo mio blog. E conoscendolo un po, anche attraverso il suo Blog e ascoltandolo nei vari spot pubblicitari che sono andati on-air, è nata l’idea di un’intervista. L’idea di fondo era capire cos’è e come funziona un po’ questo mondo, come funzionano le pubblicità principalmente radiofoniche ma anche televisive, il marketing, il lavoro che c’è dietro… insomma conoscere la pubblicità vista da chi ci lavora dentro!

Ti lascio quindi all’intervista, spero sia di tuo gradimento. Ti informo che Marco è a disposizione nel caso volessi fare qualche domanda che ti interessa particolarmente, ma che non è stata fatta. Buona Lettura!

Da quanto ho capito leggendo il tuo blog, la tua passione/lavoro da speaker è rappresentata principalmente dalla radio… quando il colpo di fulmine e grazie a cosa?
Non potevo avere più di sei anni, quando mio papà mi regalò una radio. Era una Brionvega arancione, il famoso modello “cubo”, oggetto di design oggi molto ambito. La conservo ancora, è qui nella mia sala di incisione, è un po’ la mia stella polare. L’innamoramento per la radio cominciò allora, e non si è mai fermato. Mio nonno era marconista in Marina, durante la Guerra. Mi ha trasmesso tanto della sua passione sconfinata per la radiotecnica. A 14 anni mi hanno comprato un CB, il passo successivo è stato diventare radioamatore. Ero forse il più giovane radioamatore d’Italia, ho violato ogni legge a riguardo. L’idea che io parlo qui, e la mia voce si sente fino a lì, ancora oggi mi mette i brividi. La radio è una magia, e la magia non si può spiegare, proprio come le barzellette.

Hai effettuato anche programmi televisivi in qualità di voce ufficiale: cosa ti hanno trasmesso queste esperienze e cosa non ha funzionato rispetto alla radio?
Dipende. Sono stato per un anno, nel 2000, una delle voci IN DIRETTA su Italia Uno. Fu un’esperienza magnifica, per un anno ho trasmesso in diretta in TV esattamente come alla radio. Per quest’esperienza ringrazio ancora oggi Antonio Visca che allora mi scelse insieme agli altri miei colleghi. Oggi Antonio edita una rivista che si chiama Telefilm Magazine. Ovviamente io sono la voce degli spot di TF Magazine che passano in radio e in TV. Sono la voce ufficiale di Nickelodeon, tv per ragazzi su Sky, canale 604, esercita da MTV. E’ bellissimo, lavoro con loro oramai da 4 anni, da quando sono partiti. Mi trovo benissimo, a MTV si respira un’aria scanzonata che a me piace molto. E in realtà funziona tutto benissimo, tv e radio per quanto mi riguarda sono belle uguale eppure profondamente diverse.

Cosa ti viene richiesto quando effettui spot pubblicitari?
Mi viene richiesto di essere bravo a vendere. Perché il fine primo (e ultimo) è quello.

Come ti poni con la voce rispetto al brand/prodotto?
La voce si plasma sul prodotto che si vende o sul brand da pubblicizzare. Un bravo doppiatore pubblicitario ha sempre in mente questa regola fondamentale. Non sarebbe giusto fare di testa propria, meglio lasciarsi raccontare bene dai creativi a chi si rivolge il prodotto. Il target di riferimento è importante, sennò è facile sbagliare. Io mi sforzo sempre di sintonizzare la mia voce in base alla situazione, e di norma mi riesce piuttosto bene. E’ anche una questione di esercizio.

Quanto lo speaker deve essere in sintonia con il marchio e quindi prodotto che pubblicizza? Solo Tecnica o anche Passione?
Senza passione non accenderei nemmeno il mio impianto audio di registrazione. E’ elemento imprescindibile, il cardine attorno al quale ruota il mio mondo. La tecnica è importante, perché senza non si può lavorare. Chi vuole diventare un pittore prima impara le tecniche che occorrono per dipingere, e poi (se si è fortunati) subentra l’intuizione e l’arte. A noi speaker ci chiamano “artisti”, e io glielo lascio credere volentieri!

Quanta libertà hai nell’interpretazione e nei testi di uno spot?
Dipende. Se incido un piccolo spot diffuso su una radio locale, l’interpretazione e tutto il resto li gestisco personalmente. Si tratta di produzioni a scarsa diffusione, il cliente di norma non ha pretese, quindi io faccio tutto. Spesso ne scrivo il testo, lo incido (dopo almeno averlo fatto approvare) e lo accoppio con le basi musicali. Mi ritengo bravino anche nella parte di tecnico del suono, mi piace molto.
Sulle produzioni nazionali è tutto diverso, diametralmente opposto. Il doppiatore pubblicitario non decide quasi nulla, si è pagati (profumatamente) per fare quel che ci si dice di fare. Nelle produzioni nazionali lo speaker di norma non ha alcun potere sul testo, se non qualche minuscolo, impercettibile aggiustamento.

Quali sono i punti di forza di una pubblicità radiofonica rispetto agli altri media?
Costa poco rispetto alla TV. E’ fruibile in luoghi dove la tv non arriva (in macchina, in ufficio, in fabbrica, nei locali). Normalmente è più creativa, perché relativamente svincolata dai clichè classici degli spot TV, è spesso più paradossale, ultimamente anche sarcastica, irriverente, pungente. Gli spot radio a me piacciono di più. Ma in franchezza non credo che si venda bene come con la tv. Quanto agli altri media ora c’è il web, il vero “winner” del 2007, a livello pubblicitario.

E quali sono le debolezze della pubblicità radiofonica?
Secondo me il grado di attenzione all’ascolto è scarsissimo, ma si tratta di una mia opinione personale.

Eliminando la caratteristica Visiva della televisione, quali altre differenze vi sono tra uno spot radiofonico ed uno televisivo?
Basterebbe ascoltare uno spot tv, chiudendo gli occhi. E’ completamente diverso per tempi interpretativi, ma non per le intonazioni, che sono più o meno le stesse. L’audio in tv è un media assolutamente secondario, le immagini valgono per almeno il 70%. In radio l’audio è l’unico media.

Ti è mai capitato di dover effettuare uno spot in cui il prodotto o marchio non riuscivi proprio a digerire? Cosa hai fatto per superare questo ostacolo?
Mi è capitato una sola volta, ho pubblicizzato un prodotto che prometteva di far dimagrire diminuendo la quantità di grassi assorbiti dall’organismo. In voce dicevo che “i tecnici in laboratorio hanno raddoppiato la dose di neopunzia”. Mi sono vergognato, ho usato la mia voce per vendere un prodotto che ritengo sia una vera bufala. Ho fatto spendere dei soldi alla gente, inutilmente. Ma avevo una dozzina di colleghi dietro pronti a farlo al posto mio. E mi sono convinto.

Oltre al mal di gola, quali sono i pericoli maggiori per uno speaker?
Oltre ai rischi di tutti (fratture, patologie in generale) i maggiori pericoli per uno speaker sono proprio quelli tipici dell’apparato fonatorio e respiratorio. Bronchite, tracheite, tonsillite. Poi anche problemi legati ai denti, e alla perfetta articolazione della mandibola. Tutto deve essere super ok!

Che differenze ci sono tra le aziende che tendono a pubblicizzarsi maggiormente per radio rispetto a quelle che puntano alla tv?
La pubblicità in radio costa un decimo. Chi non si può permettere la tv, farà senz’altro la radio. Molti marchi fanno entrambe le campagne, oltre alla stampa, le affissioni e internet.

Quale è stato lo spot migliore e quello peggiore che hai fatto?
Forse il più bello è in radio, fatto l’anno scorso per Ikea. Quel giorno ero in forma, ho recitato da Dio. Il peggiore… forse il Fiat dello scorso luglio per il lancio della Nuova Fiat 500. Avevo una pessima voce quel giorno, e avevamo una fretta pazzesca, l’auto stava per essere lanciata.

Come viene selezionata una voce per una determinato spot?
Si fa un casting voci, per capire quale ha la timbrica e le intenzioni più adatte per affrontare il testo scritto dal copy. E’ un lavoro di selezioni piuttosto lungo e laborioso, ora semplificato dalle moderne tecniche digitali. Comunque contano moltissimo le pubbliche relazioni. Farsi vedere, farsi sentire, esserci. Ho colleghi bravissimi a promuoversi e mediocri al microfono. E viceversa!

Quali e quante figure lavorano dietro le quinte di uno spot? E quali secondo te quelle più importanti per la buona riuscita di uno spot?
C’è un mondo, dietro a ogni spot. Il cliente, l’account, i creativi dell’agenzia, i copy, la sala di audio produzione, il tecnico del suono, i doppiatori, i musicisti che hanno composto ed eseguito le basi, l’editing finale. E parliamo di spot radio. Perché per gli spot TV entrano in scena anche i registi, i truccatori, chi si occupa delle scenografie, le locations, le società specializzate in riprese speciali, tipo le riprese di prodotto (Latte che entra nella scodella al rallenty per lo spot di un biscotto) e quant’altro. Che cosa caratterizzi la buona riuscita di uno spot, di preciso non saprei. Nel senso che uno spot può venire bellissimo e non far vendere quasi nulla. Può (al contrario) venire un brutto spot, ma che però fa presa e fa vendere molto. Personalmente giudico un bello spot, uno spot che “esce dal coro”, e si fa notare. Anche se si tratta di uno scoiattolo affetto da flatulenza molesta!

Hai mai realizzato uno spot da solo?
Regolarmente, ogni giorno. Incido almeno una dozzina di spot locali, presso il mio personale studio di doppiaggio. Scrivo i testi, li incido, li assemblo con le musiche, li rendo “radio friendly” con effetti speciali e finalizzazione dell’audio, e li invio ai miei clienti.

Grazie alle tecnologie e alle connessioni sempre più veloci, in rete sono nate moltissime web radio, e quelle off-line si sono messe a mandare on-line le loro trasmissioni: cosa ne pensi e quale futuro ci dobbiamo aspettare?

Le web radio per me sono il futuro, l’assoluto e unico futuro possibile per la radio. Ogni anno le radio spendono milioni di euro per dare corrente a qualche migliaio di ponti radio. Un’assurdità, sia in termini di costi che di consumo energetico. Altro che la benzina nelle automobili, per generare tutta quella corrente si bruciano tonnellate di petrolio. La web radio è pulita e intelligente, va solo dove la gente desidera ascoltarla. In un prossimo futuro anche in macchina, grazie a internet mobile in banda larga. Un unico neo linguistico: io non le chiamerei più “radio”, visto che il concetto di “radio” come forma d’onda che scivola nell’etere, non esisterebbe più!

Quale tra radio, televisione, stampa, si sta tecnologicamente evolvendo più velocemente?
La stampa è immobile o quasi per sua definizione. Fra radio e tv, si tende a sperimentare di più in radio, meno mezzi, meno soldi. Quindi io credo che la radio sia ad oggi il media che si evolve più rapidamente. Poco sopra parliamo di web radio, non a caso.

Che futuro prevedi per il tuo lavoro?
Mi piacerebbe diventare un apprezzato doppiatore pubblicitario, più di ora. Anche se potendo ambire al top, non esiterei a condurre un programma televisivo con la dolcezza e l’eleganza di Gerry Scotti e la grinta e l’estro di Fiorello. Uno Scottello, praticamente! :)

Sogni, desideri, progetti?
Sogno di affermarmi professionalmente ai massimi livelli, desidero diventare molto ricco, progetto di sposarmi, a luglio, con Michela.

Grazie Marco per la tua disponibilità… e tanti auguri per il Matrimonio, a te e a Michela! Alla Prossima!

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3 Commenti per “Come funziona la Pubblicità: Intervista a Marco de Domenico”

  1. Come funziona la Pubblicità: Intrevista a Marco de Domenico…

    Speaker Pubblicitario Professionista, Televisivo e Radiofonico. Questa la presentazione di Marco De Domenico a cui ho voluto fare alcune domande e ne è uscita un’intervista: scopriamo più da vicino un mondo pubblicitario che sentiamo e vediamo ogni gi…

  2. Ciao!
    Mi chiamo Rocco De Stefano, ho 21 anni, faccio parte del gruppo promozione (come creativo e speaker) della webradio dell’Università di Salerno.

    Ho letto l’intervista con molto piacere!
    Ero interessato a intervistarti telefonicamente all’interno di un programma in onda ogni martedì e giovedì proprio su Unis@und.

    Se puoi lasciarmi un tuo recapito telefonico ti contatterò la settimana prossima!

    Questo è il link della web http://www.webradio.unisa.it

    Grazie per la disponibilità!
    Rocco

  3. Ciao Rocco!
    mi sono già messo in contatto con Marco per la tua richiesta. Al momento non mi ha ancora risposto, ma credo sia felice di fare questa intervista.

    Appena ho altre informazioni, ti faccio sapere!

    Ciao!

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