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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Personalmente</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Come il Sole24Ore rinnova il suo Quotidiano</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 05:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sole24Ore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sole24ore a partire dal prossimo lunedÃ¬ 25 ottobre 2010 inizia la pubblicazione di una nuova edizione del famoso quotidiano rivolto alle PMI. E&#8217; interessante leggere le motivazioni che spingono questo cambiamento/integrazione: Le Pmi rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano â€“ sottolinea l&#8217;amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, Donatella Treu â€“ cercheremo di capire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-957" title="Sole24Ore" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/images.jpg" alt="" width="204" height="56" />Il <strong>sole24ore </strong>a partire dal prossimo <strong>lunedÃ¬ 25 ottobre 2010</strong> inizia la pubblicazione di una nuova edizione del famoso quotidiano rivolto alle PMI. E&#8217; interessante leggere le motivazioni che spingono questo <strong>cambiamento/integrazione</strong>:</p>
<blockquote><p>Le Pmi rappresentano il 90% del tessuto produttivo italiano â€“ sottolinea  l&#8217;amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, Donatella Treu â€“  cercheremo di capire e spiegare il loro ruolo fondamentale nella grande  crisi, come si destreggiano nelle sabbie mobili della burocrazia e come  riescono ad aprirsi ai nuovi mercati. PerchÃ© se Ã¨ un miracolo che  l&#8217;Italia sia il quinto paese industrializzato, tutto questo Ã¨ possibile  grazie alle Pmi</p>
</blockquote>
<p>Vuole essere quindi la bussola alle imprese italiane con un <strong>supporto &#8220;reale&#8221; al loro business</strong>. E&#8217; interessante questo aspetto perchÃ© forse stiamo arrivando a strumenti un piÃ¹ concreti ed utili per quello che Ã¨ il mercato italiano. Il direttore Gianni Riotta dichiara infatti che l&#8217;obiettivo primario Ã¨:</p>
<blockquote><p>Consentire a tutto il sistema e ai singoli imprenditori che non hanno  accesso alle grandi societÃ  di consulenza di orientarsi nel mare agitato</p>
</blockquote>
<p>Personalmente apprezzo molto il quotidiano e credo sia l&#8217;unico che leggo in modo &#8220;non distratto&#8221;. LunedÃ¬ sarÃ² in edicola a provare questa nuova opportunitÃ .</p>
<p><span style="color: #008000;">Cosa ne pensi di questo nuovo progetto?</span></p>
<p>Link Esterni:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-12/sole-lunedi-sara-bussola-085219.shtml" target="_blank">Il Sole del lunedÃ¬ sarÃ  la Â«bussolaÂ» per guidare le Pmi</a></li>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/economia/pmi.shtml" target="_blank">Sezione del Sito dedicato alle PMI</a></li>
</ul>
<p><em>PS: anche se lo sembra, non Ã¨ una marketta <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </em></p>
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		<title>IncapacitÃ  di Rischiare</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 06:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rischio Imprenditoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Al tempo l&#8217;azienda [AllTheWeb] di Sunnydale non soffriva la concorrenza di Big G e non era portata a innovare nÃ© a rischiare. Scelse la cautela, una parola assente dal vocabolario del concorrente. La parola che le ha fatto perdere il confronto. (Fonte Wired.it) Questa frase apparsa sul sito di Wired Italia mi ha fatto pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Al tempo l&#8217;azienda [AllTheWeb</em><em>] di Sunnydale non soffriva la concorrenza di Big G e  non era portata a innovare nÃ© a rischiare. Scelse la cautela, una parola  assente dal vocabolario del concorrente. La parola che le ha fatto  perdere il confronto.</em> (Fonte <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-09/13/google-istant-copiato-da-yahoo!.aspx" target="_blank">Wired.it</a>)</p></blockquote>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-925" title="rischio-innovazione" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/rischio-innovazione.jpg" alt="" width="300" height="225" />Questa frase apparsa sul sito di <strong>Wired Italia</strong> mi ha fatto pensare molto, perchÃ¨ vedo atteggiamenti molto simili a questo. Qui stiamo parlando di multinazionali dai fatturati da capogiro, eppure, nonostante i budget disponbili, nonostante le possibilitÃ  di rischiare qualcosina e non fallire se qualcosa va storto, <a href="http://soragni.it/blog/aziende-la-capacita-di-innovarsi.html">non si prova e non si rischia</a>.</p>
<p>&#8220;Scelse la cautela&#8221; Ã¨ la frase che mi ha colpito maggiormente. Poteva essere <strong>rivoluzionaria </strong>giÃ  anni fa quando il l&#8217;allora piccolo Google &#8220;faticava a stare a galla&#8221;.</p>
<p><a href="http://twitter.com/aserravezza/statuses/22548108558" target="_blank">Non sempre Ã¨ possibile innovare</a>, questo Ã¨ certo, a volte analisi sbagliate, mercati che si trova in un certo grado evolutivo possono portare a considerare fallimentari idee che dopo qualche anno risultano rivoluzionarie o comunque si trasformano in grandi buone (e proficue) idee. Ma almeno, <strong>Ã¨ sempre possibile provarci</strong>.</p>
<p>L&#8217;esempio forse piÃ¹ eclatante che io ricordi sono gli ebook reader, immessi sul mercato qualche anno fa e mai considerati, fintanto che grandi aziende trascinate da Apple, hanno riaperto la strada puntando su una nuova tecnologia e un nuovo strumento.</p>
<p>SarÃ  anche un fatto di innovazione, di comunicazione, di mercato non pronto alla rivoluzione, di tecnologia mancante, poco performante per ciÃ² che si vuole fare o troppo costosa, ma ogni tanto fa bene, sopratutto per chi di mestiere fa l&#8217;imprenditore, pensare al <strong>rischio come opportunitÃ  e non come fallimento</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di grandi aziende, le rivoluzioni che posso fare loro con i loro soldi non sono immaginabili da piccole aziende. <strong>Ma l&#8217;innovazione non Ã¨ un fattore economico</strong>.</p>
<p>Forse innovazione viene intesa come &#8220;trasformare cÃ² che faccio in qualcosa di nuovo&#8221;. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">Innovazione Ã¨ <strong>cambiamento</strong> che genera <strong>progresso umano</strong></a> indipendentemente da ciÃ² che siamo in grado di fare ora. Il caso scozzese dei <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-31/pollai-trasformati-monocali-lusso-140353.shtml?uuid=AYuFnLLC" target="_blank">pollai trasformati in monolocali</a> deve essere di esempio. E non ditemi che l&#8217;evoluzione naturale di una gabbia per polli Ã¨ un dolce e confortevole monolocale per innamorati <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>CreativitÃ  ed un po di rischio sono fondamentali per vincere le sfide di un <strong>mercato in continua evoluzione</strong>. <span style="color: #800000;">Altrimenti rischieremo di perdere sempre qualsiasi confronto&#8230;</span></p>
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		<title>Strutture Hardware e Contenuti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consumatore vuole sempre piÃ¹ informazioni sui prodotti che sono di suo interesse. Dal canto loro i motori di ricerca chiedono sempre contenuti nuovi per arrivare a posizionamenti di primo livello. I social network con le loro diverse strutture e funzionalitÃ  permettono la creazione e quindi lo scambio di sempre piÃ¹ dati e contenuti. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>consumatore </strong>vuole sempre piÃ¹ informazioni sui prodotti che sono di suo interesse.</p>
<p>Dal canto loro i <strong>motori di ricerca</strong> chiedono sempre contenuti nuovi per arrivare a posizionamenti di primo livello.</p>
<p>I <strong>social network</strong> con le loro diverse strutture e funzionalitÃ  permettono la creazione e quindi lo scambio di sempre piÃ¹ dati e contenuti.</p>
<p>La domanda quindi Ã¨: le strutture hardware sono in grado di reggere tutto questo? Mi sorge il dubbio perchÃ¨ spesso e volentieri twitter Ã¨ in overflow, YouTube in rallentamenti ed errori 50x e tanti altri casi di malfunzionamento si leggono continuamente in giro per la rete&#8230;</p>
<p><span style="color: #008000;">E&#8217; una <strong>questione tecnica, di previsioni errate o di incapacitÃ  di gestione dei contenuti?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aziende e la CapacitÃ  di (r)Innovarsi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo della notizia di istanza di fallimento di Blockbuster, la nota societÃ  di Dallas che della vendita/noleggio dei film ha fatto il proprio successo. Aziende e persone che non sono state in grado di creare nuova innovazione e, in momento di crisi, di reinventarsi. Non Ã¨ certo facile, per un&#8217;azienda che ha basato il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-855" title="blockbuster" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/blockbuster.jpg" alt="" width="300" height="201" />Leggo della notizia di <a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_28/blockbuster-fallimento_82691822-b26e-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml">istanza di fallimento di Blockbuster</a>, la nota societÃ  di Dallas che della vendita/noleggio dei film ha fatto il proprio successo.</p>
<p>Aziende e persone che non sono state in grado di <strong>creare nuova innovazione</strong> e, in momento di crisi, di <strong>reinventarsi</strong>. Non Ã¨ certo facile, per un&#8217;azienda che ha basato il proprio successo sul nolegio dei film, trovare un nuovo modo per continuare a vivere.</p>
<p>Certamente, il mondo del secolo scorso Ã¨ <strong>cambiato radicalmente</strong> in questi ultimi anni che, possiamo dire, dal 2000 ad oggi ha fatto balzi in avanti, non solo passi. PiÃ¹ il tempo passa e piÃ¹ le tecnologie evolvono in fretta.</p>
<p>Se le potenzialitÃ  inespresse di internet si sono viste fin dalla sua nascita, da almeno 5 anni a questa parte si poteva <strong>prevedere che il successo sarebbe stato enorme</strong>. Ma non Ã¨ solo una considerazione rivolta a blockbuster (che Ã¨ solo il soggetto ispiratore di questo articolo).</p>
<p>Le case discografiche e cinematografiche stanno combattendo contro il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer"><strong>P2P</strong></a>, lo scambio illegale di file protetti dai diritti d&#8217;autore, ma <strong>nessuna (o poca) ricerca Ã¨ stata fatta</strong> in termini di innovazione. I colossi preferiscono &#8220;sguinzagliare&#8221; i propri avvocati che mettersi a tavolino e sfruttare le tecnologie. Certo, da una parte Ã¨ giusto che chi fa un reato venga punito, ma quali alternative ci vengono offerte? L&#8217;acquisto dei film in dvd?<span id="more-854"></span></p>
<p>Quando internet ed il pc (<a href="http://www.oneweb20.it/30/08/2010/arrivano-i-film-pay-per-view-su-youtube/">vedi il caso youtube</a>) stanno diventando il <strong>sostituto ideale</strong> della televisione e quando la stessa televisione si sta (lentamente) trasformando in qualcosa di piÃ¹ di una scatola di plastica e circuiti elettrici, i big di settore lanciano la guerra ai pesci piccoli lasciandosi scappare le grosse opportunitÃ  che gli utenti stanno aspettando e sono <strong>disposti a pagare!</strong></p>
<p>Sia chiaro, <span style="text-decoration: underline;">non sto difendendo lo scambio illecito</span> di file protetti da diritti d&#8217;autore, anzi&#8230; ma Ã¨ pur vero che di <strong>alternative valide e che seguono i trend non ce ne sono</strong> (o sono molto poche). Fanno clamore i gruppi musicali o cantanti che in questi ultimi anni devono il proprio <strong>successo </strong>alla rete e ancor di piÃ¹ quelli che lanciano i propri brani in internet per essere difusi e condivisi, raggiungendo il piÃ¹ delle volte, le vette delle classifiche.</p>
<p><span style="color: #008000;">Forse, <strong>gli interessi sono cosÃ¬ alti</strong> che vale la pena pagare centinaia di migliaia di dollari in cause legali piuttosto che fare login su facebook?</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Mercato del Low Cost</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei Prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[QualitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Percepito]]></category>

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		<description><![CDATA[La questione principale del Low Cost rimane la qualitÃ : se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchÃ¨ spendere troppo o di piÃ¹? Alcuni dati e considerazioni sul Presente e Futuro del Mercato Low Cost.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-829" title="494499_piggy_bank_-_dollar" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/494499_piggy_bank_-_dollar.jpg" alt="" width="240" height="197" />Leggo su Mark-Up l&#8217;articolo dedicato al <a title="Low Cost di QualitÃ " href="http://www.mark-up.it/articoli/0,1254,41_ART_4613,00.html">Low Cost di qualitÃ </a> e agli sviluppi di questo sistema. Sviluppo che nel prossimo futuro sembra non voler calare in termini di fatturato.</p>
<p>Solitamente associamo al termine <strong>low cost</strong> qualcosa che non durerÃ  a lungo, di bassa qualitÃ . Eppure esistono aziende che hanno fatto del basso prezzo la loro carta vincente, sopratutto espoloso negli ultimi anni nel settore turistico (con le compagnie aeree) ma anche in altri settori (ikea uno su tutti).</p>
<p>La questione rimane la <strong>qualitÃ </strong>: se per avere lo stesso servizio in termini qualitativi e di percezione perchÃ¨ spendere troppo o di piÃ¹?</p>
<p>Lo scrivevo nel mio post precedente: perchÃ¨ non sfruttare la tendenza dei cliente al risparmio, fornendo sempre e costantemente nuovi servizi a valore aggiunto ad un basso prezzo?</p>
<p><span id="more-825"></span>Forse perchÃ¨ il mondo economico Ã¨ sempre cresciuto con l&#8217;idea di <strong>vendere al prezzo massimo ad un numero ristretto di persone</strong> perchÃ¨ solo cosÃ¬ permetteva di mantenere alto il suo margine. Eppure, sistemi low cost <strong>sopravvivono </strong>e forse meglio di altre aziende che puntano solo al massimo guadagno.</p>
<p>Vendere un prodotto a 100â‚¬ quando il mercato lo vende a 500â‚¬ acquisirÃ  molti piÃ¹ clienti (a paritÃ  di valore percepito).</p>
<p>Ma qui si torna ancora al problema del <a href="http://soragni.it/blog/concentrazione-aziendale-e-la-guerra-dei-prezzi.html">valore e della guerra al ribasso dei prezzi</a>. Eppure, ci sono servizi che devono essere offerti in modo semplice e pertanto a basso prezzo. E&#8217; qui che il mercato del Low Cost vincerÃ .</p>
<p>Un po di dati:</p>
<p><span style="font-family: arial;"><em><strong>67,729 mld di â‚¬</strong> (+12% rispetto  al 2008 a paritÃ  di operatori)<br />
Incidenza sul Pil del <strong>4,45%</strong><br />
Per  il 2010 si prevede un incremento di fatturato <strong>tra il 6 e lâ€™8%</strong><br />
La  famiglia che sceglie il low cost risparmia <strong>da 1.300 euro a  1.500 euro</strong> lâ€™ann</em></span>o<br />
<span style="font-family: arial;"><em>(fonte: mark-up.it)<br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando finirÃ  la crisi economica? (FinirÃ ?)</title>
		<link>http://soragni.it/personalmente/quando-finira-la-crisi-economica.html</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 07:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Equilibrio Economico]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione delle Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica attuale non Ã¨ una fase transitoria ma uno spostamento del mercato: ecco perchÃ¨ non vale la pena aspettare un ritorno al passato, ma sviluppare nuova forza creando nuovo valore economico per l'azienda e per i propri clienti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-761" title="La fine della Crisi Economica" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/1085939_clock-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Man mano che parlo con le persone, nonostante il  â€œpanico da crisiâ€ sembra sia stato superato, in molti stanno ancora aspettando un ritorno  al passato.</p>
<p>Eppure secondo me questo Ã¨ lâ€™errore piÃ¹ grave che unâ€™azienda  possa fare: attendere che questo momento di difficoltÃ  venga superato e  ritorni la vecchia e cara amata<strong> <span style="color: #008000;">prosperitÃ  economica</span></strong>.</p>
<p>Personalmente, sono dâ€™accordo con la teoria che non  ci sarÃ  un ritorno al passato. Ritengo che quello che stiamo vivendo <strong><span style="color: #800000;">non </span>Ã¨ una  fase transitoria che passerÃ </strong>, ma Ã¨ una <span style="color: #008000;"><strong>nuova concezione di mercato</strong></span>: non câ€™Ã¨  stato un momento buio, ma un vero e proprio spostamento.</p>
<p>Le persone hanno ricominciato a pensare e a fare i  conti â€œa manoâ€ vecchio stile. Cercano di tenere sotto controllo le spese per  avere piÃ¹ disponibilitÃ  e <strong>razionalizzare</strong> le spese.</p>
<p>Probabilmente quello che si era venuto ad  instaurare qualche anno fa Ã¨ stato un circolo vizioso che si Ã¨ trasformato in un bisogno di <strong>riequilibrio del mercato</strong> che ha portato al crollo generalizzato di tutti  i mercati, per un nuovo equilibrio.</p>
<p>Se veramente ci fosse o ci fosse stata la crisi  come le persone si sono auto convinte che essa esiste, sicuramente, ad oggi la situazione sarebbe stata molto peggiore.</p>
<p><em>Eppure alcune aziende sono uscite dalla crisi piÃ¹  forti di prima. Comâ€™Ã¨ possibile?</em><em><br />
Eppure molte persone continuano ad andare a  concerti, teatro, â€¦ Comâ€™Ã¨ possibile?<br />
Eppure i ristoranti sono ancora pieni, anche quelli  con dei prezzi abbastanza proibitivi in periodi di magra come dovrebbe essere  questoâ€¦ Comâ€™Ã¨ possibile?</em></p>
<p>Sicuramente ci sono state delle difficoltÃ  e molte  persone hanno perso lavoro e molte aziende hanno chiuso. Ma non potrebbe essere causato dalla male <strong>gestione  delle risorse</strong> fino ad oggi?</p>
<p>Vi regalo una frase che io stesso ho ricevuto non  molto tempo fa che mi ha fatto pensare:</p>
<blockquote><p>â€œquesto Ã¨ il nuovo mercato della domande e  dellâ€™offertaâ€¦ solo chi sarÃ  in grado di soddisfare i bisogni reali delle persone  sopravviverÃ â€¦ la gente ha e continuerÃ  sempre a spendere i propri soldiâ€¦ ma cercherÃ   solo il meglio per se stessaâ€</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IAB Forum 2009 in 3 Paroleâ€¦(Secondo Giorno)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlando]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[IAB Forum]]></category>

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		<description><![CDATA[Riassunto dello Iab Forum 2009: quali sono stati i contenuti principali dello Iab Forum di Milano del 2009? Il secondo giorno si puÃ² riassumere in tre concetti principali ed esattamente in: Web Analytics, Email Marketing, Mojito...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che i contenuti della prima giornata dello IAB Forum 2009 di Milano si possano riassumere come segue:</p>
<h2><img class="alignleft" title="Riassunto dello IAB Forum 2009" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//iabforum2009.jpg" alt="Riassunto dello IAB Forum 2009" width="232" height="106" /></h2>
<h2>Web Analytics</h2>
<h2>Email Marketing</h2>
<h2>Mojito</h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IAB Forum 2009 in 3 Parole&#8230;(Primo Giorno)</title>
		<link>http://soragni.it/personalmente/iab-forum-2009-in-3-parole-primo-giorno.html</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlando]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiando]]></category>
		<category><![CDATA[IAB Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Promozione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riassunto dello Iab Forum 2009: quali sono stati i contenuti principali dello Iab Forum di Milano del 2009? Il primo giorno si puÃ² riassumere in tre concetti principali ed esattamente in: Strategia, Pianificazione, Monitoraggio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che i contenuti della prima giornata dello IAB Forum 2009 di Milano si possano riassumere come segue:</p>
<h2><img class="alignleft size-full wp-image-689" title="Riassunto dello IAB Forum 2009" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//iabforum2009.jpg" alt="Riassunto dello IAB Forum 2009" width="232" height="106" />Strategia</h2>
<h2>Pianificazione</h2>
<h2>Monitoraggio</h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Come Risolvere i Problemi: Strategia Pratica in 6 Mosse</title>
		<link>http://soragni.it/personalmente/come-risolvere-i-problemi-strategia-pratica-in-6-mosse.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Analizzare]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi]]></category>
		<category><![CDATA[Silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Soluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Partiamo dal presupposto che ad ogni problema c'Ã¨ una soluzione. Analizzare il problema ritengo sia la forma migliore per poter successivamente risolverlo. Ci possono essere molti modi per approcciarsi ad un problema, e spesso non esiste un unico modo corretto, ma piÃ¹ situazioni che permettono questo. La domanda fondamentale Ã¨ quindi: come risolvere i Problemi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-684" title="Come risolvere i problemi" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//puzzle.jpg" alt="Come risolvere i problemi" width="216" height="162" />Partiamo dal presupposto che <strong>ad ogni problema c&#8217;Ã¨ una soluzione</strong>. <span style="color: #008000;">Analizzare </span>il problema ritengo sia la forma migliore per poter successivamente risolverlo. Ci possono essere molti modi per approcciarsi ad un problema, e spesso non esiste un unico modo corretto, ma piÃ¹ situazioni che permettono questo.</p>
<p>La domanda fondamentale Ã¨ quindi: <span style="color: #993300;">come risolvere i Problemi?</span><span id="more-673"></span></p>
<p>Ognuno di noi ha la sua &#8220;tecnica&#8221; attraverso cui, analizza e da una risposta e soluzioni a ciÃ² che di difficile trova nella sua strada. Io personalmente trovo molto valido il seguente percorso:</p>
<ol>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Identificazione</strong></span>: spesso i problemi sono nascosti e non sono facili da individuare. Spesso un problema Ã¨ caratterizzato da tanti miniproblemi distinti. E&#8217; importantissimo cercare di recuperare ogni possibile problema e tenerlo bene a mente.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Osservazione</strong></span>: non c&#8217;Ã¨ niente di meglio che prendersi un momento di pausa e osservare ciÃ² che accade, con la particolaritÃ  di mantenersi distaccati dalla situazione. Ritengo sia infatti fondamentale questo aspetto, cercando di mantenere la propria persona come semplice esterno. In questa fase non si deve fare nulla, nemmeno esporre pareri ed opinioni: semplicemente, in silenzio, si osserva ciÃ² che Ã¨ davanti ai nostri occhi.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Analisi</strong></span>: ogni cosa ha aspetti e sfacettature differenti, anche minime: il periodo di osservazione permette al nostro cercevello di incamerare in modo sistematico e naturale moltissime informazioni, ed il fatto di non essere di parte, ci permette di non avere problemi di valutazione. Una volta osservato, si iniziano ad analizzare tutti i singoli aspetti di quello che puÃ² essere il problema in oggetto.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Capovolgimento</strong></span>: tutto ciÃ² che si Ã¨ visto, osservato ed analizzato, lo si deve capovolgere e valutare esattamente l&#8217;opposto di ciÃ² che si Ã¨ pensato fino ad ora. Spesso, la nostra mente si focalizza su alcuni aspetti e non ci permette di analizzare altri fattori. Capovolgere le nostre idee imponendoci di considerarle errate, ci permette di valutare molti altri aspetti che altrimenti non avremmo provato.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Conseguenze</strong></span>: valutare le possibili conseguenze di ogni aspetto analizzato, permette di renderci consapevoli di ciÃ² che potrebbe essere se applichiamo una data soluzione: in questo modo, non solo avremmo analizzato lo status attuale, ma saremmo pronti anche alle possibili conseguenze con giÃ  delle risposte pronte.</li>
<li><span style="color: #333399;"><strong>Soluzione</strong></span>: dopo aver osservato, analizzato e capovolto ogni nostro pensiero, avremmo una panoramica sufficientemente vasta da permetterci di prendere una soluzione corretta e coerente con noi stessi.</li>
</ol>
<p>Un ultimo consiglio, piÃ¹ genereale Ã¨ quello comunque di essere il piÃ¹ possibile <strong>Oggettivi</strong>: non c&#8217;Ã¨ nulla di peggio di analizzare un problema e sopratutto prendere delle decisioni quando siamo coinvolti in prima persona. Prima riusciamo a staccarci, meglio Ã¨.</p>
<p><em><span style="color: #008000;">E tu, quali tecniche utilizzi per <strong>risolvere i problemi?</strong></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come porre rimedio alle ricerche Fuori Target</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 04:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Motore Di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Serp]]></category>
		<category><![CDATA[Siti]]></category>
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		<category><![CDATA[TematicitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizzando il traffico dei siti si trovano molte ricerche completamente fuori target rispetto alle tematiche del sito, che per qualche strano motivo gli utenti riescono ad arrivare in quanto un motore di ricerca ha stabilito che quella ricerca era collegata al nostro sito. Come considerare queste ricerche? E sopratutto, come porvi rimedio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-579" title="Ricerche Sbagliate da Traffico dei Motori di Ricerca" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1177645_signal_23.jpg" alt="Ricerche Sbagliate da Traffico dei Motori di Ricerca" width="135" height="216" />Analizzando il traffico</strong> dei siti che seguo e gestisco, trovo molte volte utenti che effettuano accessi da ricerche completamente <strong>fuori target</strong> rispetto alle tematiche del sito, che per qualche strano motivo riescono ad arrivareÂ  in quanto un motore di ricerca ha stabilito che quella ricerca era collegata al nostro sito.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Come considerare queste ricerche?</strong> E sopratutto, <strong>come porvi rimedio?</strong></span></p>
<p>Ricordo di un caso simpatico in cui, proprio in questo blog, un <em>commentatore</em> facendo un esempio parlava di &#8220;mutande&#8221; ed alla fine, per qualche tempo <em><strong>alcune ricerche</strong></em> giungevano a questo blog proprio con tale keyword da una <strong>ricerca fatta dai motori di ricerca</strong>.</p>
<p>Il dubbio/problema Ã¨ stato quindi quello di <strong>capire come arginare tali imprevisti</strong> e far si che non vi siano <strong>modifiche tematiche sostanziali</strong>, per non creare confusione.<span id="more-571"></span></p>
<p>Sempre questo blog, in orgine, ha parlato per quasi un anno di cocktails&#8230; convincere i <strong>motori di ricerca</strong> che l&#8217;argomento non era &#8220;come posizionare un cocktail&#8221; ma &#8220;<strong>come posizionare un sito</strong>&#8221; non Ã¨ stato dei piÃ¹ semplici.</p>
<p>All&#8217;epoca della ricerca di indumenti intimi non ho fatto praticamente nulla, lasciando svanire nel tempo fino alla <strong>scomparsa dalle serp</strong> del mio sito per tali ricerche.</p>
<p><span style="color: #008000;">Vi sono delle strategie piÃ¹ corrette dell&#8217;assenteismo che possono migliorare la <strong>percezione dei motori di ricerca sul reale contenuto del sito?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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