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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; SEO &amp; SEM</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Google Panda e le novità per il mondo SEO</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 12:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO & SEM]]></category>

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		<description><![CDATA[Il recente aggiornamento degli algoritmi di Google, conosciuto come &#8220;Panda&#8221; (dal nome di uno degli sviluppatori del progetto), ha creato molto interesse nel mondo SEO: in particolare per la curiosità nel vedere che peso avranno nelle SERP le modifiche introdotte dal nuovo update. Google Panda arriva dopo l&#8217;aggiornamento di fine 2009 noto come &#8220;Caffeine&#8221;, proseguendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente aggiornamento degli algoritmi di Google, conosciuto come &#8220;Panda&#8221; (dal nome di uno degli sviluppatori del progetto), ha creato molto interesse nel mondo SEO: in particolare per la curiosità nel vedere che peso avranno nelle SERP le modifiche introdotte dal nuovo update.</p>
<p>Google Panda arriva dopo l&#8217;aggiornamento di fine 2009 noto come &#8220;Caffeine&#8221;, proseguendo idealmente nella stessa direzione con l&#8217;obiettivo cioè di migliorare la ricerca innalzando la qualità media dei contenuti presenti sul web: se Google Caffeine aveva favorito l&#8217;indicizzazione e il posizionamento di contenuti freschi, Panda mira a penalizzare pesantemente i siti con contenuti duplicati o di bassa qualità, specialmente i contenuti riempitivi e creati in modo approssimativo dalle cosiddette content farms.</p>
<p>Le attuali direttive per la <a href="http://www.mm-one.com">realizzazione di siti web</a> in grado di superare il vaglio di Google Panda pongono dunque particolare attenzione sulla qualità e sulla pertinenza dei contenuti, concentrandosi sulla necessità di creare contenuti che rappresentino effettivamente un valore aggiunto per l&#8217;utente.</p>
<p>Magari nel prossimo futuro diventerà più familiare anche in Italia il concetto di &#8220;reading level&#8221;, utilizzato nella cultura anglosassone per indicare il livello di difficoltà di lettura di un testo: ogni testo potrebbe essere classificato in base al tipo di terminologia impiegata e alla complessità delle frasi, il tutto comunque rapportato al target di riferimento perché un sito di giochi online prevede dei contenuti ben diversi rispetto a un sito che parli di automobili o prodotti finanziari.</p>
<p><em>[GuestPost a cura di Alessio Biancotto, MM-One Group]</em></p>
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		<title>Google Instant: Impression e CTR &#8211; Parte 2</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 13:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua la saga dedicata a Google Instant che vede le novitÃ  di Google in primo piano fin dal suo lancio e che molto probabilmente farÃ  discutere per molto i professionisti del settore. Dopo averci dormito sopra, parlando con i miei colleghi ho avuto modo di esporre alcune considerazioni che ritengo siano da valutare nell&#8217;analisi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la saga dedicata a <strong><a title="Google Instant" href="http://soragni.it/blog/google-instant-ctr-seo-long-tail.html" target="_blank">Google Instant</a></strong> che vede le <a title="Tutte le novitÃ  su Google Instant" href="http://www.giorgiotave.it/forum/google/148652-tutto-su-google-instant-47-cose-che-devi-sapere-12-risorse-italiane-e-14-inglesi.html" target="_blank">novitÃ  di Google</a> in primo piano fin dal suo lancio e che molto probabilmente farÃ  discutere per molto i professionisti del settore.</p>
<p>Dopo averci dormito sopra, parlando con i miei colleghi ho avuto modo di esporre alcune considerazioni che ritengo siano da valutare nell&#8217;analisi dei cambiamenti che questa nuova funzionalitÃ  puÃ² portare. Come nel post precedente (il primo link di questo articolo) sono ancora considerazioni, non dimostrate scentificamente e non analizzate con dei dati, ma escono semplicemente da una mia sensazione.</p>
<p>Le considerazioni si baseranno prendendo in considerazione una ricerca per &#8220;erba gatta&#8221; (tra le mie preferite in fase di studio ed analisi delle novitÃ  di Google <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<h2><span id="more-879"></span>Presupposto per la ModalitÃ  di Ricerca</h2>
<p>La salute ed il benessere del nostro dolce micio ci sta molto a cuore, quindi cerchiamo su internet informazioni relativamente ad un erba che fa star bene i gatti, ne abbiamo sentito parlare ma non sappiamo da un amico e niente piÃ¹.</p>
<p>Non siamo veterinari, non sappiamo il nome popolare ne il nome scentifico. Quale ricerca faremo? Immagino che la chiave di ricerca &#8220;erba per i gatti&#8221; sia sufficientemente esaustiva per il mio bisogno.</p>
<h2>Evoluzione della Ricerca su Google Instant</h2>
<p>Inizio a digitarla su Google la chiave:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-884" title="esperimento-google-instant_1" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/esperimento-google-instant_11.png" alt="" width="193" height="147" /></p>
<p><img class="alignleft size-full  wp-image-881" title="esperimento-google-instant_2" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/esperimento-google-instant_2.png" alt="" width="169" height="146" /></p>
<p><img class="alignleft size-full  wp-image-882" title="esperimento-google-instant_3" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/esperimento-google-instant_3.png" alt="" width="123" height="147" /></p>
<p><img class="alignleft size-full  wp-image-883" title="esperimento-google-instant_4" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/esperimento-google-instant_4.png" alt="" width="122" height="147" /></p>
<p>Come possiamo vedere, fintanto che l&#8217;utente non scrive il termine erba al completo, nessun suggerimento utile compare nella lista dei suggerimenti. Da questo punto di vista niente di strano.</p>
<p>Ma nel momento in cui termino la scrittura della prima chiave ecco che nella lista compare anche l&#8217;altro valore che a noi interessa.</p>
<p>L&#8217;utente non Ã¨ stupido e per questo procede al click sul suggerimento completo oppure, qualora nella SERP sia presente giÃ  qualche risultato utile, procede con il click ed esce da Google.</p>
<p>Faccio notare quindi come l&#8217;utente dalla sua prima idea di ricerca l&#8217;abbia cambiata sfruttando i suggerimenti di Google.</p>
<h2>Il calcolo delle Impression di AdWords</h2>
<p>Nella sezione <a title="Google Instant Help" href="http://adwords.google.com/support/aw/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=187309" target="_blank">Help di Google Instant</a> viene dichiarato che le impression vengono conteggiate quando:</p>
<ul>
<blockquote>
<li>L&#8217;utente inizia a digitare una query su Google e fa clic in un  qualsiasi punto della pagina (un risultato di ricerca, un annuncio, una  correzione ortografica, una ricerca correlata).</li>
<li>L&#8217;utente sceglie una determinata query facendo clic sul pulsante <strong>Cerca,</strong> premendo Invio o selezionando una delle query previste.</li>
<li>L&#8217;utente smette di digitare la query e i risultati vengono  visualizzati per almeno 3 secondi.</li>
</blockquote>
</ul>
<p>Nel nostro caso quindi, non dovrebbe essere conteggiata alcuna impression. Anche se le 3 condizioni di calcolo delle impression possonorisultare abbastanza &#8220;larghe&#8221;, un incremento dei corrispettivi valori di impression dovrebbe arrivare e dovremmo aspettarcelo.</p>
<p>Il solo fatto di soffermarsi alla lista dei suggerimenti o verificare che i primi risultati siano buoni per quello che ci serve, i tre secondi son passati da un pezzo e quindi le impression calcolate.</p>
<h2>Le Variazioni nel CTR</h2>
<p>Nella logica, ci dovremmo prospettare di conseguenza un <strong>calo del Click Trought Rate?</strong> La risposta piÃ¹ immediata potrebbe portare all&#8217;affermazione di un calo di CTR nei risultati a pagamento di Google, tuttavia voglio soffermarmi anche su altri due punti:</p>
<ol>
<li>Risultati dinamici basati sul primo suggerimento</li>
<li>Il tempo di analisi della serp da parte dell&#8217;utente</li>
<li>Dritti al suggerimento corretto</li>
</ol>
<p><strong>Risultati Dinamici basati sul Primo Suggerimento: </strong>Le variazioni delle SERP sono sempre legate al primo suggerimento offerto da Google: provate ad analizzare la cosa con una ricerca qualsiasi. Nel momento in cui ho scritto &#8220;erba&#8221;, il primo suggerimento disopnibile era relativo all&#8217; erba sintetica. Ebbene, la SERP offerta in questo ambito Ã¨ proprio relativa a questo argomento: di erba gatta o di erba medica neanche l&#8217;ombra. Quindi la serp Ã¨ si dinamica ma Ã¨ univoca nell&#8217;argomento proposto (quando poteva mostrare una pagina contenente risultati per ogni argomento suggerito). Ed ora entra in gioco il secondo punto:</p>
<p><strong>Tempo di Analisi delle Serp da parte dell&#8217;Utente:</strong> Quanto tempo ci mette un utente a rendersi conto che i risultati su erba non fanno al caso suo? BhÃ¨, Google dichiara anche 90 secondi di tempo quindi i tre secondi ci stanno dentro molto larghi,Â  e quindi in questo caso un&#8217;impression verrebbe conteggiata (e conseguente abbassamento di CTR)</p>
<p><strong>Dritti al Suggerimento Corretto:</strong> se all&#8217;utente, mentre scrive la sua prima parola, compare e vede il suggerimento completo della ricerca interessata, cosa farÃ ? Io personalmente mi aspetto che vada dritto a cliccare su quella o che comunque il suo pensiero di ricerca iniziale si modifichi a favore del suggerimento ricevuto. I tre secondi sono quindi sufficienti per interagire con la funzionalitÃ  e click nella pagina non vengono fatti, quindi le impression non vengono conteggiate ed il CTR non subisce grosse variazioni (il conteggio dell&#8217;impressionk verrebbe attribuito alla query completa cliccata dall&#8217;utente, non da quella in cui si trovava prima del click sul suggerimento).</p>
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		<title>Google Instant: CTR, SEO, Long Tail &amp; Co.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 10:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da ieri sera Ã¨ attiva la nuova funzionalitÃ  di Google che sfrutta i suoi dati storici di ricerca per suggerire nonchÃ¨ prevedere le ricerche degli utenti. Molti altri blogger stanno parlando di cos&#8217;Ã¨ e come funziona Google Instant (segnalo un ottimo post di Manuel con le sue opinioni a riguardo), io vorrei soffermarmi maggiormente sugli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-860" title="google-instant" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/google-instant.png" alt="" width="252" height="148" />Da ieri sera Ã¨ attiva la nuova funzionalitÃ  di Google che sfrutta i suoi dati storici di ricerca per <strong>suggerire nonchÃ¨ prevedere le ricerche degli utenti</strong>. Molti altri blogger stanno parlando di cos&#8217;Ã¨ e come funziona Google Instant (segnalo un ottimo post di <a href="http://www.manuelpratizzoli.it/google-instant-seo-adwords/" target="_blank">Manuel</a> con le sue opinioni a riguardo), io vorrei soffermarmi maggiormente sugli effetti di questa nuova implementazione.</p>
<p>Partiamo dal presupposto che l&#8217;unico approccio che ho avuto con questa tecnologia Ã¨ quella di <strong>normale utente</strong> che si Ã¨ trovato da un giorno all&#8217;altro con le serp che cambiano sotto i propri occhi. Ancora nessuna statistica analizzata, nessun controllo sui cambiamenti di posizionamento dei siti, ecc&#8230; CosÃ¬ da primo impatto che cosa mi &#8220;ispira&#8221; questo nuovo Google in termini di <strong>CTR</strong>, <strong>SEO </strong>e <strong>Long Tail</strong>?</p>
<p><span id="more-859"></span></p>
<h2>CTR: Come varia il Click Trought Rate?</h2>
<p><strong>La percentuale di click sui risultati cambierÃ ?</strong> Secondo me si&#8230; in particolar modo i primi risultati di ogni ricerca subiranno un balzo in avanti. PerchÃ¨? perchÃ¨ immagino me stesso a fare una ricerca&#8230; se cerco qualcosa di specifico e google cambia i risultati man mano che scrivo, i primi risultati saranno molto vicini a quanto voglio.</p>
<p>Non per tutte le serp e non per tutti i settori. Immaginiamo come facevamo le ricerche in passato (ok, Ã¨ solo da ieri ma ormai &#8220;ieri&#8221; Ã¨ giÃ  andato <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ): ammettendo che i risultati fossero identici a quelli di oggi, le <strong>prime posizioni ricevevano maggiori click rispetto alle altre</strong>, quindi mi Ã¨ logico pensare che oggi, con una modalitÃ  di ricerca come questa, i siti migliori per la ricerca fatta siano sempre i primi.</p>
<h2>SEO: Paura o Sollievo per i Search Engine Optimizator?</h2>
<p><strong>Sollievo?</strong> Google stesso, nella <a title="Google Instant Official Page" href="http://www.google.it/instant/" target="_blank">pagina ufficiale dedicata a Google Instant</a>, nella sezione FaqÂ  dichiara che &#8220;il ranking dei risultati di ricerca resta immutato&#8221;. Da un punto di vista tecnico puramente SEO questa frase sembrerebbe significare &#8220;non abbiamo modificato l&#8217;algoritmo, quindi cari SEO continuate il vostro lavoro come niente fosse&#8221;.</p>
<p><strong>Paura?</strong> Certo, l&#8217;algoritmo di base non cambia, ma ora (forse) la cosa si fa piÃ¹ difficile. Prima l&#8217;utente doveva mettersi di impegno a cercare le giuste parole per cercare il risultato giusto, ora invece questo sforzo viene meno. L&#8217;utente inizia con la prima parola e poi si lascia travolgere dall&#8217;immensa &#8220;conoscenza&#8221; di Google per prosegure la sua ricerca. I SEO dovranno ora essere in grado di capire ancora con piÃ¹ precisione le ricerche degli utenti ma anche ciÃ² che Google suggerisce. Ecco quindi che una rivoluzione c&#8217;Ã¨&#8230; e rientra in gioco il concetto del punto precedente: le serp, per ogni ricerca diventerÃ  una sorta di oligopolio (pochi ma importanti risultati qualittativi).</p>
<p><span style="color: #008000;">Ed ora una piccola provocazione: come proseguirÃ  l&#8217;<strong>avventura del mondo semantico?</strong></span></p>
<h2>Long Tail: la coda lunga diventa corta?</h2>
<p>Leggendo le prime twittate (<a href="http://twitter.com/#search?q=googleinstant" target="_blank">qui</a> e/o <a href="http://twitter.com/#search?q=instant">qui</a>) di amici e colleghi piÃ¹ o meno conosciuti, viene data la famosa &#8220;<strong>long tail</strong>&#8221; in pericolo di estinzione. Personalmente non sono completamente d&#8217;accordo in quanto da una parte Google fornisce (o dovrebbe fornire) <strong>risultati piÃ¹ mirati</strong> in base alla ricerca fatta ma l&#8217;utente proprio per questo motivo e grazie ai suggerimenti cercherÃ  di dare sempre piÃ¹ dettagli nella propria ricerca.</p>
<p>Se ad esempio cerco un hotel con piscina a roma potrei scrivere &#8220;hotel roma con&#8230;&#8221; e qui google mi verrebbe in aiuto dicendomi &#8220;piscina&#8221; ma dandomi anche altri suggerimenti magari come &#8220;piscina termale&#8221; o &#8220;piscina coperta&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte tuttavia ci sarebbe una <strong>monopolizzazione di alcune ricerche</strong>. Infatti se Google Instant suggerirÃ  a tutti &#8220;hotel roma con piscina&#8221; questa diventerÃ  la chiave su cui tutti andranno a puntare (a livello SEO) mentre altre variazioni andrebbero perse. Quindi, secondo il mio modesto punto di vista (liberi di contestarlo, anzi&#8230; fatelo nei commenti qui sotto! <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) <strong>non ci sarÃ  la scomparsa delle code lunghe</strong> ma una<strong> contrazione quantitativa &#8211; ma forse anche qualitativa &#8211; delle variazioni</strong>.</p>
<h2>Web Analytics: come ti traccio l&#8217;instant</h2>
<p>Altra questione sempre collegata al punto precedente Ã¨ la parte di Web Analytics: il nuovo sistema di <strong>Google Instant</strong> utilizza la tecnologia Ajax attraverso cui le ricerche vengono indicate nell&#8217;url con variabili dopo il carattere <strong>#</strong>. Gli esperti dicono che questo sistema risulta complicato da tracciare in quanto i sistemi di Web Analytics non riescono a rilevare questi valori. SarÃ  da vedere ora come si comporta Google da questo punto di vista.</p>
<p><span style="color: #008000;">E qui una nuova provocazione per te: sarÃ  un tentativo nascosto (ma anche alquanto subdolo) di <strong>eliminare la concorrenza a Google Analytics?</strong></span> Essendo lui il gestore di tutti i dati in entrata al Motore di Ricerca e quindi anche al contempo in uscita, con il suo google Analytics sarÃ  sicuramente in grado di dare ancora le informazioni relative alle &#8220;keyword&#8221; ma gli altri sistemi?</p>
<h2>AdWords, ecc&#8230;, ecc&#8230;, ecc&#8230;</h2>
<p>Altre questioni si affacciano in vista a questa nuova implementazione chiamata &#8220;Google Instant&#8221;: come verranno conteggiate le impression di Google AdWords, che variazioni nelle performance ci saranno (ci saranno?), ecc&#8230; A tutte queste domande non so rispondere e in questo momento non ho un&#8217;ipotesi nemmeno da utente utilizzatore.</p>
<p><span style="color: #008000;">Magari puoi aiutarmi tu a rispondere anche a questa e alle altre questioni che sono nate con il nuovo Google Instant. <strong>I commenti qui sotto sono disponibili per le tue opinioni.</strong></span></p>
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		<title>Un sito di sola Long Tail</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 03:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceve traffico esclusivamente dalle parole chiave definite da "Long Tail" Ã¨ possibile? Ovvero, un sito i cui accessi sono completamente realizzati da utenti che accedono continuamente con keyword differenti, e che vi sia una bassissima percentuale di ricerche identiche?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" title="Analisi della Long Tail" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/long tail.jpg" alt="" width="270" height="215" />R</strong><strong>iceve traffico esclusivamente</strong> dalle parole chiave definite da <strong>&#8220;Long Tail&#8221;</strong> Ã¨ possibile? Ovvero, un sito i cui accessi sono completamente realizzati da utenti che accedono continuamente con <strong>keyword differenti</strong>, e che vi sia una bassissima percentuale di <strong>ricerche identiche</strong>?</p>
<p>Analizzavo in questi giorni le mie statistiche ed osservavo come il mio nome e cognome rappresentasse una tra le <strong>ricerche principali </strong>con cui il sito viene trovato (sono famoso <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) e pensavo alla normalitÃ  della cosa.</p>
<p>Ho successivamente modificato l&#8217;intervallo di date per analizzare le ricerche provenienti da <strong>Motore di Ricerca</strong> ed ho notato come in quel determinato giorno avessi <strong>ricevuto 10 visite da 10 ricerche</strong> differenti. Anche in questo caso, non mi sono preoccupato piÃ¹ di tanto&#8230;<span id="more-710"></span></p>
<p>Cambiando giorno ho notato come anche in quel caso gli accessi fossero distribuiti con la stessa proporzione di <strong>un utente per chiave</strong> di accesso.</p>
<p>Impostando infine l&#8217;arco temporale ad una settimana ho constatato come su 87 ricerche solo 7 fossero collegate con una <strong>corrispondenza uno a molti</strong> (una chiave piÃ¹ utenti) mentre le rimanenti 80 ricerche fossero a <strong>corrispondenza uno a uno</strong> (una chiave un utente).</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Quali considerazioni </strong><span style="color: #000000;">posso ricavare</span><strong> da questa tipologia di analisi?</strong><span style="color: #000000;"> e poi secondo te, </span></span><strong><span style="color: #008000;">Ã¨ positivo o negativo avere poche Top Key?</span><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google AdWords: Tasso di Passaggio del Mouse</title>
		<link>http://soragni.it/google/google-adwords-tasso-di-passaggio-del-mouse.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 12:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati forniti dal Tasso di Passaggio del Mouse ci permettono di valutare in percentuale i visitatori che posizionano il puntatore del loro mouse sui nostri annunci rispetto a quelli della concorrenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-364" title="AdWords" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//adwords.gif" alt="AdWords" width="143" height="59" />Leggevo con molta curiositÃ  ed interesse il posto pubblicato da <em>Alessandro Sportelli</em> sul suo <a title="Web Marketing Forum" href="http://www.webmarketingforum.it/" target="_blank">Web Marketing Forum</a> relativamente ad una nuova caratteristica apparsa in alcuni account di Google AdWords: &#8220;<em><strong>Tasso di Passaggio del Mouse</strong></em>&#8220;.</p>
<p>In sintesi, questa nuova serie di dati forniti dal <strong>Tasso di Passaggio del Mouse, ci permettono di valutare in percentuale i visitatori che posizionano il puntatore del loro mouse sui nostri annunci rispetto a quelli della concorrenza.</strong></p>
<p>In pratica, <em>fatto 100 il passaggio del mouse su tutti gli annunci presenti, che percentuale di utenza ha puntato proprio il tuo annuncio?</em></p>
<p>L&#8217;interessante <a title="La discussione originale sul Tasso di Passaggio del Mouse sugli Annunci AdWords" href="http://www.webmarketingforum.it/adwords-posizionamento-pagamento/1538-adwords-ed-il-tasso-passaggi-del-mouse.html" target="_blank">discussione</a> ha dato luogo a molti punti di vista: io voglio soffermarmi su <strong>quali nuove informazioni si posso ricavare dai dati estrapolati?<br />
<span id="more-363"></span></strong>Seppur i valori nel breve periodo (poche impression) non siano completamente attendibili per tutta una serie di &#8220;necessitÃ  di navigazione&#8221;, <strong>nei grandi numeri la percentuale indicata nella nuova colonna ci permetteranno di avere a disposizione informazioni che prima non potevamo avere</strong>, non erano certi e che, solo sulla base di continue sperimentazioni potevano fornirci dei dati simili, anche questi comunque inquinati da tutta una serie di altre problematiche.</p>
<p>&#8220;Tasso di Passaggio del Mouse&#8221; ci permetterÃ  di capire ad esempio:</p>
<ol>
<li><strong>Quanto il nostro annuncio Ã¨ attrattivo rispetto a quello dei competitor?</strong> Un valore basso, indicherÃ  una scarsa capacitÃ  di attirare l&#8217;attenzione;</li>
<li><strong>Quanto il settore Ã¨ orientato al click organico o a pagamento?</strong> Intrecciando questo valore con altri dati, come CTR e numero di competitor, la percentuale puÃ² darci indicazioni sull&#8217;esperienza di navigazione dell&#8217;utente</li>
<li><strong>Qual&#8217;Ã¨ la posizione migliore per il nostro annuncio?</strong> Modificando la posizione di visualizzazione dei nostri annunci ed osservando la variazione del Tasso di Passaggio del Mouse, avremo una idea di quale sia la nostra migliore posizione per ricevere il massimo dalla campagna</li>
<li><strong>Qual&#8217;Ã¨ il miglior annuncio?</strong> Incrociando i valori tra CTR e Tasso di Passaggio del Mouse, potremmo stabilire quale annuncio Ã¨ migliore</li>
</ol>
<p>Sicuramente, <strong>il valore del <em>Tasso di Passaggio del Mouse</em> &#8211; come valore a se &#8211; non da molte chiare indicazioni</strong>, sopratutto perchÃ¨ non Ã¨ un valore numerico assoluto come lo puÃ² essere un&#8217;<em>impression </em>o un <em>click</em>, ma Ã¨ una percentuale, che oltretutto viene calcolata in relazione alle necessitÃ  di spostamento del mouse (gli annunci sono vicini alla barra di scorrimento della pagina), alla posizione degli annunci, alle modalitÃ , capacitÃ  e conoscenze di navigazione e di utilizzo del browser e di tutte le sue funzionalitÃ .</p>
<p><strong>E&#8217; un nuovo dato di sicuro interesse e come tale deve essere valutato, relazionato agli altri, con il suo giusto peso.<br />
</strong></p>
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		<title>Analizzare il Target (Esempio Pratico)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 06:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendendo spunto dal Blog di Francesco Gavello mentre parlava della tipologia e qualitÃ  dei visitatori su un sito, vorrei soffermarmi sulla sua ultima affermazione: &#8230;e se dovessi scegliere tra pochi visitatori in target o pochi visitatori in target piÃ¹ molti visitatori fuori target, opterei per la seconda ipotesi senza pensarci due volte&#8230; Premetto subito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Analizzare il Target: come capire quali sono i nostri Potenziali Clienti" src="http://soragni.it/blog/grafica/46.jpg" alt="Analizzare il Target" width="183" height="270" />Prendendo spunto dal Blog di <a title="Il Blog di Francesco Gavello" href="http://francescogavello.it/posizionarsi-per-immagini-i-due-lati-della-medaglia" target="_blank">Francesco Gavello</a> mentre parlava della tipologia e <a title="La QualitÃ  degli Accessi al Sito" href="http://soragni.it/blog/long-tail-ed-il-valore-del-traffico.html" target="_blank"><strong>qualitÃ  dei visitatori su un sito</strong></a>, vorrei soffermarmi sulla sua ultima affermazione:</p>
<blockquote><p><em>&#8230;e se dovessi scegliere tra pochi visitatori in target o pochi visitatori in target piÃ¹ molti visitatori fuori target, opterei per la seconda ipotesi senza pensarci due volte&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Premetto subito che <em>non sono d&#8217;accordo sulla sua preferenza </em>(ovviamente parere personale), e proverÃ² a spiegare il motivo uscendo dal mondo internet e provando a fare un&#8217;analisi di esempio ed analisi di traffico di un negozio di scarpe, un esempio pratico non reale, ma comunque possibile.  <strong>Siamo sicuri di voler tanto <span style="color: #008000;">Traffico Fuori Target?</span></strong> <span id="more-275"></span> Davanti alle nostre vetrine <strong>passano tantissime persone</strong>, che possiamo raggruppare in tre categorie in base alle loro azioni:</p>
<ol>
<li><span style="color: #000080;"><strong> Persone che Entrano</strong></span></li>
<p><em>a) persone che acquistano</em><em><br />
b) persone che guardano interessate<br />
c) persone che guardano disinteressate</em></p>
<li><strong> <span style="color: #000080;">Persone che si Fermano a guardare la Vetrina</span></strong></li>
<p><em>a) persone che guardano interessate<br />
b) persone che guardano disinteressate</em></p>
<li><strong> <span style="color: #000080;">Persone Disinteressate, passano oltre al nostro Negozio</span></strong></li>
</ol>
<p>Il <strong><span style="color: #000080;">Target di livello 1</span> </strong>Ã¨ sicuramente il piÃ¹ interessante in quanto Ã¨ quello che entra effettivamente nel nostro negozio. In questo livello possiamo effettuare una <strong>prima divisione in tre sottogruppi</strong>: abbiamo le <strong>persone che acquistano</strong>, <strong>persone interessate ai prodotti</strong> ma che non raggiungono l&#8217;obiettivo e quindi non convertono l&#8217;interesse in acquisto, <strong>ma anche utenza disinteressata</strong>.</p>
<p>Mi si potrebbe contestare che <em>&#8220;se uno entra in negozio allora Ã¨ interessato al prodotto!&#8221;</em>&#8230; Invece non Ã¨ propriamente cosÃ¬.  Abbiamo tutta una serie di persone che possono <strong>entrare in un negozio senza che essere siano minimamente attratte dal prodotto</strong>. Ricordo come esempio i turisti (che entrano senza acquistare, solo per il piacere di vedere cosa si vende), componenti di una famiglia che accompagnano un&#8217;altro ad acquistare, mariti/mogli e fidanzati/fidanzate che accompagnano il proprio partner, ecc&#8230;</p>
<p>Infine abbiamo <strong>il <span style="color: #000080;">target a livello 2</span></strong>, e si potrebbe pensare che dal momento che guardano la vetrina, sono interessati: anche qui dovremmo fare una <strong>scrematura tra osservatori disinteressati</strong> all&#8217;acquisto <strong>e quelli ad alto potenziale</strong>: quest&#8217;ultimo, rappresenta lo <strong>step iniziale dello stato #1A</strong> ovvero del <strong>target che acquista</strong>: passa, vede in vetrina un qualcosa che gli piace, entra, prova, acquista.</p>
<p>Non Ã¨ difficile comprendere come <strong>il <span style="color: #000080;">Target di livello 3</span> </strong>sia a primo avviso il meno proficuo e rappresenta l&#8217;utenza che in questo momento<strong> non acquista nulla</strong>. Rientrano in questo genere di persone tutti coloro che non hanno bisogno di scarpe, persone affezzionate al loro negozio di fiducia, ecc&#8230;</p>
<p>Proviamo ad immaginare <strong>se tutte le persone di Livello 2 e 3 provassero ad entrare</strong>? Quanta confusione ci sarebbe nel nostro negozio? E sopratutto <strong>di quanto aumenta la probabilitÃ  che esse</strong> (ricordo che sono i target piÃ¹ disinteressati all&#8217;acquisto)<span style="color: #ff9900;"> <span style="color: #000000;"><strong>aumentino il fatturato</strong>?</span></span></p>
<p>Esse <strong>creerebbero sicuramente <span style="color: #993300;">disagio</span></strong>, occupando spazio a chi effettivamente vuole acquistare nonchÃ¨ andrebbero ad instaurare tutta un&#8217;altra serie di limiti che <strong><span style="color: #993300;">porterebbero diverse </span><span style="color: #993300;"><span style="color: #993300;">difficoltÃ </span> </span></strong>a chi Ã¨ effettivamente interessato.</p>
<p>Come puoi ben capire non Ã¨ facile avere una<strong> visione completa del Target </strong>e questa analisi Ã¨ stata fatta in pochi minuti quindi senza considerare tutte le possibili varianti. Ma sicuramente si puÃ² capire come nonostante molte persone guardino i nostri prodotti, <strong>non tutti</strong> rientrano nel nostro cliente di riferimento per la <strong>vendita</strong>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>E tu cosa preferisci? Tante persone non Targetizzate o poche ma in Target?</strong></em></span></p>
<blockquote><p><em><strong>Nota ai Lettori</strong>: prego chi legge di essere mentalmente flessibili e di non prendere per assoluti gli esempi che stiamo facendo, perchÃ¨ forzati per spiegare concetti teorici difficilmente relazionabili con esempi realistici.</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Flash e Motori di Ricerca: solo Miglioramento delle Serp?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 11:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[SEO & SEM]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia Flash]]></category>
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		<category><![CDATA[Yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[La collaborazione tra Adobe ed i Principali Motori di Ricerca porterebbero all'indicizzazione corretta anche dei filmati flash dei siti web. Questo accordo Ã¨ volto a migliorare i risultati di ricerca, ma quali vantaggi per Adobe?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/42.jpg" alt="Accordo Adobe-Google/Yahoo" width="300" height="260" /><span style="font-family: Verdana;">Non Ã¨ passata inosservata la notizia per cui <strong>i Principali Motori di Ricerca Google e Yahoo</strong>, hanno stipulato un <a title="Accordo Adobe/Google e Yahoo!" href="http://www.webnews.it/news/leggi/8702/flash-non-acceca-piu-i-motori-di-ricerca/" target="_blank">accordo</a> con la nota software house <strong>Adobe </strong>per il rilascio di strumenti volte al miglioramento della <strong>capacitÃ  di interpretazione della tecnologia Flash</strong>, per permettere ai motori di ricerca di <strong>migliorare lâ€™indicizzazione</strong> anche di questo formato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;">La notizia ha fatto partire nel web molte <a title="MigliorerÃ  l'Indicizzazione dei Siti Flash" href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/3243-migliorer-lindicizzazione-di-flash.html" target="_blank">discussioni</a> con molti pareri, anche contrastanti, su come tale liberatoria, possa <strong>influire nei risultati di ricerca</strong>: le lunghe e sanguinose lotte tra Web Designer e SEO sarebbero solo un ricordo lontano, lasciando spazi</span><span style="font-family: Verdana;">o ad un&#8217;unica risposta <em>&#8220;il flash non Ã¨ piÃ¹ un ostacolo insormontabile per il posizionamento dei siti web nei Motori di Ricerca&#8221;</em>.</span><span id="more-980"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;">I <strong>fattori piÃ¹ importanti di questo cambiamento</strong>, possono riassumersi in alcuni punti:<br />
</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana;">capacitÃ² di <strong>lettura dei testi nei file swf</strong> da parte dei Motori di Ricerca;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;"><strong>ottimizzazione dei posizionamenti</strong> dei filmati flash come fossero file html;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;"><strong>realizzazione di siti piÃ¹ belli</strong> dal punto di vista grafico;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">integrazione di tecnologie diverse per arrivare sempre piÃ¹ vicino al <strong>traguardo dei Motori di Ricerca: indicizzare tutto il Web</strong>;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;"><strong>rivoluzione piÃ¹ o meno marcata delle Serp</strong> in base allâ€™effettiva capacitÃ  di comprensione dei testi inclusi nel Flash;</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;">Un altro punto, un poâ€™ malizioso, mi Ã¨ sopraggiunto alla mente: questa â€œrivoluzioneâ€ non potrebbe essere una <strong>semplice ma quanto mai efficace promozione per Adobe che</strong>, grazie ai Motori di Ricerca, <strong>conquisterebbe nuove quote di mercato?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando Ti Converto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 20:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[In molti pensano che convertire un visitatore non sia altro che vendergli qualcosa. Invece non Ã¨ proprio cosÃ¬: convertire significa far raggiungere un determinato obiettivo studiato nei dettagli per poter avere un valore immediato e/o futuro: i classici esempi oltre alla vendita, sono la compilazione di Form, Richieste di Contatto, Richieste di Preventivo, Iscrizione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" title="Valutare le Conversioni in Base agli Obiettivi da Raggiungere" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/39.jpg" alt="Definire le Conversioni" width="300" height="282" />In molti pensano che    <strong>convertire un visitatore</strong> non sia altro che vendergli qualcosa. Invece non Ã¨ proprio cosÃ¬: convertire significa far raggiungere un determinato obiettivo studiato nei dettagli per poter avere un <strong>valore immediato e/o futuro</strong>: i classici esempi oltre alla vendita, sono la compilazione di Form, Richieste di Contatto, Richieste di Preventivo, Iscrizione alla Newsletter e pochi altri.Ma possiamo ritenere di aver <strong>ottenuto una conversione</strong> anche quando abbiamo un <strong>visitatore di ritorno</strong>?</p>
<p>In teoria si! Se il nostro <strong>obiettivo </strong>era quello di farlo tornare, abbiamo ottenuto una conversione. Come facciamo a capire quando si tratta di definire una certa azione, il raggiungimento di un obiettivo?<span id="more-977"></span></p>
<p>Innanzitutto tutto puÃ² essere percepito come &#8220;<strong>azione</strong>&#8221; in base a quello che vogliamo raggiungere. Proviamo a fare un breve Brainstorming per capire come muoverci. Rispondi a queste due domande:</p>
<ul>
<li><em><strong>PerchÃ© l&#8217;azienda ha voluto il sito?</strong></em></li>
<li><em><strong>Quali sono gli obiettivi che l&#8217;azienda vuole raggiungere con il sito?</strong></em></li>
</ul>
<p>Per la prima domanda le risposte possono essere molto varie e spesso anche vaghe, in quanto si potrebbe aver messo in piedi un sito web completo di tutto, ma      <strong>senza un obiettivo specifico</strong>, magari solo perchÃ© il nostro concorrente ne ha uno, e noi non potevamo essere da meno, oppure perchÃ© siamo una grossa azienda e il sito ci sta bene, o ancora perchÃ© vogliamo che i nostri clienti siano sempre aggiornati sulle news dell&#8217;azienda.</p>
<p>Anche se chiarire      <strong>le motivazioni per aver investito un determinato budget in un azione di comunicazione doveva essere fatto prima</strong> della messa online del progetto, una soluzione Ã¨ ancora possibile: mettiti a tavolino con i tuoi responsabili e colleghi e chiarite il motivo per cui il sito Ã¨ stato creato. Non vergognarti se alla fine, a questa domanda l&#8217;unica risposta che ne Ã¨ venuta fuori Ã¨ proprio quella di &#8220;invidia&#8221; nei confronti del vicino concorrente: siete in competizione e tutte le motivazioni sono valide, peccato solo che <strong>lo strumento non Ã¨ stato utilizzato nel massimo delle sue potenzialitÃ </strong>.</p>
<p>Ora che avete trovato un motivo, rispondete alla seconda domanda, cercando di capire gli <strong>obiettivi che volete raggiungere con il sito</strong>: ma attenti a non errare proprio in questo punto! E&#8217; ovvio che in quanto azienda il vostro (giustissimo) fine ultimo Ã¨ quello di <strong>vendere il piÃ¹ possibile</strong>, ma non Ã¨ detto che questo sia anche l&#8217;<strong>obiettivo del vostro sito</strong>! In base alle motivazioni per cui lo avete messo in piedi, dovete trovare il collegamento con quello che deve fare.</p>
<p>Immaginiamo che il sito sia stato creato con l&#8217;obiettivo di informare i clienti e visitatori delle ultime novitÃ  relativamente ai prodotti, agli accordi commerciali, ecc&#8230;      <strong>Quale Ã¨ l&#8217;azione migliore da far compiere all&#8217;utente per poter raggiungere la tanto desiderata conversione?</strong> Alcune soluzioni possono essere: registrazione alla Newsletter, iscrizione ad un Feed, ricezione per via telematica e non di informazioni commerciali, ecc&#8230;</p>
<p>A questo punto non devi fare altro che tornare di nuovo sul sito e vedere se <strong>tale obiettivo Ã¨ previsto e qual&#8217;Ã¨ il grado di difficoltÃ  per raggiungerlo</strong>: solo il fatto che in una qualche pagina ci sia un anonimo box dove un utente puÃ² inserire la sua mail, non Ã¨ sufficiente che questa diventi una valida occasione per iscriversi.</p>
<p>Puoi creare quindi una pagina ad hoc, sfruttando anche le      <strong>Landing Page</strong>, pagine di atterraggio, generalmente utilizzate per far compiere determinate azioni ai navigatori, su cui scrivere <strong>i vantaggi</strong> che sono a disposizione per coloro che si registrano: notizie in tempo reale, occasioni e promozioni, servizio di assistenza, prioritÃ  nel supporto tecnico degli utenti registrati, ecc&#8230;</p>
<p><em>Ed ora, compiti per casa: per un sito di un ristorante, quali procedure possiamo attuare per avere una conversione? </em><em>A te trovare la soluzione a questo dilemma&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Long Tail ed il Valore del Traffico</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 19:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Le statistiche indicano molte visite al nostro sito pervenute da ricerche effettuate dai navigatori nei motori di ricerca. Alcune volte queste ricerche non hanno nulla a che vedere con il nostro sito eppure anche queste vanno a formare il traffico nel suo complesso: in questo post cerchiamo di capire come devono essere considerate queste visite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" title="Come valutare la Long Tail" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/29.jpg" alt="Considerazioni sulla Long Tail" width="300" height="224" />Credo e soprattutto spero che la maggior parte di chi ha un sito web di qualsiasi tipo e per qualsiasi utilizzo, abbia anche un<strong> minimo sistema statistico </strong>che segnali almeno<strong> </strong>qualche dato tra cui il numero di <strong>visitatori unici</strong>, le <strong>pagine piÃ¹ viste</strong>, i <strong>back link</strong> (link in entrata), i siti referenti, e le <strong>ricerche effettuate</strong> dagli utenti che sono entrati nel nostro sito, che andrÃ  a creare la <strong><a title="La lista di tutte le parole chiave ricercate forma la Long Tail" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Long_Tail#Coda_lunga_ed_economia_del_web" target="_blank">Long Tail</a></strong>, la lista delle parole chiave che un visitatore ha inserito nel box di ricerca di un motore di ricerca nella cui Serp risultante Ã¨ comparso il mio sito.<span id="more-967"></span></p>
<p>Proprio oggi stavo facendo un controllo di tutte le chiavi e frasi di ricerca utilizzate dai navigatori che, cercando nei vari motori, hanno trovato il mio blog: stavo appunto controllando la mia Long Tailâ€¦<br />
Ed Ã¨ da questo controllo approfondito che <strong>ho scoperto delle ricerche assurde per cui inizialmente non mi spiegavo il motivo per cui un sito che tratta di internet, marketing, motori di ricerca, e argomenti simili possa comparire</strong> ad utenti che ricercano cose che non centrano proprio nulla con questo contestoâ€¦</p>
<p>Sono quindi <strong>passato a controllare di persona ogni singolo risultato</strong> &#8220;strano&#8221; ed effettivamente il mio sito Ã¨ tra le prime posizioni o comunque nelle prime pagine (probabilmente alcune ricerche sono state effettuate diverso tempo fa, quindi qualche posizione non risultava piÃ¹ reale): <strong>le frasi stravaganti che avevo utilizzato nei miei post per descrivere e spiegare alcuni concetti magari un po difficili o per fare esempi, sono diventate fonte di traffico per il sito</strong>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Quanto questo <strong>traffico</strong> Ã¨ per me <span style="color: #008000;"><strong>importante</strong></span>? Come lo devo considerare? Non lo considero, Ã¨ un semplice valore che alza un <span style="color: #000000;">contatore</span>, <strong><span style="color: #008000;">effettivo valore</span></strong> per il Blog, oppure Ã¨ un <strong><span style="color: #008000;">costo</span></strong>?</span></p>
<p>Se esso sia da considerare di valore non lo si puÃ² dire con certezza, dipende molto dalla tipologia di sito e dalla ricerca effettuata, ma sicuramente, <strong>se dovessi effettuare degli studi per capire quali argomenti interessano di piÃ¹ ai miei visitatori, queste ricerche non farebbero parte integrante del progetto</strong>. <strong>Diventerebbe quindi un costo</strong>, che per piccoli numeri potrebbe essere superfluo o comunque trascurabile, mentre con un alto volume di traffico esso andrebbe ad assume una grande importanza, <strong>sia in termini di banda (e quindi costo) che di ricavi che sicuramente portano a mancati guadagni</strong>, siano risultanti in vendite di prodotti e servizi oppure di spazi pubblicitari.</p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>Quanto la vostra Long Tail Ã¨ attinente con il vostro sito?</strong></span><strong> <span style="color: #008000;">E sopratutto che valore gli date?</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Corso Avanzato di Web Marketing</title>
		<link>http://soragni.it/web/corso-avanzato-di-web-marketing.html</link>
		<comments>http://soragni.it/web/corso-avanzato-di-web-marketing.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 12:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.soragni.it/blog/2007/11/27/corso-avanzato-di-web-marketing/</guid>
		<description><![CDATA[Il riassunto del Corso di Web Marketing, tenuto a Milano il 21, 22, 23 Novembre 2007, con docente Enrico Madrigrano di Madri Internet Marketing. Il gli argomenti principali sono stati: Posizionamento nei Motori di Ricerca, PubblicitÃ  On-Line, Mail Marketing. Molte informazioni e spunti interessanti per quanto riguarda i test da effettuare e il tracciamento dei visitatori, attraverso sistemi di Web Tracking.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un corso</strong> di otto ore al giorno, per tre giorni consecutivi per  un totale di 24 ore al Star Hotel Business Palace di Milano <strong>per parlare di <a href="http://www.madri.com/corso1/">Web Marketing</a></strong>: questo il mio  appuntamento la settimana scorsa per il corso <strong>intitolato â€œ<em>Corso Avanzato di Web Marketing: Tecniche e Strategie avanzate di Posizionamento sui Motori di Ricerca, Email Marketing, PubblicitÃ  on-line e Web Tracking</em>â€</strong> organizzato da <a href="http://www.madri.com/">Madri Internet Marketing</a>, fautrice tra lâ€™altro  di uno dei <a href="http://www.internet-marketing.it/">corsi di Web Marketing on-line  gratuiti</a> piÃ¹ conosciuti in rete: tenuto da Enrico Madrigrano le tre giornate, da mercoledÃ¬ 21 a giovedÃ¬ 23 novembre sono state intense in tutti gli aspetti.</p>
<p><strong>Gli argomenti</strong> sono stati suddivisi nelle Macro Aree <strong>Motori  di Ricerca, PubblicitÃ  On-Line e Mail Marketing</strong>: ogni materia Ã¨ stata oggetto di una giornata, permettendo un approfondimento sufficiente e ne ha permesso la comprensione sia agli operatori presenti che partivano con alcune conoscenze di base, ma anche per coloro che non conoscevano alcun concetto.<span id="more-963"></span></p>
<p><strong>Primo Giorno: <em>Motori di Ricerca</em></strong><br />
Introdotti dalla spiegazione di cosa e <strong>quali sono i Motori  di Ricerca e Directory</strong> principali, siamo passati a capirne le<strong> logiche di  funzionamento</strong>, dai protagonisti automatizzati (Spider) a quelli piÃ¹ umani (Quality  Raters). Step successivo sono state le diverse <strong>tecniche di posizionamento</strong>, anche attraverso esempi pratici reali lâ€™ottimizzazione base di una pagina web ad alcuni trucchi per migliorare il lavoro del nostro sito nei motori di ricerca:  <strong>analisi della concorrenza, delle parole strategiche, ottimizzazione delle pagine, con tecniche White ma anche Black Hat, strategie di Linking</strong> per aumentare la popolaritÃ  e non solo.  Un discreto spazio lo hanno avuto anche le Pagine <strong>Doorway</strong>, <strong>Welcome</strong> e <strong>Landing</strong>, specificando  il metodo di utilizzo ottimale per diminuire i rischi e problemi che possono  generare, quali <strong>Penalizzazioni e Banning</strong>. Diverso spazio Ã¨ stato lasciato, oltre  al <strong>Page Rank</strong>, famoso algoritmo creato da Google per segnalare la popolaritÃ  di  una pagina web, anche al <strong>Trust Rank</strong>, ancora non ufficializzato dal Motore di  Ricerca, ma che <span style="text-decoration: line-through;">sarÃ </span> (Ã¨) il futuro del posizionamento.</p>
<p><strong>Secondo Giorno: <em>PubblicitÃ  On-Line</em></strong><br />
Sono stati affrontati argomenti piÃ¹ vicini al marketing:<strong> tipologie delle pubblicitÃ , i formati, la pianificazione di una campagna  pubblicitaria on-line</strong> attraverso i diversi sistemi di Pay per X, con tanto di  <strong>analisi dei costi e risultati</strong>. Anche qui non sono mancati curiositÃ  e consigli, soprattutto nellâ€™analisi dei costi e nella selezione della campagna migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati. <strong>Con lâ€™introduzione del concetto di Pianificazione, unâ€™importante segnalazione va al concetto di Most Wanted Response (MWR), ovvero lâ€™obbiettivo finale che si vuole far raggiungere</strong> al  nostro utente che visita la pagina. <strong>Argomento interessante</strong> della seconda  giornata <strong>Ã¨ stato il Web Tracking</strong>, strumento che permette di seguire gli utenti nelle loro azioni durante la navigazione e che se utilizzato in modo appropriato <strong>permette di modificare di volta in volta le strategie attuabili per  aumentare le conversioni</strong>. Consiglio fondamentale a questo proposito Ã¨ stato quello  relativo ai <strong>Split Test, ovvero lo studio di pagine diversificate solo per alcune componenti, che permettono di calcolare quale Ã¨ migliore nel raggiungere le conversioni.</strong></p>
<p><strong>Terzo Giorno: <em>E-Mail Marketing</em></strong><br />
Giornata incentrata al <strong>Mail Marketing</strong>, analizzandone gli elementi fondamentali e procedendo quindi a valutare diversi casi di messaggi pubblicitari per comunicazioni specifiche. <strong>Sono state studiate le differenze  tra Newsletter, Mailing List e Direct Mailing</strong>, focalizzandoci sulle caratteristiche principali su cui basarci per stabilire in quale delle tre tipologie la nostra campagna deve essere rivolta, per ottenere i risultati migliori. Anche in questo caso, lo studio di campagne effettivamente avvenute e lo studio di messaggi realmente inviati, hanno completato la giornata, permettendo di capire meglio come anche piccole modifiche possano portare a risultati nettamente differenti.</p>
<p><strong>Le tre giornate sono state organizzate alla perfezione</strong>, a partire naturalmente dal docente, Enrico, che ha anche in questo caso saputo farsi valere (â€œma allora Ã¨ vero quello che dicono in giroâ€¦ lavori veramente nel Web Marketingâ€¦ <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ), proseguendo con la collaborazione multimediale durante il corso di Alvise Callegari nonchÃ© firma di tutte le mail informative ricevute, e di altre persone tra cui Elisabetta (di cui non ricordo il cognomeâ€¦ se leggi questo post fammi sapere che lo aggiorno <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) che ringrazio anche questa volta per la pazienza avuta nei miei confrontiâ€¦</p>
<p><strong>Buon Lavoro a tutti, Docenti, Collaboratori, Alunni  compresi!</strong></p>
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