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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Pubblicita</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Sponsorizzazioni: Il Caso Remax nel Golf</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sponsorizzazioni nelle gare sportive Ã¨ famosa e molte aziende, sopratutto internazionali, utilizzano lo sport per promuovere la propria immagine per incrementare il riconoscimento del proprio brand]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black;" title="La sponsorizzazione Remax nel Golf" src="http://www.marketingjournal.it/wp-content/uploads/2010/05/pallina-golf-logata-remax.jpg" alt="" width="174" height="182" />Leggo via <a title="Remax Sponsor del Golf" href="http://www.marketingjournal.it/remax-punta-golf-dopo-formula-sci-unaltra-sfida-sportiva-remax-italia/" target="_blank">MarketingJournal </a>che il network immobiliare Re/Max inizierÃ  una <span style="color: #000080;"><strong>sponsorizzazione</strong></span> nelle gare di Golf organizzate dall&#8217;Associazione Assigolf.com.</p>
<p>La <span style="color: #000080;"><strong>sponsorship nelle gare sportive</strong></span> Ã¨ famosa e molte aziende, sopratutto internazionali, utilizzano lo sport per <span style="color: #000080;"><strong>promuovere la propria immagine</strong></span> ed incrementare cosÃ¬ il riconoscimento del brand.</p>
<p>Non a caso, Ã¨ famosa Red Bull che p solita sponsorizzare tutte gli sport estremi (collegati anche al volo, di cui fa largo uso nei suoi spot pubblicitari).</p>
<p>Provando ad immaginare il motivo per cui un importante network immobiliare decida di investire nel Golf, ho provato ad immaginare il <span style="color: #000080;"><strong>target di utenza</strong></span> che potenzialmente pratica/segue questo sport.</p>
<p>Nel mio immaginario (ma forse ho una visione contorta della realtÃ ) il Golf Ã¨ uno sport d&#8217;elite praticato da imprenditori, uomini d&#8217;affari, o che comunque abbiano in qualche modo disponibilitÃ  economiche superiori alla media.</p>
<p>Magari sbaglio e sono condizionato dai film in cui il grande magnate multimilionario gira con la sua car negli ampi spazi verdi dedicati a questo sport, eppure l&#8217;idea che sia uno sport dedicato a pochi selezionati mi rimane: questa sponsorizzazione va a colpire esattamente un target ben definito ed in grado di far rientrare velocemente l&#8217;azienda nel suo <span style="color: #000080;"><strong>investimento</strong></span>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>Che ne pensi?</strong></em></span></p>
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		<title>Impression vs Share: il Costo della Visualizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le impression, ovvero il numero di volte che un dato elemento (esso sia un banner, un link, un video, una pagina web) viene visualizzato. In questo caso stiamo parlando specificatamente di visualizzazioni di elementi presenti in internet, nello specifico di siti web. Lo share Ã¨ la percentuale di persone che visualizzano in una determinata fascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-525" title="Il Costo delle Visualizzazioni" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//296200_meter.jpg" alt="Il Costo delle Visualizzazioni" width="300" height="126" />Le <strong>impression</strong>, ovvero il numero di volte che un dato elemento (esso sia un banner, un link, un video, una pagina web) viene visualizzato. In questo caso stiamo parlando specificatamente di <em><strong>visualizzazioni </strong></em>di elementi presenti in internet, nello specifico di siti web.</p>
<p>Lo <strong>share </strong>Ã¨ la percentuale di persone che visualizzano in una determinata fascia oraria, un passaggio televisivo, radiofonico, o di strumenti di comunicazione similari. Anche in questo caso, la percentuale puÃ² trasformarsi molto semplicemente in un numero reale di <em><strong>Visualizzazioni</strong></em>.</p>
<p>In entrambi i casi il concetto di fondo Ã¨ che c&#8217;Ã¨ una persona che vede un elemento, generando cosÃ¬ una <strong>visualizzazione</strong>. Il <em><strong>costo di un passaggio</strong></em> pubblicitario in Tv Ã¨ tendenzialmente molto superiore rispetto ad un passaggio (visualizzazione) online.</p>
<p><span style="color: #008000;">La domanda Ã¨ quindi: perchÃ© <em>a paritÃ  di visualizzazioni</em> di un messaggio pubblicitario, <strong>il costo di uno &#8220;spot&#8221; Ã¨ maggiore nei media tradizionali rispetto ad internet?<span id="more-519"></span></strong></span></p>
<p><em>Pensando, ho ricavato alcune teorie, che vorrei condividere con voi e riceverne quindi un vostro feedback:</em></p>
<ol>
<li><strong>Copertura del mezzo:</strong> credo che ormai la televisione non abbia <em><strong>problemi di copertura</strong></em>, cosa che internet invece ha ancora (almeno in Italia). In questo senso, il potenziale di visualizzazione Ã¨ molto maggiore sulla televisione rispetto ad un sito/portale web</li>
<li><strong>Grado di InterattivitÃ  dell&#8217;utente: </strong>Sul web l&#8217;utente Ã¨ <em><strong>padrone della propria scelta</strong></em> di cosa guardare. In televisione invece no, in quanto se guardi uno spot pubblicitario sei costretto a vedere <em><strong>solamente quello.</strong></em> Il <em><strong>valore di ogni visualizzazione</strong></em> Ã¨ quindi inferiore</li>
<li><strong>Numero di Canali:</strong> La televisione ha un <em><strong>numero limitato di </strong><strong>canali televisivi </strong></em>(seppur in continua crescita). In questo modo, seppur i numeri di visualizzazione siano mediamente piÃ¹ alti nella televisione, la <em><strong>suddivisione di questi utenti</strong></em> avviene per un numero di trasmissioni nettamente inferiori rispetto al web: se ipoteticamente stimiamo 100 canali televisivi, ma di cui i numeri maggiori li fanno al massimo una decina, su internet esistono almeno migliaia e migliaia di possibilitÃ  di siti e portali</li>
<li><strong>VelocitÃ  di Usufruizione dello strumento:</strong> La televisione Ã¨ molto <em><strong>statica come utilizzo</strong></em>, mentre internet ha un <em><strong>grado di velocitÃ  molto elevato</strong></em> nello spostamento di un utente da un elemento ad un altro, da un sito ad un altro</li>
<li><strong>Numero di informazioni presenti:</strong> collegato al punto precedente, se guardiamo una trasmissione televisiva, siamo <em><strong>monopolizzati </strong></em>da essa. Non abbiamo disturbi esterni che possano confonderci (stessa cosa quindi anche per lo spot televisivo). Viceversa, su internet, le informazioni presenti in un sito sono <em><strong>molteplici </strong></em>e con gradi di <em><strong>attirare l&#8217;attenzione</strong></em> differenti l&#8217;uno dall&#8217;altro</li>
</ol>
<p>Al contempo, tuttavia, <em><strong>internet </strong></em>ha la possibilitÃ  di</p>
<ul>
<li><strong>Targhetizzare gli utenti</strong> ed evolvere il grado di informazioni ricevute per migliorare e rendere sempre piÃ¹ la <em><strong>pubblicitÃ  mirata</strong></em> coerentemente con gli interessi del singolo</li>
<li><strong>Catturare l&#8217;attenzione</strong> dell&#8217;utente anche se sta guardando altre informazioni</li>
<li><strong>Tracciare il singolo utente</strong> ed accompagnare la sua navigazione per quello che ricerca, riuscendo ad anticipare in alcuni casi i <em><strong>bisogni inespressi</strong></em> dello stesso navigatore</li>
<li><strong>Contestualizzare </strong>la pubblicitÃ  per i contenuti del sito, creando valore aggiunto per coloro che la visualizzano</li>
</ul>
<p><span style="color: #008000;">Per questi ed altri motivi <em>prevedo </em>che <strong>il costo della pubblicitÃ  su internet aumenterÃ </strong> nel prossimo futuro, non solo in relazione al continuo <em><strong>aumento di operatori</strong><strong>, aziende ed utenti</strong></em> che vi entrano, ma anche al <strong>grado di specificitÃ </strong> che possiamo avere nei confronti dei nostri stessi utenti.</span></p>
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		<title>AdSense: PubblicitÃ  Mirata vs Contestualizzata</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 07:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AdSense ha sempre lavorato alla pubblicitÃ  contestualizzata, ovvero alla tematizzazione degli annunci degli inserzionisti del circuito a seconda delle tematiche del sito/pagina. Ora lo spostamento sta avvenendo a favore esperienza di navigazione dell'utente, ovvero PubblicitÃ  Mirata che fornisce annunci pubblicitari secondo costumi, materie di interesse, esigenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-435" title="La PubblicitÃ  Mirata di Google AdSense" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//google-adsense1.gif" alt="La PubblicitÃ  Mirata di Google AdSense" width="150" height="58" />AdSense </strong>ha sempre lavorato alla <strong>pubblicitÃ  contestualizzata</strong>, ovvero alla <em>tematizzazione </em>degli annunci degli inserzionisti del circuito a seconda delle <strong>tematiche del sito/pagina</strong>. Ora lo spostamento sta avvenendo a favore esperienza di navigazione dell&#8217;utente, ovvero <strong>PubblicitÃ  Mirata</strong> che fornisce annunci pubblicitari secondo costumi, materie di interesse, esigenze, ecc&#8230;</p>
<p>In pratica, gli annunci non sono piÃ¹ visualizzati solo sui <em><strong>contenuti del sito</strong></em>, ma anche dalle <em><strong>preferenze dell&#8217;utente</strong></em>, raccolte in base allo <em>storico delle ricerche</em>, <em>navigazione </em>ed <em>azioni dirette</em> effettuate.</p>
<p><span id="more-429"></span><a title="Il dubbio di Marco Ziero" href="http://twitter.com/marcoziero/status/1321230897" target="_blank">In una discussione</a> con <a title="Il sito di Marco Ziero" href="http://www.marcoziero.it">Marco Ziero</a> poneva il dubbio dei siti che utilizzano AdSense per avere un guadagno, chiamati <strong>Made of AdSense</strong>: togliendo da queste considerazioni quei siti che si avvicinano allo <em>spam</em>, vi sono molti altri siti che invece <strong>raccolgono traffico per la qualitÃ  dei contenuti scritti</strong> e che utilizzano il sistema di Advertising di Google come mezzo di guadagno.</p>
<p><strong>Questo cambiamento porta un vantaggio o uno svantaggio per questa tipologia di siti?</strong> Secondo me tutto dipende dall&#8217;importanza che viene data ai <em><strong>due parametri</strong></em>, <strong>utente </strong>e <strong>contenuto</strong>.</p>
<p>Se il sistema &#8220;<strong>PubblicitÃ  Mirata</strong>&#8221; di Google AdSense viene <em>integrato </em>nel sistema di contestualizzazione, avremo annunci coerenti con il contenuto ma orientati all&#8217;utente. <em>Viceversa</em>, se la pubblicitÃ  mirata avrÃ  la meglio sul <strong>contenuto del sito</strong>, gli annunci in esso visualizzati potranno essere completamente discordanti dalle tematiche del sito.</p>
<p>Il mio parere Ã¨ che google cerca di <strong>coprire il GAP</strong> tra esigienze differenti:</p>
<ul>
<li>quella del <em><strong>Webmaster/Cliente</strong></em>: <em>guadagnare</em> il piÃ¹ possibile, lavorando il meno possibile</li>
<li>quella dell&#8217;<em><strong>Utente</strong></em>: <em>trovare contenuti e risposte concrete </em>alle sue preferenze, esigenze e bisogni</li>
<li>quella di <em><strong>Google</strong></em>: implementare nuovi sistemi che permettano di <em>raggiungere il maggior numero di click</em> (e quindi guadagno)</li>
</ul>
<p><em>Non ritroveremo piÃ¹ i casi</em> quindi che per i siti che parlando di un dato argomento hanno advertising che trattano di tutt&#8217;altro, ma l&#8217;<strong>incontro tra contenuto ed utente</strong> permetterÃ  di avere per tutti e tre i soggetti chiamati in causa il <em><strong>raggiungimento dei relaviti obiettivi</strong></em>.</p>
<p>In fondo, <em>quello che porterÃ  a cliccare l&#8217;utente sugli annunci</em>, Ã¨ l&#8217;<strong>evoluzione nel tempo del suo stesso bisogno</strong> e che, grazie ai contenuti offerti dai siti e dagli algoritmi di Google, riuscirÃ  a dare risposta.</p>
<p><em><strong>Sei d&#8217;accordo su quanto da me iptizzato?</strong></em></p>
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		<title>Ban dell&#8217;Auto-Promozione Aziendale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 11:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In un mondo in cui tutte le aziende sono tutte leader nel loro settore, capaci di creare soluzioni ai problemi di ognuno di noi, in cui â€œtutto gira attorno a teâ€, non possiamo che pensare che câ€™Ã¨ qualcosa che non va! Fino a prova contraria, uno solo puÃ² arrivare primo, non tuttiâ€¦]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/36.jpg" alt="" width="300" height="205" />In un mondo in cui tutte <strong>le aziende sono tutte leader</strong> nel loro settore, capaci di <strong>creare soluzioni</strong> ai problemi di ognuno di noi, in cui â€œtutto gira attorno a teâ€, non possiamo che pensare che câ€™Ã¨ qualcosa che non va! Fino a prova contraria, <strong>uno solo puÃ² arrivare primo</strong>, non tuttiâ€¦</p>
<p>Vorrei sapere qual Ã¨ il mio vantaggio, il mio valore aggiunto da povero consumatore indeciso negli acquisti, a sapere che tu, azienda, sei la migliore nel campo della produzione di acqua naturale in bottigliaâ€¦ cosa câ€™Ã¨ da essere leader a prendere dellâ€™acqua e metterla in una bottiglia, che tra le altre cose non produci nemmeno, ma le acquisti da unâ€™altra <strong>azienda leader</strong> <strong>nella produzione</strong> di bottiglie?<span id="more-974"></span></p>
<p><strong>Crisi di creativitÃ ?</strong> Abbiamo bisogno di <strong>idee innovative</strong> ma il nostro dipendente sottopagato non Ã¨ riuscito a tirare fuori altro che siamo lâ€™azienda migliore dellâ€™universo? Oppure sei tu titolare e manager che vuoi sentirti dire che sei il the best? Se Ã¨ cosÃ¬, allora, complimenti, sei arrivato primo! Lâ€™uscita Ã¨ da quella parte!</p>
<p>Dal mio fidato vocabolario apprendo che la <strong>PubblicitÃ </strong> Ã¨ â€œlâ€™<strong>attivitÃ  diretta a far conoscere lâ€™esistenza di un prodotto o servizio e a incrementarne il consumo e lâ€™uso</strong>â€.</p>
<p>Ho provato a leggere e rileggere piÃ¹ volte tale definizione, ma non riesco proprio a vedere il termine <strong>â€œAziendaâ€</strong>: a questo punto, due sono le soluzioni: o il mio vocabolario Ã¨ impreciso, ed il problema lo risolviamo facilmente con lâ€™aquisto di un volume nuovo, oppure il problema Ã¨ leggermente piÃ¹ grave e a cambiare devono essere le aziende, i loro dirigenti o almeno la mentalitÃ  di entrambi.</p>
<p>Ad una persona non interessa molto che siamo i migliori, perchÃ© <strong>non câ€™Ã¨ miglior modo di esserlo che dimostrarlo</strong>: certo, qui entrano in gioco discorsi di <strong>Brand Name</strong> e <strong>Brand Identity</strong>, ma se il nostro obiettivo non Ã¨ farci conoscere come Marchio, ma <strong>vendere un prodotto o servizio</strong> che sia, non sprechiamo i nostri costosissimi 30 secondi di spot che televisione e radio ci mettono a disposizione o quella manciata che ci dedicano i lettori di giornali e riviste: <strong>parliamo del prodotto, dei vantaggi, soluzioni a problemi, miglioramento della vita, ottimizzazione del tempo e degli investimenti, soddisfacimento di bisogni</strong>, eccâ€¦</p>
<p><em>Lâ€™auto-promozione, se non strettamente necessaria perchÃ© facente parte del sistema di produzione o delle caratteristiche dei prodotti, lasciamola alle presentazioni aziendali, non ai clientiâ€¦</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come funziona la PubblicitÃ : Intervista a Marco de Domenico</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Speaker Pubblicitario Professionista, Televisivo e Radiofonico. Questa la presentazione di Marco De Domenico a cui ho voluto fare alcune domande e ne Ã¨ uscita un'intervista: scopriamo piÃ¹ da vicino un mondo pubblicitario che sentiamo e vediamo ogni giorno, ma di cui forse non conosciamo perfettamente i segreti e le particolaritÃ .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="img alignleft" title="Marco de Domenico, Speaker Pubblicitario Radiofonico e Televisivo Professionista" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/35.jpg" alt="Marco de Domenico, Speaker Pubblicitario Radiofonico e Televisivo Professionista" width="400" height="282" />Ho avuto la fortuna di conoscere <a title="Marco de Domenico, Speaker Professionista" href="http://www.marcodedomenico.com/" target="_blank">Marco de Domenico</a>, uno speaker famoso radiofonico e televisivo, proprio grazie all&#8217;apertura di questo mio blog. E conoscendolo un po, anche attraverso il suo <a title="Migliora l'uso della Tua Voce" href="http://www.usalavoce.it" target="_blank">Blog </a>e ascoltandolo nei vari spot pubblicitari che sono andati on-air, Ã¨ nata l&#8217;idea di un&#8217;intervista. L&#8217;idea di fondo era capire cos&#8217;Ã¨ e come funziona un po&#8217; questo mondo, come funzionano le pubblicitÃ  principalmente radiofoniche ma anche televisive, il marketing, il lavoro che c&#8217;Ã¨ dietro&#8230; insomma conoscere la pubblicitÃ  vista da chi ci lavora dentro!</em></p>
<p><em>Ti lascio quindi all&#8217;intervista, spero sia di tuo gradimento. Ti informo che Marco Ã¨ a disposizione nel caso volessi fare qualche domanda che ti interessa particolarmente, ma che non Ã¨ stata fatta. Buona Lettura!</em><span id="more-973"></span></p>
<p><strong>Da quanto ho capito leggendo il tuo blog, la tua passione/lavoro da speaker Ã¨ rappresentata principalmente dalla radio&#8230; quando il colpo di fulmine e grazie a cosa?</strong><br />
Non potevo avere piÃ¹ di sei anni, quando mio papÃ  mi regalÃ² una radio. Era una Brionvega arancione, il famoso modello &#8220;cubo&#8221;, oggetto di design oggi molto ambito. La conservo ancora, Ã¨ qui nella mia sala di incisione, Ã¨ un po&#8217; la mia stella polare. L&#8217;innamoramento per la radio cominciÃ² allora, e non si Ã¨ mai fermato. Mio nonno era marconista in Marina, durante la Guerra. Mi ha trasmesso tanto della sua passione sconfinata per la radiotecnica. A 14 anni mi hanno comprato un CB, il passo successivo Ã¨ stato diventare radioamatore. Ero forse il piÃ¹ giovane radioamatore d&#8217;Italia, ho violato ogni legge a riguardo. L&#8217;idea che io parlo qui, e la mia voce si sente fino a lÃ¬, ancora oggi mi mette i brividi. La radio Ã¨ una magia, e la magia non si puÃ² spiegare, proprio come le barzellette.</p>
<p><strong>Hai effettuato anche programmi televisivi in qualitÃ  di voce ufficiale: cosa ti hanno trasmesso queste esperienze e cosa non ha funzionato rispetto alla radio?</strong><br />
Dipende. Sono stato per un anno, nel 2000, una delle voci IN DIRETTA su Italia Uno. Fu un&#8217;esperienza magnifica, per un anno ho trasmesso in diretta in TV esattamente come alla radio. Per quest&#8217;esperienza ringrazio ancora oggi Antonio Visca che allora mi scelse insieme agli altri miei colleghi. Oggi Antonio edita una rivista che si chiama Telefilm Magazine. Ovviamente io sono la voce degli spot di TF Magazine che passano in radio e in TV. Sono la voce ufficiale di Nickelodeon, tv per ragazzi su Sky, canale 604, esercita da MTV. E&#8217; bellissimo, lavoro con loro oramai da 4 anni, da quando sono partiti. Mi trovo benissimo, a MTV si respira un&#8217;aria scanzonata che a me piace molto. E in realtÃ  funziona tutto benissimo, tv e radio per quanto mi riguarda sono belle uguale eppure profondamente diverse.</p>
<p><strong>Cosa ti viene richiesto quando effettui spot pubblicitari?</strong><br />
Mi viene richiesto di essere bravo a vendere. PerchÃ© il fine primo (e ultimo) Ã¨ quello.</p>
<p><strong>Come ti poni con la voce rispetto al brand/prodotto?</strong><br />
La voce si plasma sul prodotto che si vende o sul brand da pubblicizzare. Un bravo doppiatore pubblicitario ha sempre in mente questa regola fondamentale. Non sarebbe giusto fare di testa propria, meglio lasciarsi raccontare bene dai creativi a chi si rivolge il prodotto. Il target di riferimento Ã¨ importante, sennÃ² Ã¨ facile sbagliare. Io mi sforzo sempre di sintonizzare la mia voce in base alla situazione, e di norma mi riesce piuttosto bene. E&#8217; anche una questione di esercizio.</p>
<p><strong>Quanto lo speaker deve essere in sintonia con il marchio e quindi prodotto che pubblicizza? Solo Tecnica o anche Passione?</strong><br />
Senza passione non accenderei nemmeno il mio impianto audio di registrazione. E&#8217; elemento imprescindibile, il cardine attorno al quale ruota il mio mondo. La tecnica Ã¨ importante, perchÃ© senza non si puÃ² lavorare. Chi vuole diventare un pittore prima impara le tecniche che occorrono per dipingere, e poi (se si Ã¨ fortunati) subentra l&#8217;intuizione e l&#8217;arte. A noi speaker ci chiamano &#8220;artisti&#8221;, e io glielo lascio credere volentieri!</p>
<p><strong>Quanta libertÃ  hai nell&#8217;interpretazione e nei testi di uno spot?</strong><br />
Dipende. Se incido un piccolo spot diffuso su una radio locale, l&#8217;interpretazione e tutto il resto li gestisco personalmente. Si tratta di produzioni a scarsa diffusione, il cliente di norma non ha pretese, quindi io faccio tutto. Spesso ne scrivo il testo, lo incido (dopo almeno averlo fatto approvare) e lo accoppio con le basi musicali. Mi ritengo bravino anche nella parte di tecnico del suono, mi piace molto.<br />
Sulle produzioni nazionali Ã¨ tutto diverso, diametralmente opposto. Il doppiatore pubblicitario non decide quasi nulla, si Ã¨ pagati (profumatamente) per fare quel che ci si dice di fare. Nelle produzioni nazionali lo speaker di norma non ha alcun potere sul testo, se non qualche minuscolo, impercettibile aggiustamento.</p>
<p><strong>Quali sono i punti di forza di una pubblicitÃ  radiofonica rispetto agli altri media?</strong><br />
Costa poco rispetto alla TV. E&#8217; fruibile in luoghi dove la tv non arriva (in macchina, in ufficio, in fabbrica, nei locali). Normalmente Ã¨ piÃ¹ creativa, perchÃ© relativamente svincolata dai clichÃ¨ classici degli spot TV, Ã¨ spesso piÃ¹ paradossale, ultimamente anche sarcastica, irriverente, pungente. Gli spot radio a me piacciono di piÃ¹. Ma in franchezza non credo che si venda bene come con la tv. Quanto agli altri media ora c&#8217;Ã¨ il web, il vero &#8220;winner&#8221; del 2007, a livello pubblicitario.</p>
<p><strong>E quali sono le debolezze della pubblicitÃ  radiofonica?</strong><br />
Secondo me il grado di attenzione all&#8217;ascolto Ã¨ scarsissimo, ma si tratta di una mia opinione personale.</p>
<p><strong>Eliminando la  caratteristica Visiva della televisione, quali altre differenze vi sono tra uno spot radiofonico ed uno televisivo?</strong><br />
Basterebbe ascoltare uno spot tv, chiudendo gli occhi. E&#8217; completamente diverso per tempi interpretativi, ma non per le intonazioni, che sono piÃ¹ o meno le stesse. L&#8217;audio in tv Ã¨ un media assolutamente secondario, le immagini valgono per almeno il 70%. In radio l&#8217;audio Ã¨ l&#8217;unico media.</p>
<p><strong>Ti Ã¨ mai capitato di dover effettuare uno spot in cui il prodotto o marchio non riuscivi proprio a digerire? Cosa hai fatto per superare questo ostacolo?</strong><br />
Mi Ã¨ capitato una sola volta, ho pubblicizzato un prodotto che prometteva di far dimagrire diminuendo la quantitÃ  di grassi assorbiti dall&#8217;organismo. In voce dicevo che &#8220;i tecnici in laboratorio hanno raddoppiato la dose di neopunzia&#8221;. Mi sono vergognato, ho usato la mia voce per vendere un prodotto che ritengo sia una vera bufala. Ho fatto spendere dei soldi alla gente, inutilmente. Ma avevo una dozzina di colleghi dietro pronti a farlo al posto mio. E mi sono convinto.</p>
<p><strong>Oltre al mal di gola, quali sono i pericoli maggiori per uno speaker?</strong><br />
Oltre ai rischi di tutti (fratture, patologie in generale) i maggiori pericoli per uno speaker sono proprio quelli tipici dell&#8217;apparato fonatorio e respiratorio. Bronchite, tracheite, tonsillite. Poi anche problemi legati ai denti, e alla perfetta articolazione della mandibola. Tutto deve essere super ok!</p>
<p><strong>Che differenze ci sono tra le aziende che tendono a pubblicizzarsi maggiormente per radio rispetto a quelle che puntano alla tv?</strong><br />
La pubblicitÃ  in radio costa un decimo. Chi non si puÃ² permettere la tv, farÃ  senz&#8217;altro la radio.  Molti marchi fanno entrambe le campagne, oltre alla stampa, le affissioni e internet.</p>
<p><strong>Quale Ã¨ stato lo spot migliore e quello peggiore che hai fatto?</strong><br />
Forse il piÃ¹ bello Ã¨ in radio, fatto l&#8217;anno scorso per Ikea. Quel giorno ero in forma, ho recitato da Dio. Il peggiore&#8230; forse il Fiat dello scorso luglio per il lancio della Nuova Fiat 500. Avevo una pessima voce quel giorno, e avevamo una fretta pazzesca, l&#8217;auto stava per essere lanciata.</p>
<p><strong>Come viene selezionata una voce per una determinato spot?</strong><br />
Si fa un casting voci, per capire quale ha la timbrica e le intenzioni piÃ¹ adatte per affrontare il testo scritto dal copy. E&#8217; un lavoro di selezioni piuttosto lungo e laborioso, ora semplificato dalle moderne tecniche digitali. Comunque contano moltissimo le pubbliche relazioni. Farsi vedere, farsi sentire, esserci. Ho colleghi bravissimi a promuoversi e mediocri al microfono. E viceversa!</p>
<p><strong>Quali e quante figure lavorano dietro le quinte di uno spot? E quali secondo te quelle piÃ¹ importanti per la buona riuscita di uno spot?</strong><br />
C&#8217;Ã¨ un mondo, dietro a ogni spot. Il cliente, l&#8217;account, i creativi dell&#8217;agenzia, i copy, la sala di audio produzione, il tecnico del suono, i doppiatori, i musicisti che hanno composto ed eseguito le basi, l&#8217;editing finale. E parliamo di spot radio. PerchÃ© per gli spot TV entrano in scena anche i registi, i truccatori, chi si occupa delle scenografie, le locations, le societÃ  specializzate in riprese speciali, tipo le riprese di prodotto (Latte che entra nella scodella al rallenty per lo spot di un biscotto) e quantâ€™altro. Che cosa caratterizzi la buona riuscita di uno spot, di preciso non saprei. Nel senso che uno spot puÃ² venire bellissimo e non far vendere quasi nulla. PuÃ² (al contrario) venire un brutto spot, ma che perÃ² fa presa e fa vendere molto. Personalmente giudico un bello spot, uno spot che &#8220;esce dal coro&#8221;, e si fa notare. Anche se si tratta di uno scoiattolo affetto da flatulenza molesta!</p>
<p><strong>Hai mai realizzato uno spot da solo?</strong><br />
Regolarmente, ogni giorno. Incido almeno una dozzina di spot locali, presso il mio personale studio di doppiaggio. Scrivo i testi, li incido, li assemblo con le musiche, li rendo &#8220;radio friendly&#8221; con effetti speciali e finalizzazione dell&#8217;audio, e li invio ai miei clienti.</p>
<p><strong>Grazie alle tecnologie e alle connessioni sempre piÃ¹ veloci, in rete sono nate moltissime web radio, e quelle off-line si sono messe a mandare on-line le loro trasmissioni: cosa ne pensi e quale futuro ci dobbiamo aspettare?</strong></p>
<p>Le web radio per me sono il futuro, l&#8217;assoluto e unico futuro possibile per la radio. Ogni anno le radio spendono milioni di euro per dare corrente a qualche migliaio di ponti radio. Un&#8217;assurditÃ , sia in termini di costi che di consumo energetico. Altro che la benzina nelle automobili, per generare tutta quella corrente si bruciano tonnellate di petrolio. La web radio Ã¨ pulita e intelligente, va solo dove la gente desidera ascoltarla. In un prossimo futuro anche in macchina, grazie a internet mobile in banda larga. Un unico neo linguistico: io non le chiamerei piÃ¹ &#8220;radio&#8221;, visto che il concetto di &#8220;radio&#8221; come forma d&#8217;onda che scivola nell&#8217;etere, non esisterebbe piÃ¹!</p>
<p><strong>Quale tra radio, televisione, stampa, si sta tecnologicamente evolvendo piÃ¹ velocemente?</strong><br />
La stampa Ã¨ immobile o quasi per sua definizione. Fra radio e tv, si tende a sperimentare di piÃ¹ in radio, meno mezzi, meno soldi. Quindi io credo che la radio sia ad oggi il media che si evolve piÃ¹ rapidamente. Poco sopra parliamo di web radio, non a caso.</p>
<p><strong>Che futuro prevedi per il tuo lavoro?</strong><br />
Mi piacerebbe diventare un apprezzato doppiatore pubblicitario, piÃ¹ di ora. Anche se potendo ambire al top, non esiterei a condurre un programma televisivo con la dolcezza e l&#8217;eleganza di Gerry Scotti e la grinta e l&#8217;estro di Fiorello. Uno Scottello, praticamente! <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Sogni, desideri, progetti?</strong><br />
Sogno di affermarmi professionalmente ai massimi livelli, desidero diventare molto ricco, progetto di sposarmi, a luglio, con Michela.</p>
<p><em> </em><strong>Grazie Marco per la tua disponibilitÃ &#8230; e tanti auguri per il Matrimonio, a te e a Michela! </strong><em><strong><em>Alla Prossima!</em></strong></em></p>
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		<title>Pronti al Natale?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 23:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicita]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo soliti ricevere nei periodi natalizi dai negozi in cui effettuiamo spese, dei piccoli oggettini, a volte simpatici ma di dubbia utilitÃ  nonchÃ© di dubbio effetto sul cliente che se ritornerÃ  in quel negozio, non sarÃ  per quel gentile omaggio. Vediamo alcune caratteristiche importanti che un buon regalo aziendale deve avere per essere utilizzato come strumento di fiducia e stima dei clienti nei vostri confronti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" title="Investire su regali aziendali rafforzerÃ  il vostro rapporto con i vecchi clienti e ne instaurerÃ  uno nuovo con quelli nuovi." src="http://www.soragni.it/blog/grafica/24.jpg" alt="Alcune regole per scegliere i Regali Aziendali" width="300" height="224" />Ãˆ vero, <strong>manca ancora un mese e mezzo, ma la vostra azienda  si sta giÃ  preparando al natale?</strong><br />
<strong>Non parlo degli addobbi natalizi</strong>, luci ed alberi di natale  vari da installare allâ€™interno ed allâ€™esterno del vostro negozio/azienda, <strong>ma di  come vi state organizzando ad augurare il natale ai vostri clienti</strong>â€¦</p>
<p>Vi informo  subito che <strong>se non ci avete ancora pensato</strong> o lo avete in programma nelle prossime  settimane, <strong>siete giÃ  inevitabilmente in ritardo</strong>.<strong></strong></p>
<p><strong>Di modi per augurare buone feste ce ne sono moltissimi</strong>, dai biglietti di auguri da spedire a piccoli oggettini piÃ¹ o meno utili da regalare a tutti coloro che entrano nel vostro negozioâ€¦ <strong>questo significa comunque  spendere soldi e non essere sicuri che i vari Gadgets che lasciate abbiano lâ€™effetto  desiderato</strong>.</p>
<p>La maggior parte delle volte ci si ritrova tra le mani oggettini che andranno a sommarsi alle decine giÃ  presenti, collezionati negli anni scorsi, e che anche loro contribuiranno a raccogliere molta polvere, che rimarrÃ  su di loro fino al successivo aggiornamento, ovvero fino allâ€™arrivo della prima festivitÃ  disponibile a calendario.<span id="more-961"></span></p>
<p>Di come vengono scelti gli oggetti che ho ricevuto fino ad oggi, non ne voglio nemmeno sapere, in quanto lâ€™unica cosa che hanno in comune Ã¨ la loro inutilitÃ : <strong>eppure dovrebbero essere quelli che garantiscono il vostro  rapporto con i clienti che lo ricevono</strong>â€¦</p>
<p>Vediamo <strong>qualche consiglio per scegliere un oggetto che  rimanga nella mente delle persone</strong> e che quindi garantisca un ritorno a breve, medio e lungo termine:</p>
<ol>
<li><em><strong>Utile</strong></em>: <strong>un oggetto inutile verrÃ    dimenticato</strong>, sia nella casa che nella mente;</li>
<li><em><strong>Interessante</strong></em>: <strong>capire cosa interessa al cliente</strong> sarÃ  di grande  importanza per stabilire cosa regalare, dando molteplici indicazioni di come  noi <strong>lo consideriamo: unico, importante, e che ci teniamo a lui</strong>;</li>
<li><em><strong>QualitÃ </strong></em>: avere tra le mani <strong>qualcosa di fragile fa  pensare ad una debolezza</strong> di chi ce lo ha consegnato, quindi dellâ€™azienda;</li>
<li><em><strong>Longevo</strong></em>:  optare  per oggetti che potranno <strong>concretizzare la loro funzionalitÃ  piÃ¹ volte e piÃ¹ a lungo</strong>,  in modo da <strong>ottimizzare il nostro investimento</strong> e riceverne i benefici anche in  altri periodi;</li>
<li><em><strong>Richiami Aziendali</strong></em>: oltre al logo o marchio aziendale impresso  su di esso, dovrÃ  <strong>richiamare le caratteristiche visive importanti della nostra  azienda</strong>, <strong>come colori, forme</strong>, eccâ€¦ se vendiamo piante e fiori, il colore sul  quale opteremo sarÃ  verde, quindi in tema con il nostra funzione;</li>
<li><em><strong>Unici ed Originali</strong></em>: <strong>dimenticatevi di</strong> portachiavi, penne  e <strong>tutti quegli oggetti che ad ogni occasione vengono regalati</strong>â€¦ la gente ormai Ã¨  sovraccarica di tali cose, <strong>e se sono giÃ  affezionate a quello che utilizzano  solitamente, il nostro sarÃ  un pessimo investimento</strong>. E che non vi passi nemmeno per la testa di lasciare nelle mani dei vostri clienti regalini pensati e lasciati anche dai vostri concorrentiâ€¦</li>
<li><em><strong>Tematici</strong></em>: <strong>rimanete in tema alla vostra attivitÃ </strong>. se vendo viti e bulloni, non avrÃ  senso regalare  un portachiaviâ€¦ magari un buon cacciavite sarebbe piÃ¹ utile ed interessante;</li>
<li><em><strong>Complementari</strong></em>: <strong>non focalizzatevi solo alla vostra produzione  e ai prodotti che vendete</strong>. Spaziate in tutti quegli ambiti in cui i vostri prodotti vengono utilizzati per trovare il regalo giusto per il vostri clienti;</li>
<li><em><strong>Diversificaione</strong></em>: oltre a variare di festivitÃ  in  festivitÃ , cercate di trovare <strong>almeno tre-quattro regalini diversi da lasciare ai vostri  clienti</strong>, in modo da coprire in modo piÃ¹ ampio le loro esigenze <strong>basandoci su quello che acquistano</strong>, <strong>nonchÃ© lasciarne  due a tutti coloro che effettueranno un grande acquisto presso di voi</strong>;</li>
</ol>
<p>Se avete intenzione di fare qualcosa del genere, questo Ã¨ il  momento giusto per organizzare tutto: <strong>pensate perÃ² sempre ai vostri prodotti, a quello che potrebbe essere complementare o di completamento ai vostri oggetti e approfittate dellâ€™occasione delle festivitÃ  per procedere al consolidamento del rapporto con i vostri clienti, soprattutto se nuovi</strong>.</p>
<p><em>Dal momento che dovrete spendere soldi, investiteli beneâ€¦</em></p>
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		<title>Il Marketing del Camionista</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 12:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo tornando a casa da Modena, ed avendo un po di fame, ho notato un ristorantino con tanti camion fuori parcheggiati, il che, da esperienze passate, mi fa ritornare alla mente un posto dove si mangia bene: Ã¨ piÃ¹ o meno risaputo da tutti, infatti, che nei ristoranti da &#8220;camionista&#8221; la qualtÃ  del cibo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="A Volte il Marketing ce lo Fanno i Clienti Stessi... Bata Dargli le Motivazioni Giuste" src="http://soragni.it/blog/grafica/16.jpg" alt="Marketing Inaspettato e Naturale" width="275" height="300" />Stavo tornando a casa da Modena, ed avendo un po di fame, ho notato un ristorantino con tanti camion fuori parcheggiati, il che, da esperienze passate, mi fa ritornare alla mente un posto dove si mangia bene: Ã¨ piÃ¹ o meno risaputo da tutti, infatti, che nei ristoranti da &#8220;camionista&#8221; la <strong>qualtÃ </strong> del cibo e il <strong>prezzo </strong>sono entrambi molto buoni&#8230;</p>
<p>Ed Ã¨ in quel momento che si Ã¨ accesa una scintilla: &#8220;<em>ma questo non Ã¨ un tipo di <strong>marketing virale</strong>?</em>&#8220;&#8230;</p>
<p>Ripensandoci bene, si! Gli effetti sono molteplici:<br />
1) Utilizzando il loro sistema di comunicazione (<a title="Serie di Frequenze radio destinato all'uso Privato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_cittadina" target="_blank">CB: Citizen&#8217;s band</a>) tra le tante cose che si dicono, <strong>si segnalano</strong> i luoghi dove si mangia bene e a poco prezzo;<br />
2) <strong>Dove c&#8217;Ã¨ tanta gente, lo stimolo di andarci anche noi Ã¨ forte</strong> (l&#8217;uomo Ã¨ molto curioso): la gente avendo imparato questa regola, sa che dove ci sono molti camion, si mangia bene e si paga poco.<span id="more-953"></span></p>
<p>L&#8217;effetto, per il ristorante, trattoria o agriturismo che sia, lo conoscono bene: avere una <strong>clientela affezzionata</strong> di quel calibro, significa assicurarsi tutta la categoria di passaggio, nonchÃ¨ la non categoria incuriosita e fedele alle <strong>regole del risparmio e del cibo buono</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Ma quali sono le tecniche per attirare questa importante clientela?</strong> A mio avviso quella che ho sempre e continuo ad individuare come tecnica di successo: <strong>stimolazione dei sensi </strong>e dell&#8217;istinto principale dell&#8217;uomo: in questo caso Ã¨ toccato al cibo intesa come fame e <strong>quindi istinto di sopravvivenza</strong>!</p>
<p>Cercate quindi di sfruttare i motivi principali per cui la gente debba venire da voi ad acquistare quello che vendete:<strong> Stimolate lâ€™Istinto Naturaleâ€¦</strong><em> <em>&#8220;tutto il resto vien da seâ€¦</em>&#8220;</em></p>
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		<title>PubblicitÃ  Cinematografica e Televisiva</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 14:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono andato a vedere Shrek Terzo, un bellissimo (a mio modesto parere) film di animazione creato dalla DreamWorks. E&#8217; stato affascinante vedere come le tecnologie si sitano integrando perfettamente in ogni ambito e settore, ma anche di come la pubblicitÃ  si sta evolvendo. In questo film, infatti, ho avuto modo di vedere in una scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img alignleft" title="Le tecniche pubblicitarie si affinano sempre di piÃ¹... un ottimo esempio ce lo da il settore cinematografico" src="http://soragni.it/blog/grafica/12.jpg" alt="Al cinema, la pubblicitÃ  Ã¨ piÃ¹ invitante" width="262" height="300" />Sono andato a vedere <strong>Shrek Terzo</strong>, un bellissimo (a mio modesto parere) film di animazione creato dalla DreamWorks. E&#8217; stato affascinante vedere come le tecnologie si sitano integrando perfettamente in ogni ambito e settore, ma anche di<strong> come la pubblicitÃ  si sta evolvendo.</strong> In questo film, infatti, ho avuto modo di vedere in una scena abbastanza triste <strong>il marchio di una nota azienda di scarpe</strong>.</p>
<p>Ma il modo di come hanno integraro tale pubblicitÃ  mi ha fatto molto sorridere&#8230; e la stessa impressione la hanno avuta tutti gli altri presenti&#8230;<br />
In altra occasione, ma questa volta in tv, in una nota serie televisiva della Rai, Don Matteo, ho avuto modo di vedere <strong>il marchio di una nota casa automobilistica in primo piano, preceduto dal nome della marca dell&#8217;auto stessa.</strong></p>
<p>Ora <strong>non so quanto di casuale o economico siano queste visualizzazioni</strong> (anche se penso che la seconda batta la prima), ma secondo me questo Ã¨ un buon metodo di fare pubblicitÃ  al classico <strong>spot da trenta secondi </strong>che ormai abbiamo imparato a non guardare/ascoltare.</p>
<p>C&#8217;Ã¨ da dire comunque che un eventuale sfruttamente anche di questa tecnica rischia di far perdere il <strong>fascino del mondo cinematografico </strong>che a quanto pare non sta vivendo un momento felice&#8230; Si rischierebbe infatti di veder <strong>film creati su misura per la pubblicitÃ </strong> e non per la bellezza instrinseca che esiste in esso&#8230;<br />
Ho scoperto (ricordato) inoltre che, <strong>in Italia vige una legge che vieta la pubblicitÃ  occulta nei film</strong>. <em>&#8220;Allora tutti queste opere sono illegali?&#8221;</em>, viene da chiedersi subito&#8230; spulciando un po meglio il testo, invece, si viene a scoprire che <strong>tale regolamentazione Ã¨ valida solo per l&#8217;Italia,</strong> quindi tutti i film che vengono &#8220;importati&#8221; non devono tenerne conto.</p>
<p>Sicuramente, oltre agli ostacoli piÃ¹ o meno sormontabili fissati dalla legge, un genere di <strong>pubblicitÃ  </strong>effettuata in questo modo, sempre se non Ã¨ troppo esplicita e non si adegua perfettamente alla trama del film, ha un effetto molto interessante negli spettatori: <strong>il messaggio e il marchio rimangono impressi piÃ¹ profondamente e piÃ¹ a lungo nella mente delle persone&#8230;</strong></p>
<p><em><em> </em><em><em> </em><em><em> </em><em><em>Come con Shrek, passando d&#8217;avanti ad un negozio della stessa marca intravisto nel film, in automatio Ã¨ comparso un sorriso e, seppur non sono entrato e non ho acquistato nulla, il mio sentimento verso tale azienda Ã¨ ora positivo&#8230;</em><br />
</em></em></em></em></p>
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		<title>AdSense sopra la Media</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 16:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nata una Disussione molto particolare ed interessante nel Forum GT in cui un utente chiedeva il motivo per cui a ferragosto, classica giornata da suicidio per chi guadagna con un sito web dato il calo di utenti dovuto alle vacanze, i Click sugli Annunci AdSense del sistema pubblicitario di Google avessero avuto un incremento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="img" title="Un incremento improvviso del valore di singoli click in un periodo dal trend inverso... mossa studiata o errore tecnico?" src="http://soragni.it/blog/grafica/11.jpg" alt="Strani comportamenti di Google AdSense... a ferragosto il Click fa guadagnare di piÃ¹!" />E&#8217; nata una Disussione molto particolare ed interessante nel <a title="il Forum di Giorgio Tave" href="http://www.giorgiotave.it/forum">Forum GT</a> in cui un utente chiedeva il motivo per cui a ferragosto, classica giornata da suicidio per chi guadagna con un sito web dato il calo di utenti dovuto alle vacanze, <strong>i Click sugli Annunci AdSense</strong> del sistema pubblicitario <strong>di Google </strong>avessero avuto un <strong>incremento nel valore corrisposto all&#8217;utente stesso</strong>.</p>
<p><strong>Ho invitato anche altri utenti a descrivere</strong> (senza inserire valori numerici, ovviamente), <strong>il loro andamento durante tale periodo e</strong>, a quanto pare,<strong> molti di loro hanno avuto la stessa tendenza</strong>.</p>
<p>La domanda in origne Ã¨ stata:  &#8220;A questo punto dovrei forse sperare di <strong>ricevere meno visite per guadagnare di piÃ¹?</strong>&#8220;<span id="more-948"></span></p>
<p>In quanto interessante ed interessato a questo argomento, ho provato a buttare giÃ¹ un po di <strong>riflessioni sui tre &#8220;lati&#8221; che partecipano in un </strong><strong>Annuncio AdSense</strong>, ovvero <strong>Azienda Inserzionista</strong>, <strong>Google e </strong><strong>Webmaster </strong>e sul motivo di questo incremento in un giorno in cui, economicamente parlando, <strong>i trend dovrebbero essere tuttavia inferiori</strong>.</p>
<p><strong>LATO AZIENDA:</strong><br />
1) <strong>Un&#8217;azienda quanto Ã¨ disposta a spendere in un periodo in cui potenzialmente non riceverÃ  molte visite</strong>, dato che tutti sono in vacanza? Sicuramente<strong> il budget investito in pubblicitÃ </strong> di un&#8217;azienda che costruisce slittini da neve, a ferragosto <strong>sarÃ  diverso rispetto a quello di un budget pubblicitario in altri periodi</strong> come ottobre &#8211; novembre &#8211; dicembre (ma anche gennaio).<br />
2) <strong>PerchÃ¨</strong> quindi dovrebbe <strong>aumentare un proprio costo quando</strong> potenzialmente <strong>non riceverÃ  molte conversioni?</strong><br />
3) E&#8217; vero, perÃ², che <strong>essendoci meno persone che navigano in internet</strong>, quei pochi che ci stanno, <strong>se cercano qualcosa probabilmente Ã¨ perchÃ¨ sono veramente interessati</strong>: si effettua quindi una <strong>scrematura a priori, praticamente a costo zero</strong> (in quanto sono gli stessi utenti ad andare in ferie), in modo che l&#8217;azienda riesca a fare, che so, studi di settore e studi per eventuali Landing Page (esempio) <strong>senza dover poi lei stessa ad eliminare dalle analisi di studio, tutti coloro che sbagliano a cliccare, fanno click-fraud, magari in google cercano qualcosa che non corrisponde ai loro interessi</strong>, come ad esempio, cercando neve compare l&#8217;annuncio, ma in realtÃ  gli servivano carote per pupazzi di neve e non slittini, ecc&#8230; (<strong>piÃ¹ persone navigano e cercano in rete, maggiore sarÃ  il range di errore</strong>)</p>
<p><strong>LATO WEBMASTER:</strong><br />
4) <strong>Se </strong>mi accorgo che <strong>in certi momenti dell&#8217;anno posso guadagnare di piÃ¹, mi attiverÃ² in modo positivo ad inserire maggiori AdWords</strong> in giro per le mie pagine, o ad ottimizzare meglio la loro posizione per aumentare i miei guadagni;</p>
<p><strong>LATO GOOGLE:</strong><br />
5) <strong>Se un Webmaster guadagna di piÃ¹</strong> (punto 4) <strong>cercherÃ² di incetivarlo ad utilizzare il mio sistema pubblicitario</strong> <strong>per incrementare i suoi guadagni (ma anche i miei&#8230;)</strong>, evitando di far vedere che quando ci sono meno visite si guadagna di meno (quindi con un effetto molto interessante anche dal punto di vista marketing per Google<em> &#8220;caro webmaster: con me guadagni sempre e continuamente&#8221;</em>)<br />
6) C&#8217;Ã¨ da dire che <strong>il Costo per Click indicato da Google Ã¨ un CPM</strong>, <strong>quindi un costo che varia</strong> a seconda di diversi fattori. In questo modo, <strong>Google, potrebbe addebitare quel che Ã¨ giusto all&#8217;inserzionista nei periodi di tanti Click</strong>, mettendo in saccoccia parte di questo guadagno (per chi conosce un po di economia aziendale, ad esempio potrebbe creare un fondo simil rischi e oneri), e non dividendolo ne con il Wembaster, ne tenendolo per se, <strong>potrebbe garantirsi la possibilitÃ  e il vantaggio di sfruttare quei centesimi in piÃ¹</strong> (che, considerando tutti quelli che usano AdWords i centesimi si trasformano in euro&#8230; tanti euro&#8230;) <strong>derivanti dalla concessione di ricavi minori ai webmaster in certi periodi dell&#8217;anno quando il traffico Ã¨ maggiore, per riuscire a fare una strategia descritta nel punto 5, quindi mantenendo fedeli i propri webmaster, senza perderci praticamente nulla&#8230;</strong><br />
7) Seguendo il punto 3, <strong>avere meno utenti che cliccano, non sigifica che non siano interessati, e che generino pochi guadagni</strong>: secondo tale supposizione, <strong>pochi Click starebbero a significare potenziali maggiori conversioni dei visitatori</strong> (con conversione intendo non solo acquisto o compilazione di form, ma anche accessi al sito da parte di utenti che effettivamente stavano cercando quello che l&#8217;azienda inserzionista offre), quindi <strong>all&#8217;azienda, addebito un prezzo maggiore, che si tramuta in maggiori guadagni per il webmaster, che si ricollega con il punto 3, 4, 5.</strong> <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Tuttavia, <strong>se nessuno clicca l&#8217;annuncio in quanto non ottimizzato correttamente, il costo per ogni singolo click aumenta,</strong> poichÃ¨ non porterÃ  nessun guadagno a Google (e ricordiamoci sempre che anche lui Ã¨ un&#8217;azienda&#8230;) <strong>quindi l&#8217;inserzionista pagherÃ  di piÃ¹</strong>&#8230; rimane tuttavia da capire se anche il guadagno ai Webmaster aumenta per le &#8220;distrazioni&#8221; dell&#8217;inserzionista.</p>
<p>Ho aperto anche altre discussioni in altri forum, e a quanto pare<strong>, chi sostiene campagne adWords ha visto aumentare a livelli insoliti il valore di ogni singolo Click</strong>, anche per keyword che non sono del genere turistico, che sicuramente ora va di piÃ¹&#8230;</p>
<p>Insomma, potrebbe essere stata una mossa studiata, oppure un semplice errore, questo non lo si potrÃ  mai sapere, ma la cosa mi fa pensare molto per il <em>&#8220;era tutto previsto&#8230;&#8221;</em></p>
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