July 7th, 2010 by Mattia Soragni
Leggo su Mark-Up l’articolo dedicato al Low Cost di qualità e agli sviluppi di questo sistema. Sviluppo che nel prossimo futuro sembra non voler calare in termini di fatturato.
Solitamente associamo al termine low cost qualcosa che non durerà a lungo, di bassa qualità. Eppure esistono aziende che hanno fatto del basso prezzo la loro carta vincente, sopratutto espoloso negli ultimi anni nel settore turistico (con le compagnie aeree) ma anche in altri settori (ikea uno su tutti).
La questione rimane la qualità: se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchè spendere troppo o di più?
Lo scrivevo nel mio post precedente: perchè non sfruttare la tendenza dei cliente al risparmio, fornendo sempre e costantemente nuovi servizi a valore aggiunto ad un basso prezzo?
(more…)
June 29th, 2010 by Mattia Soragni
Vorrei porre la vostra attenzione relativamente alla notizia relativa ai nuovi trend del turismo, apparso sul corriere della sera. L’inizio del secondo paragrafo ha catturato la mia attenzione:
“Con il portafoglio assottigliato dalla crisi, i vacanzieri sono costretti a far fruttare al meglio soldi e ferie”
L’articolo del corriere continua con alcuni dati interessanti: “partiranno 39 milioni, 1,5 in più dell’anno scorso”, con una spesa che “risale dai 946 euro del 2009 ai 1.022“.
Infine, l’ultima stima è relativa al tempo di permanenza: “la villeggiatura media si accorcia: da 14 a 12 giorni. Quasi 2 milioni di persone si limiteranno a gite da 48 a 76 ore“.
Quindi… siamo in crisi profonda, diciamo che non abbiamo soldi, ma… la spesa media è aumentata e si muove più gente rispetto a prima. Com’è possibile questo? (more…)
December 11th, 2009 by Mattia Soragni
Da una Twittata di Stefano Scetti (Jack1971) ho letto l’articolo pubbilcato sul Blog di IAB relativo agli investimenti delle aziende nei Social Media.
Come lo stesso Stefano riprende dall’articolo
La maggior parte delle aziende hanno in programma di investire di più nei mezzi di comunicazione sociale
chi opera nel settore non può che essere contento di questa notizia, sia dal lato economico ma anche dal punto di vista di “apertura” delle aziende nei confronti di internet: forse un trend che va di Moda, permette alle aziende di iniziare a pensare sul serio di investire come si deve.
Ma nello stesso articolo sono evidenziati altri due punti importanti:
- Il più grande ostacolo all’impegno dei social media per le aziende è la mancanza di risorse
- Molte aziende stanno sperimentando i media sociali, senza trarre benefici misurabili
Se nel primo punto possiamo considerare la mancanza di risorse un problema prettamente economico e/o di conoscenze, nel secondo credo vi sia un vero e proprio errore di considerazione da parte delle aziende.
Sicuramente non tutte le aziende hanno potenzialità in tutti i Social - denigro chi dice il contrario -, ma una cosa è certa: con gli strumenti che sono a disposizione di tutti ed una minima conoscenza, ogni azione è pressochè misurabile in qualche modo.
Ritengo che ciò che non è “Misurabile” a detta delle aziende sia dovuto a quattro problemi sostanziali:
- Ci siamo attivati senza aver definito con chiarezza quali sono gli obiettivi da raggiungere
- Non sono state valutate ed impostate le giuste strategie e metodologie di rilevamento dei “benefici”
- Stiamo guardando i dati sbagliati
- Tutti i punti precedenti
Pertanto considero queste conclusioni seppur corrette da un punto di vista aziendale, non sono altrettanto veritiere per quel che riguarda le potenzialità degli strumenti, sia social che di misurabilità… altri pareri?
October 21st, 2009 by Mattia Soragni
Facebook, Twitter, Feed, Social Bookmarking, Email… tutti sistemi anche completamente differenti tra loro ma con un’unica caratteristica: quantità di informazioni esorbitante con un livello di aggiornamento medio inferiore al secondo…
Quando mi connetto ad internet tra le varie cose che faccio di routine c’è il controllo della posta elettronica, verifica dei miei blog preferiti che non abbiano pubblicato qualche post interessante, sbirciatina su facebook alla ricerca di qualche status interessante di qualche amico, verifico su twitter che non ci sia qualche news dell’ultimo minuto: il tempo per fare queste cose, molto semplici, mi porta via moltissimo tempo della vita personale e professionale.
Tempo fa, proprio su Twitter mi chiedevo se le informazioni non fossero troppe, se fosse proprio necessario avere questo Overflow di Informazione. La risposta è stata “no” ed ho iniziato a filtrare ed eliminare le informazioni nei vari account in modo tale da pulire per bene le mie fonti di aggiornamento. Eppure, dopo un’attenta e minuziosa pulizia, il discorso non cambia. (more…)