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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Tecniche</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Customer Care: il Servizio Clienti Efficace (Case History)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza Clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Reputation]]></category>
		<category><![CDATA[Cross Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del Cliente]]></category>
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		<description><![CDATA[IlÂ Customer Care Ã¨ per le aziende, un ufficio composto da una o piÃ¹ persone che offre assistenza ai clienti, con l&#8217;obiettivo di risolvere problemi e dare supporto continuativo a quei clienti che, in base ai prodotti acquistati, necessitano di un contatto con l&#8217;azienda. L&#8217;idea di Customer Care Ã¨ spesso legato al concetto di un ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-842" title="customer service" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/customer-service.jpg" alt="" width="300" height="168" />IlÂ <span style="color: #000080;"><strong>Customer Care</strong></span> Ã¨ per le aziende, un ufficio composto da una o piÃ¹ persone che offre <span style="color: #000080;"><strong>assistenza ai clienti</strong></span>, con l&#8217;obiettivo di risolvere problemi e dare supporto continuativo a quei clienti che, in base ai prodotti acquistati, necessitano di un contatto con l&#8217;azienda.</p>
<p>L&#8217;idea di Customer Care Ã¨ spesso legato al concetto di un ufficio dedicato, fornito di telefoni che risolve i problemi dei clienti. Tuttavia, la &#8220;<span style="color: #008000;"><strong>cura del cliente</strong></span>&#8221; non pone limiti a riguardo. E&#8217; infatti evidente come la <span style="color: #008000;">risoluzione di un problema</span> (o potenziale tale) esula dallo strumento utilizzato.</p>
<p>Quello che ho avuto modo di &#8220;provare&#8221; in prima persona Ã¨ stato al contempo efficace e di impatto positivo assoluto. <em>Ecco quello che Ã¨ successo, a seguire il mio commento:</em></p>
<blockquote><p><span id="more-836"></span>Il caldo di questi giorni mi ha portato a passare in una piscina di Reggio Emilia, l&#8217;Aquatico, dove ho cercato il meritato relax. All&#8217;entrata, una serie di box permettevano di mettere al loro interno i propri effetti personali. Unica caratteristica, il lucchetto lo dove portare il bagnante.</p>
<p>Fin qui, nulla di male, Ã¨ un <strong>servizio gratuito</strong> offerto dalla piscina, che tuttavia permetteva anche l&#8217;acquisto del lucchetto stesso (caso perfetto di <strong>cross selling</strong>). Dotato di lucchetto personale portato da casa, ho utilizzato uno dei box disponibili e chiuso, sono andato a godermi la mia giornata.</p>
<p>Di rientro, il mio box sembrava nella norma, con il suo lucchetto ancora appeso e chiuso, ma una volta aperto, un bigliettino riportava l&#8217;invito a presentarsi alla reception. Ovviamente, i primi pensieri di un furto sono balenati alla testa, considerando che all&#8217;interno, avevo riposto portafoglio, chiavi dell&#8217;auto e quant0 altro di valore, non solo economico.</p>
<p>Trovata la reception, ho scoperto che non c&#8217;era stato alcun furto: molto semplicmente, il servizio di sicurezza della piscina, dopo un controllo dei box, ha notato che il lucchetto da me utilizzato era particolarmente &#8220;debole&#8221; per quella tipologia di box. Pertanto, forzato l&#8217;armadietto qualsiasi male intenzionato avrebbe potuto provvedere a ripulirlo con molta facilitÃ .</p>
<p>Lo staff della piscina, si Ã¨ preso carico di controllare l&#8217;effettiva sicurezza dei box, e nel caso vi fossero stati i presupposti per un furto, lo stesso servizio di sicurezza avrebbe ritirato i beni presenti e assicurati in un luogo sicuro e presenziato da personale dedicato. Sono stato quindi invitato a presentare un documento di identitÃ  e a verificare che non mancasse nulla.</p></blockquote>
<p>Al di la del caso specifico (ma che per tutti i titolari di una piscina puÃ² essere uno spunto molto interessante) valutiamo per un attimo il costo e l&#8217;impatto che questa attivitÃ  ha portato: ammettendo che il personale dedicato al controllo sia giÃ  pagato, la verifica di questi box, anche piÃ¹ volte al giorno, viene ammortizzata completamente.</p>
<p>Lato cliente, la <strong>percezione </strong>(oltre allo spavento iniziale) Ã¨ stata di sicurezza assoluta. Il <strong>Servizio Clienti</strong> si Ã¨ preso carico di un problema che probabilmente ha colpito altri clienti in passato e si attivato per porre soluzione ad una casistica che, se si dovesse ri-verificare, non solo creerebbe dei <strong>danni diretti </strong>alla persona colpita, ma avrebbe <strong>influenze negative</strong> nel breve sulla <strong>percezione dell&#8217;azienda</strong>, e nel lungo periodo anche <strong>problemi reputazionali</strong>.</p>
<p>Certo, qui non stiamo parlando di web, social network e marketing online, ma l&#8217;idea di base Ã¨ che<strong> un Customer Care, un servizio clienti</strong>, debba non solo dare risposte ai propri clienti, ma fatto carico della propria esperienza passata, possa trovare soluzioni e rimedi a problematiche ancora prima che i nuovi clienti possano ritrovarsi in una situazione non positiva che possa <strong>compromettere il lavoro di tutto il team</strong>.</p>
<p>Alcuni potrebbero criticare l&#8217;operato di questo staff, in quanto ci possono essere problematiche di privacy, ecc&#8230; ma personalmente, preferisco avere i miei beni personali importanti al sicuro, piuttostoche qualcuno avesse controllato eventualmente la mia carta di identitÃ .</p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Hai avuto esperienze simili o anche negative? Raccontaci qui la tua esperienza! Lascia un commento qui sotto&#8230;</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I tuoi Clienti sanno cosa Vendi? Una semplice Ricerca di Mercato</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/i-clienti-sanno-cosa-vendi-una-semplice-ricerca-di-mercato.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi dei Clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche Di Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizzare il Mercato per stabilire il livello di conoscenza che i tuoi clienti hanno della tua azienda. Non servono grandi investimenti per avere un'idea di base per capire cosa i tuoi clienti conoscono di te e della tua attivitÃ .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-768" title="Analisi di Mercato" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/analisi-di-mercato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />A fare <span style="color: #000080;"><strong>Ricerche di Mercato</strong></span> per la tua azienda non  sempre servono migliaia di euro di investimenti, a volte basta uscire di casa e chiedere ai propri vicini.</p>
<p>Ecco un <span style="color: #008000;"><strong>semplice esempio</strong></span> di come Ã¨ semplice fare un&#8217;<strong><span style="color: #000080;">analisi di mercato</span> </strong>per stabilire il livello di conoscenza che le persone, che ogni giorno vengono a comprare da te, hanno della tua attivitÃ .<span id="more-766"></span></p>
<p>Esci dal tuo negozio/azienda ed inizia a camminare per strada. Appena vedi un  tuo cliente ponigli queste domande:</p>
<ul>
<li><strong>Sai </strong><strong>chi sono</strong>?</li>
<li><strong>Sai </strong><strong>cosa vendo</strong>/cosa produco/che servizi offro nel mio negozio/nella mia azienda?</li>
</ul>
<p>Dopo un attimo di <em>smarrimento </em>del tuo tester <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , ascolta attentamente quello che ti dice.</p>
<blockquote><p>Eâ€™ esattamente ciÃ² che produci? Ãˆ esattamente ciÃ²  che vendi? Ha saltato qualcosa? Non ha idea di quello che fai?</p></blockquote>
<p>Scrivi tutto su un blocco per appunti e continua a  fare queste due domande <strong>a tutti i clienti</strong> (ma anche semplici conoscenti).</p>
<p>Alla fine della giornata avrai racimolato un bel  poâ€™ di <strong>informazioni </strong>(non fermarti ad una intervista). Prendi tutti i dati che  hai raccolto e suddividili in modo ordinato per tipologia. Ora analizza i dati raccolti.</p>
<blockquote><p>Noti nulla di particolare? Ci sono delle <span style="color: #800000;"><strong>lacune</strong> </span>in ciÃ² che i tuoi tester hanno  detto? Ci sono delle <span style="color: #800000;"><strong>informazioni che non coincidono</strong></span>? Hai scoperto di produrre un prodotto o di offrire un servizio senza saperlo? <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Ebbene, il risultato puÃ² essere sconcertante.</p>
<p>PiÃ¹ le risposte differiscono da quello che Ã¨ la tua  attivitÃ  principale e collegate, piÃ¹ <strong>potenzialitÃ  hai da sfruttare</strong>: molto  probabilmente i tuoi clienti attuali o futuri <span style="color: #008000;"><strong>non stanno spendendo</strong></span> da te tutto ciÃ  che potrebbero spendere.</p>
<p>O ancora, potresti introdurre una <strong>nuova  caratteristica</strong> nella tua attivitÃ  che ti permette di migliorare la percezione di ciÃ² che fai.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come Risolvere i Problemi: Strategia Pratica in 6 Mosse</title>
		<link>http://soragni.it/personalmente/come-risolvere-i-problemi-strategia-pratica-in-6-mosse.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Analizzare]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Soluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Partiamo dal presupposto che ad ogni problema c'Ã¨ una soluzione. Analizzare il problema ritengo sia la forma migliore per poter successivamente risolverlo. Ci possono essere molti modi per approcciarsi ad un problema, e spesso non esiste un unico modo corretto, ma piÃ¹ situazioni che permettono questo. La domanda fondamentale Ã¨ quindi: come risolvere i Problemi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-684" title="Come risolvere i problemi" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//puzzle.jpg" alt="Come risolvere i problemi" width="216" height="162" />Partiamo dal presupposto che <strong>ad ogni problema c&#8217;Ã¨ una soluzione</strong>. <span style="color: #008000;">Analizzare </span>il problema ritengo sia la forma migliore per poter successivamente risolverlo. Ci possono essere molti modi per approcciarsi ad un problema, e spesso non esiste un unico modo corretto, ma piÃ¹ situazioni che permettono questo.</p>
<p>La domanda fondamentale Ã¨ quindi: <span style="color: #993300;">come risolvere i Problemi?</span><span id="more-673"></span></p>
<p>Ognuno di noi ha la sua &#8220;tecnica&#8221; attraverso cui, analizza e da una risposta e soluzioni a ciÃ² che di difficile trova nella sua strada. Io personalmente trovo molto valido il seguente percorso:</p>
<ol>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Identificazione</strong></span>: spesso i problemi sono nascosti e non sono facili da individuare. Spesso un problema Ã¨ caratterizzato da tanti miniproblemi distinti. E&#8217; importantissimo cercare di recuperare ogni possibile problema e tenerlo bene a mente.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Osservazione</strong></span>: non c&#8217;Ã¨ niente di meglio che prendersi un momento di pausa e osservare ciÃ² che accade, con la particolaritÃ  di mantenersi distaccati dalla situazione. Ritengo sia infatti fondamentale questo aspetto, cercando di mantenere la propria persona come semplice esterno. In questa fase non si deve fare nulla, nemmeno esporre pareri ed opinioni: semplicemente, in silenzio, si osserva ciÃ² che Ã¨ davanti ai nostri occhi.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Analisi</strong></span>: ogni cosa ha aspetti e sfacettature differenti, anche minime: il periodo di osservazione permette al nostro cercevello di incamerare in modo sistematico e naturale moltissime informazioni, ed il fatto di non essere di parte, ci permette di non avere problemi di valutazione. Una volta osservato, si iniziano ad analizzare tutti i singoli aspetti di quello che puÃ² essere il problema in oggetto.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Capovolgimento</strong></span>: tutto ciÃ² che si Ã¨ visto, osservato ed analizzato, lo si deve capovolgere e valutare esattamente l&#8217;opposto di ciÃ² che si Ã¨ pensato fino ad ora. Spesso, la nostra mente si focalizza su alcuni aspetti e non ci permette di analizzare altri fattori. Capovolgere le nostre idee imponendoci di considerarle errate, ci permette di valutare molti altri aspetti che altrimenti non avremmo provato.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Conseguenze</strong></span>: valutare le possibili conseguenze di ogni aspetto analizzato, permette di renderci consapevoli di ciÃ² che potrebbe essere se applichiamo una data soluzione: in questo modo, non solo avremmo analizzato lo status attuale, ma saremmo pronti anche alle possibili conseguenze con giÃ  delle risposte pronte.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Soluzione</strong></span>: dopo aver osservato, analizzato e capovolto ogni nostro pensiero, avremmo una panoramica sufficientemente vasta da permetterci di prendere una soluzione corretta e coerente con noi stessi.</li>
</ol>
<p>Un ultimo consiglio, piÃ¹ genereale Ã¨ quello comunque di essere il piÃ¹ possibile <strong>Oggettivi</strong>: non c&#8217;Ã¨ nulla di peggio di analizzare un problema e sopratutto prendere delle decisioni quando siamo coinvolti in prima persona. Prima riusciamo a staccarci, meglio Ã¨.</p>
<p><em><span style="color: #008000;">E tu, quali tecniche utilizzi per <strong>risolvere i problemi?</strong></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Strategie Promozionali su Twitter: il Caso 3 Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Budget Pubblicitario]]></category>
		<category><![CDATA[Buzz]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza Gratuita]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Virale]]></category>
		<category><![CDATA[Microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[Viral Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter sta avendo sempre piÃ¹ successo. Nonostante ancora qualche incertezza sulla sua efficacia sopratutto in Italia, non mancano i primi casi di Strategie di Marketing incentrati proprio sul noto social di microblogging. Quali vantaggi avrÃ  portato la Strategia Promozionale su Twitter dell'operatore di telefonia mobile 3 Italia? http://soragni.it/blog/strategie-promozionali-su-twitter-il-caso-3-italia.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-623" title="Strategie di Marketing di Successo su Twitter" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//twitter-300x110.jpg" alt="Strategie di Marketing di Successo su Twitter" width="270" height="99" /><strong>Twitter</strong>, Ã¨ il caso di dirlo, sta avendo sempre piÃ¹ successo. Nonostante ancora qualche incertezza sulla sua efficacia (sopratutto in Italia), non mancano i primi casi di <strong>Strategie di Marketing</strong> incentrati proprio sul noto social di <a title="Cos'Ã¨ il MicroBlogging?" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging" target="_blank">microblogging</a>.</p>
<p>Il <em><strong>primo caso</strong></em> di <span style="color: #008000;"><strong>Strategia Promozionale su Twitter</strong></span> che mi Ã¨ venuto sott&#8217;occhio proprio in questi giorni Ã¨ relativo all&#8217;operatore di telefonia mobile <span style="color: #000080;"><strong>3 Italia</strong></span>: l&#8217;annuncio apparso come cinguettio Ã¨ stato il seguente:</p>
<blockquote><p>offre INQ1 in prova. Wanna try? RT per candidarti. I prescelti riceveranno INQ1 a casa con licenza di smanettare e 3BG/mese x tutto il 2009</p></blockquote>
<p>Considerando l&#8217;offerta, proviamo a valutare quali <span style="color: #008000;"><strong>vantaggi</strong></span>, questa strategia puÃ² aver portato all&#8217;azienda:</p>
<p><span id="more-621"></span><img class="alignleft size-full wp-image-624" style="margin-right: 25px;" title="La strategia Promozionale di 3Italia su Twitter" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//h3g.jpg" alt="La strategia Promozionale di 3Italia su Twitter" width="126" height="126" /></p>
<ol>
<li><strong>Viral</strong>: l&#8217;azione del regalare qualcosa ha sempre un effetto di passa parola tra le persone, e se consideriamo che twitter ha una capacitÃ  virale centinaia di volte superiore rispetto a qualsiasi altro sistema, la popolaritÃ  del brand potrebbe averne avuto i suoi effetti benefici</li>
<li><strong>Il Gioco</strong>: a chi non piace giocare? in questo modo l&#8217;azienda entra nella mente degli utenti come un&#8217;azienda giovane che ha voglia di giocare (nel senso buon del termine) con i propri clienti</li>
<li> <strong>Il Gioco</strong>: ancora legato a questo tema, l&#8217;idea di poter vincere qualcosa tiene sulle spine l&#8217;utente e lo tiene legato all&#8217;azienda&#8230;</li>
<li><strong>Incremento dei Follower</strong>: in quanti, con la scusa di provare a giocare, hanno premuti il tasto di Follow del profilo di 3Italia? Queste nuove entrate, quali altre azioni promozionali permetterÃ  in futuro?</li>
<li><strong>Grado di Interesse</strong>: se utilizzata come strategia per testare un nuovo prodotto, c&#8217;Ã¨ la possibilitÃ  di valutare quanto un determinato prodotto possa essere interessante per il pubblico, prima magari di immetterlo sul mercato in via definitiva</li>
<li><strong>Ricevere Feedback</strong>: perchÃ¨ no, magari qualcuno lascia il proprio parere sul prodotto&#8230; perchÃ¨ buttare via una consulenza gratuita da parte di chi il prodotto lo usa? Inoltre, un utente estratto a sorte riceverÃ  il premio&#8230; perchÃ¨ non &#8220;sfruttarlo&#8221; per avere dei Feedback?</li>
<li> <strong>Grado di ReattivitÃ </strong>: quanto gli utenti sono attivi nel canale? sembra banale ma avere migliaia di iscritti non serve a nulla se tutti i contatti che si sono raccolti sono fittizi o di utenti che non utilizzano in modo attivo il canale utilizzato per la strategia promozionale</li>
<li><strong>Passa Parola di Secondo Livello</strong>: l&#8217;aspetto virale lo ho giÃ  descritto nel primo punto&#8230; ma vi Ã¨ una doppia strategia di incremento del passa parola. Non solo l&#8217;azione strategica ha permesso di ricevere numerosi nuovi utenti, ma anche il vincitore del premio, farÃ  nella sua buona fede, una pubblicitÃ  gratuita all&#8217;azienda: vinci un cellulare della 3 e non lo dici a nessuno? <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Costo Pubblicitario Ridotto</strong>: se consideriamo il prezzo di vendita al pubblico di 99â‚¬, si tratta di una strategia tutto sommato economica, dal punto di vista del costo: ammettendo di regalarne 5, quale sistema pubblicitario ti permetterebbe di avere in modo efficace gli stessi ritorni alla cifra di 500â‚¬?</li>
<li><strong>Creare Buzz sul Prodotto</strong>: in poco tempo, si Ã¨ verificato un effetto Buzz attorno a questo prodotto, che porterÃ  i benefici secondo me anche nel medio periodo.</li>
</ol>
<p>Ecco, qui ho riassunto alcuni dei vantaggi che mi sono venuti in mente. <span style="color: #008000;"><strong>Riesci ad individuare altri (potenziali) benefici su questa strategia?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prevedere il Futuro con la Long Tail</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Analizzare il Traffico]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Target]]></category>

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		<description><![CDATA[Le aziende hanno la necessitÃ  di comprendere le "esigenze del proprio mercato" e di scovare nuove nicchie pronte a comprare un nuovo prodotto e/o servizio offerto. Analizzando l'elenco delle ricerche (appunto, Long Tail) a volte si possono scoprire le effettive esigenze, non ancora coperte dai propri prodotti o quelli competitor, e trarne cosÃ¬ nuove possibilitÃ  di sviluppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-615" title="Prevedere il Futuro con il Web" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1197781_3d_glasses.jpg" alt="1197781_3d_glasses" width="243" height="150" />Ho giÃ  avuto modo di parlare di <strong>Long Tail</strong>, della <a title="QualitÃ  e Valore del Traffico da Motore di Ricerca" href="http://soragni.it/blog/long-tail-ed-il-valore-del-traffico.html"><strong>qualitÃ </strong> delle ricerche effettuate dagli utenti nei Motori di Ricerca</a> per comprenderne il valore ed analizzare il traffico.</p>
<p>Ora vorrei soffermarmi su un&#8217;altro punto, modificando ciÃ² che la Long Tail Ã¨, ovvero l&#8217;insieme di ricerche effettuate dagli utenti (<em>quindi nel passato</em>), trasformandola nell&#8217;esatto opposto, ovvero nella loro analisi per la <em>previsione del &#8220;Futuro&#8221;.</em></p>
<p>Le aziende hanno la necessitÃ  di <span style="color: #008000;">comprendere le &#8220;<strong>esigenze del proprio mercato</strong></span>&#8221; e di scovare nuove <em><strong>nicchie</strong></em> <span style="text-decoration: underline;">pronte a comprare </span>un nuovo prodotto e/o servizio offerto.</p>
<p>Analizzando l&#8217;elenco delle ricerche (appunto, Long Tail) a volte si possono scoprire le effettive esigenze, non ancora coperte dai propri prodotti o quelli competitor, e trarne cosÃ¬ <span style="color: #008000;"><strong>nuove possibilitÃ  di sviluppo</strong></span>.<span id="more-611"></span></p>
<p><em>Certamente, vi sono delle prmesse da fare: il sito web aziendale deve essere presente nel motore di ricerca e ricevere traffico.</em></p>
<p>A tal proposito 2 sono le possibili soluzioni, ed ancora una volta, sono i <strong>Motori di Ricerca</strong> a venirci in aiuto, aiutati da un buon <strong>Sistema Statistico e di Tracciamento</strong>:</p>
<ol>
<li><span style="color: #003366;"><strong>Posizionamento Organico nei Motori di Ricerca</strong>:</span> in questo caso saranno le chiavi di ricerca di accesso al nostro sito che ci possono aiutare a capire <em>cosa </em>vuole il cliente.</li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Keyword Advertising</strong>:</span> anche in questo caso, la pubblicitÃ  a pagamento ci permette di <span style="text-decoration: underline;">accelerare </span>il processo di raccolta dati, semplificando e permettendoci di <strong><em>testare </em><em>velocemente ed efficacemente</em></strong> le nostre chiavi.</li>
</ol>
<p>La differenza sostanziale tra le due opportunitÃ  sta nei <span style="color: #993300;"><strong>costi</strong></span>, nel <span style="color: #993300;"><strong>tempo </strong></span>a disposizione el<strong> <span style="color: #993300;">livello di dettaglio</span></strong> che vogliamo dai dati raccolti.</p>
<blockquote><p><strong>Facciamo un breve esempio:</strong> immaginiamo il caso di un&#8217;azienda che produce magliette, ed Ã¨ leader di settore nella produzione di magliette di cotone bianche: indipendentemente dal sistema utilizzato, le nostre analisi statistiche hanno evidenziato che uno o piÃ¹ utenti hanno ricercato &#8220;magliette di cotone blu&#8221;.</p></blockquote>
<p>Questo Ã¨ il classico esempio di <strong><a title="Utenti Fuori Target Aziendale" href="http://soragni.it/blog/come-porre-rimedio-alle-ricerche-fuori-target.html">ricerca  Fuori Target</a></strong> di un utente, ma che ci sta dando <span style="color: #008000;"><em><strong>precisi segnali di interesse </strong></em></span>verso un determinato bene o servizio. <em>Vuole una maglietta blu ed ha i soldi in mano&#8230; tu azienda, ci avevi giÃ  pensato?</em></p>
<p>Questo Ã¨ un piccolo, semplice e banale risultato che si puÃ² ottenere. Se non lo avete mai fatto, non potete immaginare la quantitÃ  di informazioni che si possono ricavare dall&#8217;<span style="color: #000000;"><a title="Analizzare il Traffico" href="http://soragni.it/blog/analizzare-il-target-esempio-pratico.html"><strong>Analisi del Traffico</strong></a>.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Prevedere il futuro con il web</strong> <span style="color: #000000;">ed i sistemi di tracciamento degli utenti Ã¨ cosa semplice, basta avere gli <span style="color: #008000;"><strong>strumenti giusti</strong><span style="color: #000000;"> ed una </span><strong>buona dose di pazienza</strong><span style="color: #000000;"> e </span><strong>capacitÃ  di analisi</strong></span>&#8230;</span></span></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 333px; width: 1px; height: 1px;">Se noi produciamo magliette di cotone bianche, ed un utente accede al nostro sito con la chiave di ricerca &#8220;magliette di cotone blu&#8221;, ci sta giÃ  suggerendo la sua esigenza, in modo chiaro e preciso: vuole una maglietta blu! (e tu, azienda, ci avevi giÃ  pensato??)</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quelli che&#8230; Guardano le Vetrine</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/quelli-che-guardano-le-vetrine.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 05:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Grado di Attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual'Ã¨ la differenza sostanziale tra un mercato di paese ed una vetrina? La possibilitÃ  di toccare con mano il prodotto. Il fatto di non essere direttamente a contatto con il prodotto ma di vederlo attraverso un vetro genera distaccamento e, nell'immaginario psicologico, allontana il potenziale cliente all'acquisto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="Vetrine nei Negozi" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1193076_monthly_fees_3.jpg" alt="Vetrine nei Negozi" width="192" height="192" /></p>
<blockquote><p><em>Un sottile vetro che puÃ² portare a non guadagnare</em></p></blockquote>
<p>Le vetrine sono dei <em><strong>divisori </strong></em>tra quello che c&#8217;Ã¨ fuori e quello che c&#8217;Ã¨ dentro: ogni giorno migliaia di persone passeggiando per le vie delle cittÃ  separate dai prodotti proprio da questo vetro.</p>
<p><span style="color: #008000;">Qual&#8217;Ã¨ la <strong>differenza </strong>sostanziale tra un mercato di paese ed una vetrina? La <strong>possibilitÃ  di toccare</strong> con mano il prodotto.</span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Il fatto di non essere <strong>direttamente a </strong></span></span><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><strong>contatto</strong> </span></span><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">con il prodotto ma di vederlo attraverso un vetro genera <strong>distaccamento </strong>e, nell&#8217;immaginario psicologico, <em><strong>allontana il potenziale cliente all&#8217;acquisto</strong></em>.</span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><span id="more-546"></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Infatti, se pensiamo a quei negozi che mettono i cestelli di prodotti appena fuori dalla porta di entrata, vediamo un <strong>interessante fenomeno</strong>. Valutiamolo l&#8217;ipotesi migliore:</span></span></p>
<ol>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">le persone si avvicinano alla vetrina</span></span></em></li>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">guardano i prodotti presentati</span></span></em></li>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">si avvicinano ai cestelli contenenti prodotti<br />
</span></span></em></li>
<li><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><em>entrano nel negozio</em><br />
</span></span></li>
</ol>
<p>Nei negozi che invece <em>non </em>sono dotati di questi cestelli, il processo Ã¨ praticamente uguale, <em>senza il terzo punto</em>.</p>
<p><span style="color: #008000;">Mi piacerebbe <em><strong>valutare</strong></em>:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #008000;">il <strong>grado di attenzione</strong> che un semplice cestello contenente prodotti alla rinfusa, Ã¨ in grado di attirare</span></li>
<li><span style="color: #008000;">capire come il <em><strong>prezzo </strong></em>dei prodotti esposti <strong>incida sull&#8217;entrata</strong> di potenziali clienti nel negozio</span></li>
<li><span style="color: #008000;">valutare la <strong>differenza di accessi</strong> ad uno stesso negozio, sulla base della presenza o meno di questo cestello</span></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lancio di un Prodotto: Le fasi principali</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/lancio-di-un-prodotto-le-fasi-principali.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogni dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lancio Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento di Prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Soddisfazione del Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Lancio di un Prodotto nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione non ha processi giÃ  definiti, la comunicazione deve capire quali messaggi siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve definire il prezzo di vendita ideale per soddisfare il cliente, il marketing posizionare il prodotto secondo il mercato da raggiungere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-537" title="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//887961_ribbon_cutting_2.jpg" alt="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" width="270" height="179" />Le aziende stanno cercando in tutti i modi di uscire da questo momento difficile cercando di <strong>trovare soluzioni</strong> sempre piÃ¹ in linea con l&#8217;<strong>esigenza dei clienti</strong>.</p>
<p>Il <strong>Lancio di un Prodotto</strong> nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione <em><strong>non ha processi giÃ  definiti</strong></em>, la comunicazione deve capire <em><strong>quali messaggi </strong></em>siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve <strong>definire il prezzo</strong> di vendita ideale per <strong>soddisfare il cliente</strong>, il marketing <strong>posizionare il prodotto</strong> secondo il mercato da raggiungere.</p>
<p>Il <strong>processo di lancio di un prodotto</strong> Ã¨ tutt&#8217;altro che semplice e ho provato a riassumerlo in pochi punti:<span id="more-535"></span></p>
<ol>
<li>identificazione del <em>bisogno/esigenza</em> del cilente (anche inespresso)</li>
<li>identificazione di una <em>soluzione</em></li>
<li>effettuare <em>test di mercato</em> per valutare se la soluzione identificata risolve il bisogno</li>
<li>valutare i <em>costi </em>di realizzazione</li>
<li>realizzare un <em>prototipo di soluzione</em> e valutare eventuali deficit</li>
<li>identificare un <em>prezzo di vendita</em> adatto</li>
<li>effettuare dei <em>test di vendita</em> e valutare le risposte</li>
<li>applicare <em>modifiche </em>ai vari elementi secondo i feedback ricevuti (prezzo, qualitÃ , ecc&#8230;)</li>
<li>creare un <em>immagine del prodotto/servizio</em> realizzato e posizionarlo nel mercato</li>
<li>iniziare la <em>vendita </em>di massa</li>
</ol>
<p><span style="color: #008000;">Questo elenco Ã¨ <em><strong>esauriente </strong></em>per definire il <strong>lancio di un nuovo prodotto</strong> (inteso anche come servizio)<strong>?</strong> Ed inoltre, quali sono secondo te i <strong>punti piÃ¹ critici/difficili per iniziare con successo?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Vantaggi e Svantaggi della Specializzazione</title>
		<link>http://soragni.it/tecniche/vantaggi-e-svantaggi-della-specializzazione.html</link>
		<comments>http://soragni.it/tecniche/vantaggi-e-svantaggi-della-specializzazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 07:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda Specializzata]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Margine Economico]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione dei Costi]]></category>
		<category><![CDATA[Specializzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La specializzazione porta a creare migliorie costanti con una conseguente riduzione del tempo ed un aumento di qualitÃ  dei prodotti e servizi offerti al mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-504" title="Specializzazione per Migliorare la ProduttivitÃ " src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//860640_cooperation.jpg" alt="Specializzazione per Migliorare la ProduttivitÃ " width="270" height="225" />Tutte le aziende esistenti sono sicuramente brave a fare qualcosa. Con una sorta di selezione naturale, <em>chi non Ã¨ in grado</em> di <strong>soddisfare i bisogni</strong> o le <strong>aspettative dei clienti</strong>, chiude. Esse producono beni e/o erogano servizi in base al settore in cui si trovano, alle caratteristiche ed ai bisogni dei propri clienti/consumatori.</p>
<p>Prendiamo ad esempio una qualsiasi di queste aziende: seppur vanti nel proprio catalogo differenti prodotti o servizi, uno sicuramente Ã¨ quello a cui <em><strong>punta maggiormente</strong></em>. Si Ã¨ in pratica <strong>specializzata nella produzione</strong> di uno specifico prodotto/servizio a cui punta per almeno l&#8217;<strong>80% delle sue vendite</strong>, mentre ha inserito nel tempo, sulla base delle <strong>richieste e modifiche del mercato</strong> altri prodotti o servizi , ma che tendono a risultare sempre diÂ  <em><strong>supporto a quello principale</strong></em>.<span id="more-455"></span></p>
<p>Altre volte ci sono aziende che producono o rivendono &#8220;<em>di tutto un po</em>&#8221; ed in questo caso trovare un vero e proprio prodotto &#8220;principe&#8221; non Ã¨ facile, e spesso Ã¨ rappresentato da quello che <strong>genera maggiori margini economici</strong>.</p>
<p>Qual&#8217;Ã¨ la differenza fondamentale tra le due aziende? <strong>Nella seconda non esiste specializzazione</strong>.</p>
<p>Il De Mauro definisce la <strong>Specializzazione </strong>come:</p>
<blockquote><p><span class="descrizione"> Particolare preparazione e competenza specifica in un settore, in una disciplina, che consente di ottenere una particolare competenza in un ambito specifico.</span></p></blockquote>
<p><span class="descrizione">A questo proposito una <strong>azienda specializzata</strong> in una determinata attivitÃ  sarÃ  molto piÃ¹ <strong>efficiente </strong>rispetto a chi fa un po di tutto.</span></p>
<p>D&#8217;altronde la specializzazione piÃ¹ avvenire anche per queste ultime, attraverso la suddivisione di attivitÃ  in <em><strong>sottogruppi e rami aziendali</strong></em>.</p>
<p>La specializzazione porta inoltre a creare <strong>migliorie costanti</strong> con una conseguente <strong>riduzione del temp</strong>o ed un <strong>aumento di qualitÃ </strong>.</p>
<p><span style="color: #008000;">Io ho elencato alcuni dei possibili vantaggi che puÃ² portare la <strong>specializzazione </strong>all&#8217;interno di un&#8217;azienda: <strong>ma possono nascere anche degli svantaggi da tutto questo?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le 4 Bottiglie di Coca Cola</title>
		<link>http://soragni.it/comunicazione/le-4-bottiglie-di-coca-cola.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 12:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Budget]]></category>
		<category><![CDATA[Coca Cola]]></category>
		<category><![CDATA[Coca Cola Company]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione]]></category>
		<category><![CDATA[Studi di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Studi di Settore]]></category>
		<category><![CDATA[Supermercato]]></category>
		<category><![CDATA[Target]]></category>

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		<description><![CDATA[La The Coca-Cola Company propone sul mercato differenti varianti (sottoforma di packaging non di contenuto) della sua famosa bevanda: ma solo l'inquisita bottiglia in plastica viene venduta in pacchi da 4 bottiglie ciascuno. La curiositÃ  Ã¨ quindi d'obbligo: perchÃ¨ la Coca Cola ha aumentato la quantitÃ  e ridotto il numero di bottiglie? Semplicemente, non poteva fare come tutti gli altri?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-371" title="Coca Cola" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//cocacola-150x150.jpg" alt="Coca Cola" width="150" height="150" />Se acquistando dell&#8217;acqua al supermercato ci sembra pressochÃ¨ normale trovare pacchi formati da 6 bottiglie da 1.5 litri circa, la <strong>Coca Cola esula da questa regola proponendo </strong>ai suoi acquirenti <strong>pacchi da 4 bottiglie da ben 2 litri </strong>di contenuto ciascuna.</p>
<p>Non so se ti sei mai soffermato su questo aspetto, apparentemente senza particolare problematica di fondo, ma sono assolutamente convinto che vi siano dei <strong>motivi ben precisi e soprattutto studiati</strong>,<strong> collegati a questa scelta</strong>.</p>
<p>La The Coca-Cola Company propone sul mercato differenti varianti (sottoforma di packaging non di contenuto) della sua famosa bevanda: ma solo l&#8217;inquisita bottiglia in plastica viene <strong>venduta in pacchi da 4 bottiglie</strong> ciascuno.</p>
<p><span id="more-370"></span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-373" title="Coca Cola Pack da 4 Bottiglie" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//coke4pack-150x150.jpg" alt="Coca Cola Pack da 4 Bottiglie" width="150" height="150" />La curiositÃ  Ã¨ quindi d&#8217;obbligo: <strong>perchÃ¨ la Coca Cola ha aumentato la quantitÃ  e ridotto il numero di bottiglie?</strong> Semplicemente, <strong>non poteva fare come tutti gli altri?</strong></p>
<p>Considerando che il loro <strong>reparto marketing</strong> Ã¨ sicuramente rappresentato da persone di grandi <strong>conoscenze</strong> <em>(non mi hanno pagato per dire questo, giuro <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> )</em> e con grandi <strong>budget </strong>a disposizione <strong>per studi di settore</strong>, la risposta piÃ¹ accreditata dovrebbe essere &#8220;<em><strong>la scelta non Ã¨ casuale</strong></em>&#8220;.</p>
<p><em><strong>Proviamo a fantasticare un po sui motivi?</strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Maggiore quantitÃ  </strong>contenuta: percezione diversa della <em>durata </em>della bottiglia;</li>
<li><strong>Numero di pezzi inferiore</strong>: dato il <em>prezzo unitario comunque piÃ¹ alto </em>rispetto alle altre bevande analcoliche, la vendita di quantiÃ  inferiore mantiene il <em>costo di acquisto equilibrato nella media</em> (6 bottiglie risulterebbero troppo costose);</li>
<li><strong>Pacco da 4</strong>: calcolando il consumo medio pro-capite della loro bevanda in diverse situazioni hanno riscontrato un <em>consumo medio</em>, nel periodo di riferimento considerato, pari a 4 bottiglie o suoi multipli;</li>
<li><strong>Forma</strong>: il pacco con queste caratteristiche quantitative, risulta <em>piÃ¹ semplice, maneggevole e gestibile</em> durante il trasporto o successivo uso.</li>
</ul>
<p>Con molta probabilitÃ , le <em>mie ipotesi</em> non hanno nulla a che vedere con quanto studiato da Coca Cola: <em><strong>secondo te, qual&#8217;Ã¨ il motivo di questa scelta?</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inseguire l&#8217;Evoluzione del Mercato</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/inseguire-levoluzione-del-mercato.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 11:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Costi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il risultato finale Ã¨ una discordanza tra lâ€™offerta e la richiesta: quello che offre oggi unâ€™azienda Ã¨ quello che cercava ieri il consumatore. Tale situazione Ã¨ dovuta dal fatto che una struttura imprenditoriale necessita di molto piÃ¹ tempo per modificare qualsiasi reparto che lo compone: tempi e costi sono nettamente superiori alla capacitÃ  di rimanere in linea con quanto richiesto, perdendo di fatto preziose quote di mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" title="Limitare il divario esistente tra l'offerta e la domanda fa acquisire Quote di Mercato" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/38.jpg" alt="Evoluzione del Mercato crea Divario tra Domanda ed Offerta" width="225" height="300" />Qualsiasi mercato si prenda come riferimento per lo studio, esiste un <strong>evoluzione naturale</strong>, per cui, le richieste della massa cliente si <strong>diversificano velocemente e qualitativamente</strong> da tutto ciÃ² che viene offerto ed immesso nel mercato.</p>
<p>Da una parte abbiamo le <strong>aziende che producono</strong> i proprio beni e servizi, nel tentativo di raggiungere guadagni sempre piÃ¹ alti, vendendo ai consumatori quello che a loro interessa, dallâ€™altra i <strong>fruitori che ricercano</strong> quello che porrÃ  fine ad un loro bisogno.</p>
<p>Nonostante ognuno delle due componenti del mercato vada alla ricerca di quello che cerca ed offre la controparte, uno dei due corre molto piÃ¹ velocemente: i consumatori finali modificano le proprie preferenze in base alla loro <strong>capacitÃ  di spesa</strong>, quindi allo stato finanziario in cui ritrovano, alle <strong>occasioni</strong> che arrivano, alle <strong>esigenze della famiglia</strong>, <strong>al periodo</strong> dellâ€™anno in cui ci si trova.<span id="more-976"></span></p>
<p>Il risultato finale Ã¨ una <strong>discordanza tra lâ€™offerta e la richiesta</strong>: <strong>quello che offre oggi unâ€™azienda Ã¨ quello che cercava ieri il consumatore</strong>. Tale situazione Ã¨ dovuta dal fatto che <strong>una struttura imprenditoriale necessita di molto piÃ¹ tempo per modificare qualsiasi reparto</strong> che lo compone: tempi e costi sono nettamente superiori alla capacitÃ  di rimanere in linea con quanto richiesto, <strong>perdendo di fatto preziose quote di mercato</strong>.</p>
<p>Quali possono essere delle soluzioni per porre in qualche modo rimedio a questa <strong>discrepanza</strong>? Alcuni punti possono aiutare a capire lo stato della tua azienda e la sua capacitÃ  di evolversi nel tempo:</p>
<ul>
<li><strong><em>Ascoltare il Mercato</em></strong>: sembra la cosa piÃ¹ banale ma Ã¨ sicuramente la cosa meno semplice da fare. Se non si ascolta il mercato, non Ã¨ possibile sapere quello che chiede, quindi Ã¨ necessario considerare tutti gli input che arrivano dallâ€™esterno.</li>
<li><strong><em>Investire Tempo e Denaro</em></strong>: nella propria azienda, ma anche in studi di mercato, in formazione del personale, eccâ€¦ investire in quello che si Ã¨ in grado di fare, ma anche in quello che non si Ã¨ in grado di fare.</li>
<li><strong><em>Innovare ed Innovarsi</em></strong>: Il nostro prodotto puÃ² essere il migliore di tutti, ma se non Ã¨ apprezzato, non ha le caratteristiche richieste e la giusta attenzione nel mercato, si rischia di ritrovarsi in una situazione di sovrapproduzione con tutti gli svantaggi che comporta.</li>
<li><strong><em>Specializzarsi</em></strong>: essere in grado di fare qualcosa, ormai non Ã¨ piÃ¹ importante, oggigiorno si deve essere in grado di farlo fatto veramente bene. Essere specializzati nella produzione di un determinato prodotto o nellâ€™erogazione di un servizio, comporta molti vantaggi, tra cui quello della velocitÃ  e quello della qualitÃ .</li>
<li><strong><em>VelocitÃ </em></strong>: capire ed essere in grado di cambiare anche radicalmente la propria idea imprenditoriale a seconda di quanto richiesto dal mercato. Molte aziende si definiscono flessibili, ma in quante lo sono veramente?</li>
<li><strong><em>QualitÃ </em></strong>: fare qualcosa non significa farla bene. QualitÃ  non Ã¨ solo il risultato di un processo produttivo la maggior parte delle volte standardizzato dentro regole procedurali statiche. La qualitÃ  Ã¨ assicurata anche dallâ€™assistenza, dal rapporto con il cliente, dalla capacitÃ  di modificare il prodotto in base alle sue esigenze. Essere troppo legati allâ€™idea del progetto originale senza apportare modifiche evolutive in base allâ€™esperienza acquisita e alle richieste, Ã¨ negativo per qualsiasi impresa.</li>
<li><strong><em>Esperienza</em></strong>: Creare una vasta scala di esperienze porta molti vantaggi, tra i quali velocitÃ ,  qualitÃ  e quindi specializzazione.</li>
<li><strong><em>Allargare le Vedute</em></strong>: solo perchÃ© si Ã¨ nel Mercato â€œAâ€, non significa che il Mercato â€œBâ€ non abbia nulla da insegnarci. Spesso, le proprie tecniche e modalitÃ  produttive possono essere ottimizzate prendendo come riferimento altri settori. Ed anche se il risultato finale Ã¨ diverso, non significa che lâ€™idea di ottimizzazione che ne sta alla base, non debba essere applicata.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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