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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Tendenze</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Il Mercato del Low Cost</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei Prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[QualitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Percepito]]></category>

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		<description><![CDATA[La questione principale del Low Cost rimane la qualitÃ : se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchÃ¨ spendere troppo o di piÃ¹? Alcuni dati e considerazioni sul Presente e Futuro del Mercato Low Cost.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-829" title="494499_piggy_bank_-_dollar" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/494499_piggy_bank_-_dollar.jpg" alt="" width="240" height="197" />Leggo su Mark-Up l&#8217;articolo dedicato al <a title="Low Cost di QualitÃ " href="http://www.mark-up.it/articoli/0,1254,41_ART_4613,00.html">Low Cost di qualitÃ </a> e agli sviluppi di questo sistema. Sviluppo che nel prossimo futuro sembra non voler calare in termini di fatturato.</p>
<p>Solitamente associamo al termine <strong>low cost</strong> qualcosa che non durerÃ  a lungo, di bassa qualitÃ . Eppure esistono aziende che hanno fatto del basso prezzo la loro carta vincente, sopratutto espoloso negli ultimi anni nel settore turistico (con le compagnie aeree) ma anche in altri settori (ikea uno su tutti).</p>
<p>La questione rimane la <strong>qualitÃ </strong>: se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchÃ¨ spendere troppo o di piÃ¹?</p>
<p>Lo scrivevo nel mio post precedente: perchÃ¨ non sfruttare la tendenza dei cliente al risparmio, fornendo sempre e costantemente nuovi servizi a valore aggiunto ad un basso prezzo?</p>
<p><span id="more-825"></span>Forse perchÃ¨ il mondo economico Ã¨ sempre cresciuto con l&#8217;idea di <strong>vendere al prezzo massimo ad un numero ristretto di persone</strong> perchÃ¨ solo cosÃ¬ permetteva di mantenere alto il suo margine. Eppure, sistemi low cost <strong>sopravvivono </strong>e forse meglio di altre aziende che puntano solo al massimo guadagno.</p>
<p>Vendere un prodotto a 100â‚¬ quando il mercato lo vende a 500â‚¬ acquisirÃ  molti piÃ¹ clienti (a paritÃ  di valore percepito).</p>
<p>Ma qui si torna ancora al problema del <a href="http://soragni.it/blog/concentrazione-aziendale-e-la-guerra-dei-prezzi.html">valore e della guerra al ribasso dei prezzi</a>. Eppure, ci sono servizi che devono essere offerti in modo semplice e pertanto a basso prezzo. E&#8217; qui che il mercato del Low Cost vincerÃ .</p>
<p>Un po di dati:</p>
<p><span style="font-family: arial;"><em><strong>67,729 mld di â‚¬</strong> (+12% rispetto  al 2008 a paritÃ  di operatori)<br />
Incidenza sul Pil del <strong>4,45%</strong><br />
Per  il 2010 si prevede un incremento di fatturato <strong>tra il 6 e lâ€™8%</strong><br />
La  famiglia che sceglie il low cost risparmia <strong>da 1.300 euro a  1.500 euro</strong> lâ€™ann</em></span>o<br />
<span style="font-family: arial;"><em>(fonte: mark-up.it)<br />
</em></span></p>
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		<title>Trasformare le Crisi in OpportunitÃ : I nuovi Trend nel Turismo</title>
		<link>http://soragni.it/strategie-di-marketing/trasformare-le-crisi-in-opportunita-i-nuovi-trend-nel-turismo.html</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Trend di Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[L'economia Ã¨ in crisi ma ci sono segnali di ripresa. In alcuni settori, come il turismo, la spesa sta aumentando ma cambiano le preferenze e le modalitÃ  di spesa degli utenti. Come sfruttare questi cambiamenti in modo da generare valore per la tua azienda ed il cliente finale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-821" title="Le OpportunitÃ  del Turismo" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/globo-225x300.jpg" alt="" width="144" height="192" />Vorrei porre la vostra attenzione relativamente alla notizia relativa ai nuovi <strong><a title="I Nuovi Trend del Turismo" href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_29/cavalli-estate-delle-vacanze-lampo_17943c28-8345-11df-aec8-00144f02aabe.shtml" target="_blank">trend del turismo</a></strong>, apparso sul corriere della sera. L&#8217;inizio del secondo paragrafo ha catturato la mia attenzione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Con il portafoglio assottigliato dalla crisi, i vacanzieri sono costretti a far fruttare al meglio soldi e ferie&#8221;</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo del corriere continua con alcuni dati interessanti: &#8220;<em>partiranno 39 milioni, 1,5 in piÃ¹ dellâ€™anno scorso&#8221;, con una spesa che &#8220;risale dai 946 euro del 2009 ai 1.022</em>&#8220;.</p>
<p>Infine, l&#8217;ultima stima Ã¨ relativa al tempo di permanenza: &#8220;<em>la villeggiatura media si accorcia: da 14 a 12 giorni. Quasi 2 milioni di persone si limiteranno a gite da 48 a 76 ore</em>&#8220;.</p>
<p>Quindi&#8230; siamo in crisi profonda, diciamo che non abbiamo soldi, ma&#8230; la <span style="color: #008000;"><strong>spesa media Ã¨ aumentata</strong></span> e<span style="color: #008000;"> <strong>si muove piÃ¹ gente</strong></span> rispetto a prima. <span style="color: #000080;"><strong>Com&#8217;Ã¨ possibile questo?</strong></span><span id="more-819"></span></p>
<p>Ricordo un post pubblicato qualche mese fa relativo alla<strong><span style="color: #000080;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000080;">crisi come</span> <a href="http://soragni.it/blog/quando-finira-la-crisi-economica.html" target="_blank">riequilibrio del mercato</a></span></strong>, in chi scrivevo</p>
<blockquote><p>&#8220;Questo Ã¨ il nuovo mercato della domande e dellâ€™offertaâ€¦ solo chi sarÃ  in grado di soddisfare i bisogni reali delle persone sopravviverÃ â€¦ la gente ha e continuerÃ  sempre a spendere i propri soldiâ€¦ ma cercherÃ  solo il meglio per se stessa&#8221;</p></blockquote>
<p>Ed Ã¨ esattamente quello che sta succedendo nel turismo. Le persone spendono, solo che hanno cambiato il loro <span style="color: #000080;"><strong>modo di spendere</strong></span>, le loro <span style="color: #000080;"><strong>preferenze</strong></span>. Le aziende turistiche saranno in grado di <span style="color: #000080;"><strong>sfruttare </strong></span>questi cambiamenti?</p>
<p><span style="color: #000080;">E la tua azienda, indipendentemente dal settore in cui opera, Ã¨ in <strong>ascolto </strong>e in grado di captare nuovi <strong>trend </strong>ed <strong>esigenze</strong>?</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Investimenti nei Social Media con Scarsi Benefici</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/investimenti-nei-social-media-con-scarsi-benefici.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 12:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>
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		<category><![CDATA[MisurabilitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
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		<description><![CDATA[Da una Twittata di Stefano Scetti (Jack1971) ho letto l&#8217;articolo pubbilcato sul Blog di IAB relativo agli investimenti delle aziende nei Social Media. Come lo stesso Stefano riprende dall&#8217;articolo La maggior parte delle aziende hanno in programma di investire di piÃ¹ nei mezzi di comunicazione sociale chi opera nel settore non puÃ² che essere contento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft" title="Aziende e Social Media: Investimenti in Crescita, Scarsi Benefici" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/network.jpg" alt="" width="240" height="180" /></strong></em>Da una Twittata di Stefano Scetti (<a title="La Pagina Twitter di Stefano Scetti (JACK1971)" href="http://twitter.com/JACK1971/status/6562732444" target="_blank">Jack1971</a>) ho letto l&#8217;articolo pubbilcato sul Blog di IAB relativo agli <strong>investimenti delle <a title="Aziende e Social Media: Investimenti in Crescita" href="http://iab.blogosfere.it/2009/12/le-aziende-e-i-social-media-la-ricerca-prodotta-da-econsultancy-e-bigmouthmedia.html" target="_blank">aziende nei Social Media</a></strong>.</p>
<p>Come lo stesso Stefano riprende dall&#8217;articolo</p>
<blockquote><p>La maggior parte delle aziende hanno in programma di <span style="color: #008000;">investire di piÃ¹</span> nei mezzi di comunicazione sociale</p></blockquote>
<p>chi opera nel settore non puÃ² che essere contento di questa notizia, sia dal lato economico ma anche dal punto di vista di &#8220;apertura&#8221; delle aziende nei confronti di internet: forse un <em>trend che va di Moda</em>, permette alle aziende di iniziare a pensare sul serio di <strong>investire come si deve</strong>.</p>
<p>Ma nello stesso articolo sono evidenziati altri <span style="text-decoration: underline;">due punti importanti</span>:</p>
<ol>
<li>Il piÃ¹ grande ostacolo all&#8217;impegno dei social media per le aziende Ã¨ la <em><strong>mancanza di risorse</strong></em></li>
<li>Molte aziende stanno sperimentando i media sociali, <em><strong>senza </strong><strong>trarre benefici misurabili</strong></em></li>
</ol>
<p>Se nel primo punto possiamo considerare la mancanza di risorse un problema prettamente economico e/o di conoscenze, nel secondo credo vi sia un vero e proprio <span style="color: #800000;"><strong>errore di considerazione</strong></span> da parte delle aziende.</p>
<p>Sicuramente non tutte le aziende hanno potenzialitÃ  in tutti i Social <em>- denigro chi dice il contrario</em> -, ma <strong>una cosa Ã¨ certa</strong>: con gli strumenti che sono a disposizione di tutti ed una minima conoscenza, <span style="color: #008000;"><strong>ogni azione Ã¨ pressochÃ¨ misurabile</strong></span> in qualche modo.</p>
<p>Ritengo che ciÃ² che non Ã¨ &#8220;<span style="color: #000080;"><strong>Misurabile</strong></span>&#8221; a detta delle aziende sia dovuto a <em>quattro problemi </em>sostanziali:</p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;">Ci siamo attivati <em>senza </em>aver definito con chiarezza quali sono gli <span style="color: #000080;">obiettivi da raggiungere</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><em>Non </em>sono state valutate ed impostate le <span style="color: #000080;">giuste strategie e metodologie</span> di rilevamento dei &#8220;benefici&#8221;</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Stiamo <span style="color: #000080;">guardando i dati sbagliati</span><br />
</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><em><span style="color: #000080;">Tutti </span></em>i punti precedenti</span></li>
</ol>
<p><span style="color: #000000;">Pertanto considero queste conclusioni seppur corrette da un punto di vista aziendale, non sono altrettanto veritiere per quel che riguarda le <span style="color: #000080;"><strong>potenzialitÃ  degli strumenti</strong></span>, sia social che di misurabilitÃ &#8230; <em><strong>altri pareri?</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Overflow Informativo: quando seguire l&#8217;informazione diventa un lavoro</title>
		<link>http://soragni.it/web/overflow-informativo-quando-seguire-linformazione-diventa-un-lavoro.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook, Twitter, Feed, Social Bookmarking, Email&#8230; tutti sistemi anche completamente differenti tra loro ma con un&#8217;unica caratteristica: quantitÃ  di informazioni esorbitante con un livello di aggiornamento medio inferiore al secondo&#8230; Quando mi connetto ad internet tra le varie cose che faccio di routine c&#8217;Ã¨ il controllo della posta elettronica, verifica dei miei blog preferiti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-656" title="Information Overflow" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//overflow1.jpg" alt="Information Overflow" width="225" height="300" />Facebook, Twitter, Feed, Social Bookmarking, Email&#8230; tutti sistemi anche completamente differenti tra loro ma con un&#8217;unica caratteristica: <span style="color: #008000;"><strong>quantitÃ  di informazioni</strong></span> esorbitante con un livello di aggiornamento medio inferiore al secondo&#8230;</p>
<p>Quando mi connetto ad internet tra le varie cose che faccio di <em><strong>routine </strong></em>c&#8217;Ã¨ il controllo della <strong>posta elettronica</strong>, verifica dei miei blog preferiti che non abbiano pubblicato qualche post interessante, sbirciatina su <strong>facebook </strong>alla ricerca di qualche status interessante di qualche amico, verifico su <strong>twitter </strong>che non ci sia qualche news dell&#8217;ultimo minuto: il tempo per fare queste cose, molto semplici, mi porta via moltissimo <span style="color: #000080;">tempo della vita personale e professionale</span>.</p>
<p>Tempo fa, proprio su Twitter mi chiedevo se le informazioni non fossero troppe, se fosse proprio necessario avere questo <span style="color: #993300;"><strong>Overflow di Informazione</strong></span>. La risposta Ã¨ stata &#8220;<strong>no</strong>&#8221; ed ho iniziato a <span style="color: #008000;"><strong>filtrare ed eliminare</strong></span> le informazioni nei vari account in modo tale da pulire per bene le mie <strong>fonti di aggiornamento</strong>. Eppure, dopo un&#8217;attenta e minuziosa pulizia, il discorso non cambia.<span id="more-653"></span></p>
<p>Controllare ed eliminare non Ã¨ a volte sufficiente per limitare le centinaia di informazioni che ogni ora ci passano d&#8217;avanti. Leggendo in giro tra blog e siti, spesso si cita il fatto dell&#8217;<strong>eliminare tutto ciÃ² che Ã¨ superfluo</strong>: peccato che spesso e volentieri gli utenti utilizzino un canale di comunicazione per &#8220;<strong>comunicare</strong>&#8221; qualcosa a qualcuno e la comunicazione in generale su quel determinato canale non sia la stessa per tutti, a volte non sia la stessa per lo stesso utente.</p>
<p>Ed Ã¨ per questo che allora ci ritroviamo con account che vorresti tenere professionali con messaggi personali, account un po piÃ¹ personali,  pieno zeppo di &#8220;amici&#8221; che continuano a pubblicare le loro news e le loro scoperte di &#8220;come si guadagna in internet&#8221; o il nuovo e rivoluzionario sistema per &#8220;diventare milionari&#8221;.</p>
<p>Ed Ã¨ cosÃ¬ che ad un certo punto ti fermi a pensare che stai <span style="color: #993300;"><strong>passando piÃ¹ tempo a cancellare messaggi che a leggerli</strong></span>: ma non puoi &#8220;eliminare&#8221; la fonte perchÃ¨ ogni tanto pubblica qualcosa di interessante ed in linea con i tuoi interessi.</p>
<p><em>E quindi, punto a capo, non cambia nulla&#8230; </em>ogni giorno centinaia di messaggi inutili vengono eliminati a ripetizione, sperando che nella fretta e nella foga della pressione del tasto <em>cancella</em>, non ci scappi in mezzo l&#8217;unico messaggio buono&#8230;</p>
<p>Credo che l&#8217;unica soluzione sia oltre quello di <strong>selezionare</strong> attentamente le proprie fonti, quella di scegliere anche i <strong>canali</strong> corretti&#8230; inutile pensare ad iscriversi a Facebook pensando di trovare solo messaggi di lavoro&#8230;</p>
<p><em>Ma d&#8217;altro canto, ognuno fa dei propri account quello che vuole, anche se questo provocherÃ  nel breve periodo, secondo il mio modesto parere, un <strong>overflow informativo</strong> spaventoso in cui <strong>niente varrÃ  veramente qualcosa</strong>&#8230; </em><em>in ogni senso&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il divertimento in Azienda</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[Divertimento Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[ProduttivitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di divertimento lo si associa nella quasi totalitÃ  dei casi al tempo libero, dedicato al riposo, vacanze e ai giorni di festa. Il piÃ¹ delle volte l&#8217;associazione Divetimento e Azienda sfocia in un contrasto alquanto forte. Le persone lavorano per uno stipendio con cui potranno andare a divertirsi. A questo proposito, vi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-530" title="ProduttivitÃ  ed Atteggiamento in Azienda" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//758015_balls.jpg" alt="ProduttivitÃ  ed Atteggiamento in Azienda" width="240" height="179" />Il concetto di <strong>divertimento </strong>lo si associa nella quasi totalitÃ  dei casi al tempo libero, dedicato al riposo, vacanze e ai giorni di festa.</p>
<p>Il piÃ¹ delle volte l&#8217;associazione <strong>Divetimento</strong> e <strong>Azienda </strong>sfocia in un <em><strong>contrasto </strong></em>alquanto forte. Le persone lavorano per uno stipendio con cui potranno andare a divertirsi.</p>
<p><span style="color: #008000;">A questo proposito, vi sono delle strategie che permettano all&#8217;interno di un&#8217;azienda di <strong>trasformare il tempo</strong> passato a lavorare (la maggior parte del nostro tempo) <strong><em>in un divertimento</em>?<span id="more-494"></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;">Il lavoro Ã¨ lavoro, questo lo si sa, ma un lavoro cadenzato da un ritmo seppur veloce con un <em><strong>atteggiamento piÃ¹ rilassato e divertente</strong></em>, puÃ² portare <strong>vantaggi in termini di produttivitÃ ?</strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;">Fino a dove l&#8217;azienda puÃ² permettersi di &#8220;<em>lasciare giocare</em>&#8221; i propri dipendenti e dove invece imporre un <strong>comportamento piÃ¹ rigorosamente professionale?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricerche come Citazione di Post</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Visitatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Visitatori di Ritorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Controllando le statistiche di accesso, ho notato che un visitatore ha effettuato l'accesso a questo blog utilizzando come ricerca la citazione di una frase che ho scritto, esattamente come l'ho scritta nel post. Come interpretate le ricerche speculari di frasi scritte nel proprio sito blog?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-564" title="Ricerca esatta di frasi del proprio sito" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//search.jpg" alt="Ricerca esatta di frasi del proprio sito" width="240" height="145" />Controllando le <strong>statistiche di accesso</strong>, ho notato che un visitatore ha effettuato l&#8217;accesso a questo blog utilizzando come <strong>ricerca </strong>la citazione di una frase che ho scritto, <em><strong>esattamente </strong></em>come l&#8217;ho scritta nel post.</p>
<p><span style="color: #008000;">Come <em><strong>interpretate </strong><strong>tale ricerca? </strong></em>Ovvero, la ricerca di <em><strong>frasi esatte</strong></em> di ciÃ² che avete scritto nel vostro sito/blog, <strong>cosa dovrebbe significare?</strong></span></p>
<p>Sono abbastanza sicuro che <em>non si tratti di un caso</em> in quanto:</p>
<ol>
<li>il vistatore risulta di <em><strong>ritorno</strong></em>;</li>
<li>la ricerca consiste esattamente nella <em><strong>copia speculare della frase</strong></em> da me scritta</li>
<li>effettuando una <em><strong>ricerca</strong></em>, nessun altro articolo contiene questa frase esattamente come Ã¨ stata ricercata</li>
</ol>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il duro lavoro dei Plagiatori</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 06:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritto d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Plagio]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppur piÃ¹ volte ho avuto modo di constatare che i miei post vengono apprezzati da altri siti/blog, di fatto, non ho mai richiesto la cancellazione degli stessi ma la semplice citazione dell'autore originale (che poi sarei io). Il piÃ¹ delle volte, la richiesta Ã¨ stata accolta, ed il povero duplicatore ha inserito il mio nome vicino all'articolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-399" title="Plagio nel Web" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//copy-150x150.jpg" alt="Plagio nel Web" width="150" height="150" />Un titolo un poâ€™ ironico ed un poâ€™ provocatore dovuto all&#8217;ennesima situazione di &#8220;<strong>plagio</strong>&#8221; di contenuti, ai danni del sottoscritto, che ha visto <strong>ripubblicare i propri articoli senza autorizzazione e sopratutto senza citazione della fonte</strong>, da nuovi <em>pseudo-originali</em> artisti del blogging.</p>
<p>Il computer ci permette di utilizzare una <em>magica combinazioni di tasti</em>, chiamati in gergo <em><strong>copia-incolla</strong></em>: ma questa semplicitÃ  tecnica non autorizza nessuno a copiare il lavoro altrui e senza l&#8217;indicazione della fonte da cui si Ã¨ tratto &#8220;<em>ispirazione</em>&#8220;.</p>
<p>Seppur piÃ¹ volte ho avuto modo di constatare che i miei post vengono apprezzati da altri siti/blog, <strong>di fatto, non ho mai richiesto la cancellazione degli stessi ma la semplice citazione dell&#8217;autore originale</strong> (che poi sarei io <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ). Il piÃ¹ delle volte, la richiesta Ã¨ stata accolta, ed il povero duplicatore ha inserito il mio nome vicino all&#8217;articolo.</p>
<p><span id="more-394"></span>In altre occasioni, ho <strong>esplicitamente richiesto che i miei articoli venissero duplicati</strong>, con l&#8217;unica condizione richiesta del link all&#8217;articolo originale: semplicemente, ho chiarito che <em>se il contenuto da me scritto era di interesse per altri siti, quale motivo avrei avuto per <strong>bloccare la riproduzione</strong>?</em></p>
<p>La cosa interessante, e sarebbe da studiare l&#8217;effetto psicologico che l&#8217;autorizzazione ha sul malandrino, Ã¨ che <strong>mai nessuno ha continuato in modo lecito a prendere e pubblicare i contenuti che nel tempo scrivevo</strong>. E&#8217; come se prendere un testo senza averne l&#8217;autorizzazione fosse il motivo vero dell&#8217;insano gesto, e,<em> una volta scoperti, quanto andavo a scrivere perdesse di interesse</em>&#8230;</p>
<p><em><strong>Quale effetto secondo te ha in chi copia, l&#8217;autorizzazione a farlo?</strong></em></p>
<p style="font-size:10px;"><em>PS: Prendo l&#8217;occasione, pubblicamente, di invitare chiunque fosse interessato ai contenuti di questo blog, a prenderli, modificarli, ripubblicarli, criticarli, </em><em><strong>all&#8217;unica condizione</strong> di inserire da qualche parte in chiaro all&#8217;interno dell&#8217;articolo o sue vicinanze, </em><em>il vero autore e l&#8217;indirizzo a cui Ã¨ presente il pezzo originale. Non Ã¨ per un aspetto economico, ne di posizionamento, ne ancora di visitatori, ma di </em><em><strong>semplice eticitÃ  dell&#8217;azione</strong>: chi chiederÃ  in modo chiaro miei contenuti sarÃ  libero di ripubblicarli. Chiedo solo serietÃ , professionalitÃ  e rispetto per il tempo impiegato per la stesura di idee e testo, </em><em>o almeno per i due neuroni che mi ritrovo&#8230; <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>Sconti Settoriali e Special Pack contro la Crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 07:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Studi di Settore]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal punto di vista del consumatore queste iniziative danno un notevole respiro sulla spesa, garantendo cosÃ¬ alle due aziende, un nuovo afflusso monetario, sicuramente non indifferente. D'altro canto, alle maggiori vendite, l'utente si avvicina di piÃ¹ ai due marchi, assumendo nei loro confronti un atteggiamento fiducia e garanzia di sicuro riacquisto in tempi piÃ¹ floridi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-380" title="Sconti Settoriali e Special Pack" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//special-pack-150x150.jpg" alt="Sconti Settoriali e Special Pack" width="150" height="150" />Il <strong>mix crisi dell&#8217;economia ed azioni anti-crisi delle aziende</strong>, sviluppa <strong>nuove iniziative</strong> volte all&#8217;alleggerimento della spesa dei clienti, nel tentativo di ristabilire e <strong>riequilibrare in positivo i bilanci delle aziende</strong>, che in questo periodo sono messi a dura prova.</p>
<p>E&#8217; recente l&#8217;iniziativa della <strong>Coca Cola</strong> di iniziare l&#8217;anno venendo in contro ai propri clienti con delle proposteÂ  interessanti: il 2009 Ã¨ stato accolto con la nuova campanga &#8220;<strong><em>Prezzo Positivo</em></strong>&#8220;. L&#8217;azienda si rivolge all&#8217;utenza privata con<strong> offerte Special Pack</strong> che durante l&#8217;anno, vedranno susseguirsi tra gli scaffali dei supermercati, offerte <strong>di vario tipo e promozioni in versione &#8220;pacco famiglia&#8221;</strong>, per incentivare l&#8217;acquisto dei relativi prodotti.</p>
<p><span id="more-378"></span>Anche <strong>Oviesse </strong>ha iniziato recentemente la sua campagna anti-crisi apparsa nei negozi sotto l&#8217;insegna &#8220;<em><strong>Che giorni</strong></em>&#8220;: attraverso <strong>sconti divisi nei vari reparti e per tipologia merceologica</strong>, Oviesse propone al proprio pubblico l&#8217;aggiornamento del guardaroba non attraverso un classico sconto percentuale, ma sull&#8217;<em>incentivo all&#8217;acquisto di piÃ¹ prodotti dello stesso tipo/reparto</em>, assicurandosi cosÃ¬ uno sconto maggiore.</p>
<p>Dal punto di vista del consumatore <strong>queste iniziative danno un notevole respiro sulla spesa</strong>, garantendo cosÃ¬ alle due aziende, un <em><strong>nuovo afflusso monetario</strong></em>, sicuramente non indifferente. D&#8217;altro canto, alle maggiori vendite, l&#8217;utente si avvicina di piÃ¹ ai due marchi, <strong>assumendo nei loro confronti un atteggiamento fiducia</strong> e garanzia di sicuro riacquisto in tempi piÃ¹ floridi.</p>
<p>Sicuramente le due campagne <em>non sono una novitÃ  dal punto di vista applicativo</em>, ma mi rendo conto che se due aziende di queste dimensioni hanno iniziato ad <strong>orientarsi a queste strategie promozionali</strong>, un motivo ci sarÃ  e sicuramente <strong>avvallato da studi di settore e comportamentale del target medio</strong>.</p>
<p><strong><em>Possiamo decretare la fine al nostro caro, vecchio e standard &#8220;-10% di Sconto&#8221;?</em></strong></p>
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		<title>Quando i Social Network hanno Successo?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 07:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Politica]]></category>
		<category><![CDATA[FedeltÃ ]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>
		<category><![CDATA[Target]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Social Network vive quando ha iscritti, non quando ha tanti iscritti: la differenza Ã¨ sottile, ma determinante. A paritÃ  di utenti il fattore determinante che racchiude il successo sta nel traffico sviluppato e tanto maggiore sarÃ , tanto piÃ¹ gli utenti saranno Fedeli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="PiÃ¹ un Social Network Ã¨ capace di creare interattivitÃ  tra gli utenti tanto maggiore sarÃ  la loro FedeltÃ " src="http://soragni.it/blog/grafica/49.jpg" alt="Il Successo dei Social Network" width="136" height="192" />Servizi <em>&#8220;Social-Qualcosa&#8221;</em> ne esistono di tutti i tipi: da quelli molto seriosi e professionali, a quelli piÃ¹ rilassanti di scambio e conoscenze, <strong>tutti hanno in comune il successo</strong>.</p>
<p>Indipendentemente dal nome, migliaia di iscritti rendono un <strong>Social Network</strong> qualsiasi migliore o peggiore di un altro. <em><strong>Qual&#8217;Ã¨ il fattore determinante che da o toglie il successo di un Social NetWork?</strong></em></p>
<p><span id="more-314"></span>Un <a title="Definizione di Social Netowork (Rete Sociale)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale">Social Network</a> parte dal presupposto che <strong>puÃ² vivere solo se vi sono utenti attivi</strong> al suo interno: senza iscritti, non vi Ã¨ nessuna informazione da scambiare, <strong>non nasce il virale</strong> &#8220;uno-tira-l&#8217;altro&#8221;: quanti <strong>piÃ¹ iscritti si hanno, tanti piÃ¹ se ne possono avere</strong>.</p>
<blockquote><p>Un <em><strong>Social Network</strong></em> vive quando ha iscritti, non quando ha tanti iscritti: la differenza Ã¨ sottile, ma determinante. <strong>A paritÃ  di utenti</strong> il fattore determinante che racchiude il successo sta nel <strong>traffico sviluppato</strong> e tanto maggiore sarÃ , <strong>tanto piÃ¹ gli utenti saranno Fedeli</strong>.</p></blockquote>
<p><strong>Poco importa il tema</strong>: che si parli di lavoro, di economia, di finanza, di politica, di tempo libero&#8230; <strong>se non sai trattenere il tuo iscritto</strong> all&#8217;interno del portale <strong>e non lo stimoli</strong> a fare qualcosa, perchÃ¨ qualcun&#8217;altro dovrebbe entrare e <strong>interfacciarsi con esso?</strong></p>
<p><em>La differenza tra un Social Network ed un qualsiasi altro sito pertanto si riduce e porta alla stessa conclusione: <strong>intrattenimento e contenuto di interesse per il tuo target.</strong></em></p>
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		<title>Il Potere Imprenditoriale</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 05:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perdita Di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Poltrone]]></category>
		<category><![CDATA[Potere Imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Di Vista]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovazione Ã¨ un punto cruciale: la mancanza di questa capacitÃ  in unâ€™azienda, la rende obsoleta molto velocemente, particolarmente attaccabile dal punto di vista dei prezzi, costi e quote di mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Gli Imprenditori Smettono di Creare Valore per Attaccarsi al Denaro" src="http://soragni.it/blog/grafica/48.jpg" alt="Potere Imprenditoriale" width="239" height="243" /><strong>Gli imprenditori hanno molte idee</strong>, soprattutto nella fase iniziale di creazione di unâ€™azienda: successivamente, quando questa parte, funziona e soprattutto rende (economicamente parlando) <strong>si nota un generale calo di attenzione per il cuore di quanto creato</strong> per spostarsi al fatidico Portafoglio.</p>
<p><strong>Innovazione Ã¨ un punto cruciale</strong>: la mancanza di questa capacitÃ  in unâ€™azienda, la rende obsoleta molto velocemente, particolarmente <strong>attaccabile dal punto di vista dei prezzi, costi e quote di mercato</strong>.</p>
<p><em><strong>PerchÃ© gli imprenditori si stancano di creare innovazione?</strong></em></p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>Giustamente, dopo anni ed anni di fatiche e risparmi, anche lâ€™imprenditore vuole come tutti gli esseri umani â€œdipendentiâ€, e puÃ² prendere due possibili strade:<strong></strong><br />
-	<strong>Mollare tutto</strong> e ricominciare da capo, qualsiasi altra cosa;<br />
-	<strong>Affidare l&#8217;azienda a qualcun altro</strong>, rimanendo come supervisore generale.</p>
<p><strong>Rari sono i casi in cui una delle due opzioni si avveri</strong>: la prima generalmente non viene presa in considerazione, perchÃ© <strong>non rispecchia lâ€™animo imprenditoriale</strong>, se non nei momenti in cui entra in gioco qualcosâ€™altro di piÃ¹ redditizio, la seconda Ã¨ dovuta alla <strong>Paura di Perdere Potere</strong>.</p>
<p>Ed Ã¨ infatti questo il <strong>punto principale</strong>: spesso <strong>le nuove entrate </strong>nellâ€™azienda <strong>non sono viste come motivo di stimolo e nuova innovazione</strong>, <strong>ma come rischio di aumento spropositato ed </strong><strong>incontrollato di potere</strong> che i nuovi soggetti possono avere allâ€™interno dellâ€™azienda.</p>
<p>Entra in gioco lâ€™avarizia, con lâ€™effetto di chiusura in un paraocchi incredibile, perdendo la possibilitÃ  di <strong>investire oggi Uno per ricavarne domani Dieci</strong>.</p>
<p><em>Lâ€™attaccamento alle poltrone Ã¨ veramente cosÃ¬ forte o ci sono altri fattori ad influenzare la <strong>mancata di voglia nell&#8217;innovazione?</strong></em></p>
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