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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Marketing</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Customer Care: il Servizio Clienti Efficace (Case History)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza Clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Reputation]]></category>
		<category><![CDATA[Cross Selling]]></category>
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		<description><![CDATA[IlÂ Customer Care Ã¨ per le aziende, un ufficio composto da una o piÃ¹ persone che offre assistenza ai clienti, con l&#8217;obiettivo di risolvere problemi e dare supporto continuativo a quei clienti che, in base ai prodotti acquistati, necessitano di un contatto con l&#8217;azienda. L&#8217;idea di Customer Care Ã¨ spesso legato al concetto di un ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-842" title="customer service" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/customer-service.jpg" alt="" width="300" height="168" />IlÂ <span style="color: #000080;"><strong>Customer Care</strong></span> Ã¨ per le aziende, un ufficio composto da una o piÃ¹ persone che offre <span style="color: #000080;"><strong>assistenza ai clienti</strong></span>, con l&#8217;obiettivo di risolvere problemi e dare supporto continuativo a quei clienti che, in base ai prodotti acquistati, necessitano di un contatto con l&#8217;azienda.</p>
<p>L&#8217;idea di Customer Care Ã¨ spesso legato al concetto di un ufficio dedicato, fornito di telefoni che risolve i problemi dei clienti. Tuttavia, la &#8220;<span style="color: #008000;"><strong>cura del cliente</strong></span>&#8221; non pone limiti a riguardo. E&#8217; infatti evidente come la <span style="color: #008000;">risoluzione di un problema</span> (o potenziale tale) esula dallo strumento utilizzato.</p>
<p>Quello che ho avuto modo di &#8220;provare&#8221; in prima persona Ã¨ stato al contempo efficace e di impatto positivo assoluto. <em>Ecco quello che Ã¨ successo, a seguire il mio commento:</em></p>
<blockquote><p><span id="more-836"></span>Il caldo di questi giorni mi ha portato a passare in una piscina di Reggio Emilia, l&#8217;Aquatico, dove ho cercato il meritato relax. All&#8217;entrata, una serie di box permettevano di mettere al loro interno i propri effetti personali. Unica caratteristica, il lucchetto lo dove portare il bagnante.</p>
<p>Fin qui, nulla di male, Ã¨ un <strong>servizio gratuito</strong> offerto dalla piscina, che tuttavia permetteva anche l&#8217;acquisto del lucchetto stesso (caso perfetto di <strong>cross selling</strong>). Dotato di lucchetto personale portato da casa, ho utilizzato uno dei box disponibili e chiuso, sono andato a godermi la mia giornata.</p>
<p>Di rientro, il mio box sembrava nella norma, con il suo lucchetto ancora appeso e chiuso, ma una volta aperto, un bigliettino riportava l&#8217;invito a presentarsi alla reception. Ovviamente, i primi pensieri di un furto sono balenati alla testa, considerando che all&#8217;interno, avevo riposto portafoglio, chiavi dell&#8217;auto e quant0 altro di valore, non solo economico.</p>
<p>Trovata la reception, ho scoperto che non c&#8217;era stato alcun furto: molto semplicmente, il servizio di sicurezza della piscina, dopo un controllo dei box, ha notato che il lucchetto da me utilizzato era particolarmente &#8220;debole&#8221; per quella tipologia di box. Pertanto, forzato l&#8217;armadietto qualsiasi male intenzionato avrebbe potuto provvedere a ripulirlo con molta facilitÃ .</p>
<p>Lo staff della piscina, si Ã¨ preso carico di controllare l&#8217;effettiva sicurezza dei box, e nel caso vi fossero stati i presupposti per un furto, lo stesso servizio di sicurezza avrebbe ritirato i beni presenti e assicurati in un luogo sicuro e presenziato da personale dedicato. Sono stato quindi invitato a presentare un documento di identitÃ  e a verificare che non mancasse nulla.</p></blockquote>
<p>Al di la del caso specifico (ma che per tutti i titolari di una piscina puÃ² essere uno spunto molto interessante) valutiamo per un attimo il costo e l&#8217;impatto che questa attivitÃ  ha portato: ammettendo che il personale dedicato al controllo sia giÃ  pagato, la verifica di questi box, anche piÃ¹ volte al giorno, viene ammortizzata completamente.</p>
<p>Lato cliente, la <strong>percezione </strong>(oltre allo spavento iniziale) Ã¨ stata di sicurezza assoluta. Il <strong>Servizio Clienti</strong> si Ã¨ preso carico di un problema che probabilmente ha colpito altri clienti in passato e si attivato per porre soluzione ad una casistica che, se si dovesse ri-verificare, non solo creerebbe dei <strong>danni diretti </strong>alla persona colpita, ma avrebbe <strong>influenze negative</strong> nel breve sulla <strong>percezione dell&#8217;azienda</strong>, e nel lungo periodo anche <strong>problemi reputazionali</strong>.</p>
<p>Certo, qui non stiamo parlando di web, social network e marketing online, ma l&#8217;idea di base Ã¨ che<strong> un Customer Care, un servizio clienti</strong>, debba non solo dare risposte ai propri clienti, ma fatto carico della propria esperienza passata, possa trovare soluzioni e rimedi a problematiche ancora prima che i nuovi clienti possano ritrovarsi in una situazione non positiva che possa <strong>compromettere il lavoro di tutto il team</strong>.</p>
<p>Alcuni potrebbero criticare l&#8217;operato di questo staff, in quanto ci possono essere problematiche di privacy, ecc&#8230; ma personalmente, preferisco avere i miei beni personali importanti al sicuro, piuttostoche qualcuno avesse controllato eventualmente la mia carta di identitÃ .</p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Hai avuto esperienze simili o anche negative? Raccontaci qui la tua esperienza! Lascia un commento qui sotto&#8230;</em></span></p>
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		<title>Sponsorizzazioni: Il Caso Remax nel Golf</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/sponsorizzazioni-il-caso-remax.html</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicita]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Promozione]]></category>
		<category><![CDATA[Sponsorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Target]]></category>

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		<description><![CDATA[Le sponsorizzazioni nelle gare sportive Ã¨ famosa e molte aziende, sopratutto internazionali, utilizzano lo sport per promuovere la propria immagine per incrementare il riconoscimento del proprio brand]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 1px solid black;" title="La sponsorizzazione Remax nel Golf" src="http://www.marketingjournal.it/wp-content/uploads/2010/05/pallina-golf-logata-remax.jpg" alt="" width="174" height="182" />Leggo via <a title="Remax Sponsor del Golf" href="http://www.marketingjournal.it/remax-punta-golf-dopo-formula-sci-unaltra-sfida-sportiva-remax-italia/" target="_blank">MarketingJournal </a>che il network immobiliare Re/Max inizierÃ  una <span style="color: #000080;"><strong>sponsorizzazione</strong></span> nelle gare di Golf organizzate dall&#8217;Associazione Assigolf.com.</p>
<p>La <span style="color: #000080;"><strong>sponsorship nelle gare sportive</strong></span> Ã¨ famosa e molte aziende, sopratutto internazionali, utilizzano lo sport per <span style="color: #000080;"><strong>promuovere la propria immagine</strong></span> ed incrementare cosÃ¬ il riconoscimento del brand.</p>
<p>Non a caso, Ã¨ famosa Red Bull che p solita sponsorizzare tutte gli sport estremi (collegati anche al volo, di cui fa largo uso nei suoi spot pubblicitari).</p>
<p>Provando ad immaginare il motivo per cui un importante network immobiliare decida di investire nel Golf, ho provato ad immaginare il <span style="color: #000080;"><strong>target di utenza</strong></span> che potenzialmente pratica/segue questo sport.</p>
<p>Nel mio immaginario (ma forse ho una visione contorta della realtÃ ) il Golf Ã¨ uno sport d&#8217;elite praticato da imprenditori, uomini d&#8217;affari, o che comunque abbiano in qualche modo disponibilitÃ  economiche superiori alla media.</p>
<p>Magari sbaglio e sono condizionato dai film in cui il grande magnate multimilionario gira con la sua car negli ampi spazi verdi dedicati a questo sport, eppure l&#8217;idea che sia uno sport dedicato a pochi selezionati mi rimane: questa sponsorizzazione va a colpire esattamente un target ben definito ed in grado di far rientrare velocemente l&#8217;azienda nel suo <span style="color: #000080;"><strong>investimento</strong></span>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>Che ne pensi?</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I tuoi Clienti sanno cosa Vendi? Una semplice Ricerca di Mercato</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/i-clienti-sanno-cosa-vendi-una-semplice-ricerca-di-mercato.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi dei Clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche Di Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Analizzare il Mercato per stabilire il livello di conoscenza che i tuoi clienti hanno della tua azienda. Non servono grandi investimenti per avere un'idea di base per capire cosa i tuoi clienti conoscono di te e della tua attivitÃ .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-768" title="Analisi di Mercato" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/analisi-di-mercato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />A fare <span style="color: #000080;"><strong>Ricerche di Mercato</strong></span> per la tua azienda non  sempre servono migliaia di euro di investimenti, a volte basta uscire di casa e chiedere ai propri vicini.</p>
<p>Ecco un <span style="color: #008000;"><strong>semplice esempio</strong></span> di come Ã¨ semplice fare un&#8217;<strong><span style="color: #000080;">analisi di mercato</span> </strong>per stabilire il livello di conoscenza che le persone, che ogni giorno vengono a comprare da te, hanno della tua attivitÃ .<span id="more-766"></span></p>
<p>Esci dal tuo negozio/azienda ed inizia a camminare per strada. Appena vedi un  tuo cliente ponigli queste domande:</p>
<ul>
<li><strong>Sai </strong><strong>chi sono</strong>?</li>
<li><strong>Sai </strong><strong>cosa vendo</strong>/cosa produco/che servizi offro nel mio negozio/nella mia azienda?</li>
</ul>
<p>Dopo un attimo di <em>smarrimento </em>del tuo tester <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , ascolta attentamente quello che ti dice.</p>
<blockquote><p>Eâ€™ esattamente ciÃ² che produci? Ãˆ esattamente ciÃ²  che vendi? Ha saltato qualcosa? Non ha idea di quello che fai?</p></blockquote>
<p>Scrivi tutto su un blocco per appunti e continua a  fare queste due domande <strong>a tutti i clienti</strong> (ma anche semplici conoscenti).</p>
<p>Alla fine della giornata avrai racimolato un bel  poâ€™ di <strong>informazioni </strong>(non fermarti ad una intervista). Prendi tutti i dati che  hai raccolto e suddividili in modo ordinato per tipologia. Ora analizza i dati raccolti.</p>
<blockquote><p>Noti nulla di particolare? Ci sono delle <span style="color: #800000;"><strong>lacune</strong> </span>in ciÃ² che i tuoi tester hanno  detto? Ci sono delle <span style="color: #800000;"><strong>informazioni che non coincidono</strong></span>? Hai scoperto di produrre un prodotto o di offrire un servizio senza saperlo? <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>Ebbene, il risultato puÃ² essere sconcertante.</p>
<p>PiÃ¹ le risposte differiscono da quello che Ã¨ la tua  attivitÃ  principale e collegate, piÃ¹ <strong>potenzialitÃ  hai da sfruttare</strong>: molto  probabilmente i tuoi clienti attuali o futuri <span style="color: #008000;"><strong>non stanno spendendo</strong></span> da te tutto ciÃ  che potrebbero spendere.</p>
<p>O ancora, potresti introdurre una <strong>nuova  caratteristica</strong> nella tua attivitÃ  che ti permette di migliorare la percezione di ciÃ² che fai.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Investimenti nei Social Media con Scarsi Benefici</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/investimenti-nei-social-media-con-scarsi-benefici.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 12:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[MisurabilitÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Di Vista]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[TracciabilitÃ ]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una Twittata di Stefano Scetti (Jack1971) ho letto l&#8217;articolo pubbilcato sul Blog di IAB relativo agli investimenti delle aziende nei Social Media. Come lo stesso Stefano riprende dall&#8217;articolo La maggior parte delle aziende hanno in programma di investire di piÃ¹ nei mezzi di comunicazione sociale chi opera nel settore non puÃ² che essere contento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft" title="Aziende e Social Media: Investimenti in Crescita, Scarsi Benefici" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/network.jpg" alt="" width="240" height="180" /></strong></em>Da una Twittata di Stefano Scetti (<a title="La Pagina Twitter di Stefano Scetti (JACK1971)" href="http://twitter.com/JACK1971/status/6562732444" target="_blank">Jack1971</a>) ho letto l&#8217;articolo pubbilcato sul Blog di IAB relativo agli <strong>investimenti delle <a title="Aziende e Social Media: Investimenti in Crescita" href="http://iab.blogosfere.it/2009/12/le-aziende-e-i-social-media-la-ricerca-prodotta-da-econsultancy-e-bigmouthmedia.html" target="_blank">aziende nei Social Media</a></strong>.</p>
<p>Come lo stesso Stefano riprende dall&#8217;articolo</p>
<blockquote><p>La maggior parte delle aziende hanno in programma di <span style="color: #008000;">investire di piÃ¹</span> nei mezzi di comunicazione sociale</p></blockquote>
<p>chi opera nel settore non puÃ² che essere contento di questa notizia, sia dal lato economico ma anche dal punto di vista di &#8220;apertura&#8221; delle aziende nei confronti di internet: forse un <em>trend che va di Moda</em>, permette alle aziende di iniziare a pensare sul serio di <strong>investire come si deve</strong>.</p>
<p>Ma nello stesso articolo sono evidenziati altri <span style="text-decoration: underline;">due punti importanti</span>:</p>
<ol>
<li>Il piÃ¹ grande ostacolo all&#8217;impegno dei social media per le aziende Ã¨ la <em><strong>mancanza di risorse</strong></em></li>
<li>Molte aziende stanno sperimentando i media sociali, <em><strong>senza </strong><strong>trarre benefici misurabili</strong></em></li>
</ol>
<p>Se nel primo punto possiamo considerare la mancanza di risorse un problema prettamente economico e/o di conoscenze, nel secondo credo vi sia un vero e proprio <span style="color: #800000;"><strong>errore di considerazione</strong></span> da parte delle aziende.</p>
<p>Sicuramente non tutte le aziende hanno potenzialitÃ  in tutti i Social <em>- denigro chi dice il contrario</em> -, ma <strong>una cosa Ã¨ certa</strong>: con gli strumenti che sono a disposizione di tutti ed una minima conoscenza, <span style="color: #008000;"><strong>ogni azione Ã¨ pressochÃ¨ misurabile</strong></span> in qualche modo.</p>
<p>Ritengo che ciÃ² che non Ã¨ &#8220;<span style="color: #000080;"><strong>Misurabile</strong></span>&#8221; a detta delle aziende sia dovuto a <em>quattro problemi </em>sostanziali:</p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;">Ci siamo attivati <em>senza </em>aver definito con chiarezza quali sono gli <span style="color: #000080;">obiettivi da raggiungere</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><em>Non </em>sono state valutate ed impostate le <span style="color: #000080;">giuste strategie e metodologie</span> di rilevamento dei &#8220;benefici&#8221;</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Stiamo <span style="color: #000080;">guardando i dati sbagliati</span><br />
</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><em><span style="color: #000080;">Tutti </span></em>i punti precedenti</span></li>
</ol>
<p><span style="color: #000000;">Pertanto considero queste conclusioni seppur corrette da un punto di vista aziendale, non sono altrettanto veritiere per quel che riguarda le <span style="color: #000080;"><strong>potenzialitÃ  degli strumenti</strong></span>, sia social che di misurabilitÃ &#8230; <em><strong>altri pareri?</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Valore di un Cliente: Quanto e Come Valutarlo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 03:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Cross Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Passa Parola]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia di Fidelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Up Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Valore di Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Economico]]></category>

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		<description><![CDATA[Capire il valore di un cliente ovvero quanto sarÃ  l'utile che esso andrÃ  a generare durante il rapporto che avrÃ  con noi, ci permette di analizzare differenti aspetti sulle azioni di marketing successive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-729" title="Valore Cliente" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1198416_business1.jpg" alt="Valore Cliente" width="240" height="227" />Nella fase di <strong>Start Up</strong> di una <strong>Strategia di (Web) Marketing,</strong> una delle componenti principali Ã¨ stabilire il valore di ogni cliente o potenziale tale. Capire il <strong>valore di un cliente</strong> ovvero quanto sarÃ  l&#8217;utile che esso andrÃ  a generare durante il rapporto che avrÃ  con noi, ci permette di analizzare differenti aspetti sulle <strong>azioni di marketing successive</strong>.</p>
<p>Spesso il risultato di un&#8217;<strong>azione promozionale</strong> viene valutata in modo errato, calcolando la spesa totale dividendola con il fatturato totale. Seppur corretto come calcolo, non avremo modo di capire effettivamente quale valore aggiunto ogni cliente porta all&#8217;azienda in termini economici. Inoltre non ci permette di capire ed analizzare quanto sarÃ  lo sforzo, sempre in termini economici, che dovremmo impiegare per <strong>acquisire un nuovo cliente</strong>, e quindi quantoÂ  potremmo permetterci di spendere per averlo nel nostro portafolio clienti.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>PerchÃ© Ã¨ necessario conoscere il Valore di un Cliente?</strong></span></p>
<p>In caso di problemi, sapere quanto ogni cliente ci porta in termini di utile ci permetterÃ  di capire fino a che punto possiamo &#8220;<strong>investire</strong>&#8221; su di lui, per poterlo fidelizzare o per poterlo rassicurare durante una fase critica. Tutto questo si traduce in una <strong><span style="color: #008000;">minore perdita di clienti</span></strong>, aumentando la durata del rapporto con maggiori possibilitÃ  di vendita di tipo superiore (<strong>up selling</strong>) o di tipo differenziale associato (<strong>cross selling</strong>), ma anche di &#8220;passaparola&#8221; che permetterÃ  di <span style="color: #008000;"><strong>acquisire nuovi clienti</strong></span> con uno sforzo economico e non molto inferiore rispetto al solito.<span id="more-443"></span></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Come calcolare il Valore di un Cliente?</span></strong></p>
<p>Il <span style="color: #008000;">valore di un cliente</span> Ã¨ calcolabile, prendendo in considerazione un arco temporale ben definito, attraverso i seguenti fattori:</p>
<ul>
<li>Durata del rapporto medio totale di un Cliente</li>
<li>Numero di Clienti acquisiti da &#8220;Passa Parola&#8221;</li>
<li>Valore della Vendita</li>
<li>Margine di Profitto</li>
<li>Numero di Vendite per Cliente</li>
</ul>
<p>Se riusciamo ad estrapolare queste informazioni dalla gestione ordinaria aziendale, potremmo <strong>trovare i punti deboli</strong> e quindi porvi rimedio, o almeno, emarginare il problema.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Chi puÃ² calcolare il Valore di un Cliente?</strong></span></p>
<p>Credo sinceramente che <strong>ogni azienda</strong> debba soffermarsi un attimo sull&#8217;analisi di questi fattori. Dalla piccola pizzeria d&#8217;asporto alla grande azienda, ristorante, negozio di abbigliamento o scarpe che sia, <strong>analizzare il valore</strong> che ogni cliente porta all&#8217;azienda Ã¨ un fattore determinante per poter <strong><span style="color: #008000;">avere </span><span style="color: #008000;">successo nel medio/lungo periodo</span></strong>. Non esiste azienda che possa permettersi di <span style="text-decoration: underline;">non</span> analizzare questi valori.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quali informazioni posso ricavare?</strong></span></p>
<p>Le informazioni che possiamo ricavare sono molteplici. Dall&#8217;informazione della capacitÃ  dell&#8217;azienda di trattenere un cliente alla quantitÃ  di aziende che vengono in contatto con noi grazie a suggerimenti di nostri giÃ  fedeli clienti.</p>
<p>Il <strong>Valore della Vendita</strong> ci permetterÃ  di capire quanto un cliente Ã¨ strategico per noi e che valore porta all&#8217;interno: spesso il fatto che un cliente spenda di piÃ¹, non significa in automatico che ci porterÃ  un utile maggiore.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Cosa me ne faccio di questi valori?</strong></span></p>
<p>Un dato di un&#8217;analisi Ã¨ sempre importante perchÃ©, per quanto inesatto possa essere (nei limiti del tollerabile) Ã¨ comunque una chiara indicazione di <span style="color: #000000;"><strong>come si sta evolvendo l&#8217;attivitÃ </strong></span>. Ad esempio, capire che il problema dell&#8217;azienda Ã¨ la scarsa propensione del cliente a rimanere da noi, puÃ² far aprire gli occhi di chi li analizza, e si potrÃ  proseguire con una strategia volta al miglioramento della durata del rapporto medio, o ancora, nonostante il numero elevato di vendite, se si riscontra un un ridottissimo margine di utile, potremmo pensare a <strong>procedure di ottimizzazione </strong>dei processi aziendali, volti ad incrementare l&#8217;efficienza dei processi produttivi.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quando queste informazioni sono inefficaci?</strong></span></p>
<p>Come ogni dato, assume un valore se viene considerato <span style="color: #993300;">non solo come una serie di numeri</span>, ma anche come una serie di indicazioni chiare della <strong>strada da percorrere</strong>. Il Valore di un Cliente diventa quindi inefficiente ed inutile quando, una volta calcolato, lo si abbandona a se stesso e non si prova ad <strong>analizzarlo </strong>per quello che Ã¨ il suo <strong>significato strategico per l&#8217;azienda</strong>.</p>
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		<title>Tracciamento Dati Off Line</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggi Promozionali]]></category>
		<category><![CDATA[PubblicitÃ  Offline]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle difficoltÃ  maggiori della pubblicitÃ  offline Ã¨ il basso Grado di TracciabilitÃ , o perlomeno l'alta difficoltÃ  di risalire ai risultati di una determinata azione di marketing. Alcune soluzioni sono quelle di unire l'offline con l'online, effettuando azioni dirette ai media tradizionali e convogliare tutto il "traffico" sui media digitali, che permettono un altissimo grado di controllo. Quali altre? (http://soragni.it/blog/tracciamento-dati-off-line.html)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Profilo Twitter di Carlo Amoroso" href="http://www.twitter.com/carloamoroso" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-645" title="Tracciare Azioni Marketing Offline" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//onestep.jpg" alt="Tracciare Azioni Marketing Offline" width="270" height="177" />Carlo Amoroso</a> scrive sul suo <strong>Twitter</strong> un simptico messaggio:</p>
<blockquote><p><a title="#KPI" href="http://twitter.com/search?q=%23KPI"></a>per un ristorante che vuole + clienti in sala,usando -anche- il sito web!Metto una gif da 1 pixel nelle tasche dei clienti? <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  (<a class="linkification-ext" title="Linkification: http://twitter.com/carloamoroso/statuses/4885678891" href="http://twitter.com/carloamoroso/statuses/4885678891">http://twitter.com/carloamoroso/statuses/4885678891</a>)</p></blockquote>
<p>Ebbene, nonostante la battuta, il caso specifico Ã¨ molto interessante da analizzare: una delle <strong><span style="color: #000000;">difficoltÃ  </span></strong>maggiori della <strong>pubblicitÃ  offline</strong> Ã¨ il <span style="color: #993300;"><strong>basso <span style="color: #000000;">Grado di TracciabilitÃ </span></strong></span>, o perlomeno l&#8217;alta difficoltÃ  di risalire ai risultati di una determinata <strong>azione di marketing</strong>.</p>
<p><span id="more-636"></span></p>
<p>Alcune soluzioni sono quelle di unire l&#8217;offline con l&#8217;online, effettuando azioni dirette ai media tradizionali e convogliare tutto il &#8220;traffico&#8221; sui <strong>media digitali</strong>, che permettono un <span style="color: #008000;"><strong>altissimo grado di controllo</strong></span>: creare un dominio ad hoc per la specifica azione promozionale, far inserire codici particolari particolari, <span style="text-decoration: underline;">analizzare il traffico</span> in entrata in corrispondenza alle azioni offline, inserire nei <span style="text-decoration: underline;">messaggi promozionali</span> enfatizzando frasi, immagini ed altri elementi particolari ed univoci che possano far risalire alla mente dell&#8217;utente l&#8217;azienda, mentre effettua la ricerca, in modo da individuare eventuali <strong>fonti che hanno <span style="color: #000000;">influenzato </span>le ricerche e gli accessi</strong>.</p>
<p>Seppure queste informazioni non siano precise al 100%, abbiamo comunque dei valori su cui basare le nostre <strong>analisi</strong>. Vi sono perÃ² altre casistiche in cui, la <strong>tracciabilitÃ  </strong>risulta ancora piÃ¹ <strong>difficile e complessa</strong> se non <strong>impossibile</strong>, e non solo Ã¨ difficile capire quali siano stati gli effetti promozionali, ma anche il <span style="color: #000080;"><strong>Ritorno dell&#8217;Investimento</strong></span> <span style="color: #000080;">(ROI)</span>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Quali possono essere allora delle </span><strong>soluzioni per verificare l&#8217;</strong><strong>efficacia di una strategia di marketing effettuata nel mondo reale?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelli che&#8230; Guardano le Vetrine</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 05:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Grado di Attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual'Ã¨ la differenza sostanziale tra un mercato di paese ed una vetrina? La possibilitÃ  di toccare con mano il prodotto. Il fatto di non essere direttamente a contatto con il prodotto ma di vederlo attraverso un vetro genera distaccamento e, nell'immaginario psicologico, allontana il potenziale cliente all'acquisto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="Vetrine nei Negozi" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1193076_monthly_fees_3.jpg" alt="Vetrine nei Negozi" width="192" height="192" /></p>
<blockquote><p><em>Un sottile vetro che puÃ² portare a non guadagnare</em></p></blockquote>
<p>Le vetrine sono dei <em><strong>divisori </strong></em>tra quello che c&#8217;Ã¨ fuori e quello che c&#8217;Ã¨ dentro: ogni giorno migliaia di persone passeggiando per le vie delle cittÃ  separate dai prodotti proprio da questo vetro.</p>
<p><span style="color: #008000;">Qual&#8217;Ã¨ la <strong>differenza </strong>sostanziale tra un mercato di paese ed una vetrina? La <strong>possibilitÃ  di toccare</strong> con mano il prodotto.</span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Il fatto di non essere <strong>direttamente a </strong></span></span><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><strong>contatto</strong> </span></span><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">con il prodotto ma di vederlo attraverso un vetro genera <strong>distaccamento </strong>e, nell&#8217;immaginario psicologico, <em><strong>allontana il potenziale cliente all&#8217;acquisto</strong></em>.</span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><span id="more-546"></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Infatti, se pensiamo a quei negozi che mettono i cestelli di prodotti appena fuori dalla porta di entrata, vediamo un <strong>interessante fenomeno</strong>. Valutiamolo l&#8217;ipotesi migliore:</span></span></p>
<ol>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">le persone si avvicinano alla vetrina</span></span></em></li>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">guardano i prodotti presentati</span></span></em></li>
<li><em><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">si avvicinano ai cestelli contenenti prodotti<br />
</span></span></em></li>
<li><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><em>entrano nel negozio</em><br />
</span></span></li>
</ol>
<p>Nei negozi che invece <em>non </em>sono dotati di questi cestelli, il processo Ã¨ praticamente uguale, <em>senza il terzo punto</em>.</p>
<p><span style="color: #008000;">Mi piacerebbe <em><strong>valutare</strong></em>:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #008000;">il <strong>grado di attenzione</strong> che un semplice cestello contenente prodotti alla rinfusa, Ã¨ in grado di attirare</span></li>
<li><span style="color: #008000;">capire come il <em><strong>prezzo </strong></em>dei prodotti esposti <strong>incida sull&#8217;entrata</strong> di potenziali clienti nel negozio</span></li>
<li><span style="color: #008000;">valutare la <strong>differenza di accessi</strong> ad uno stesso negozio, sulla base della presenza o meno di questo cestello</span></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Lancio di un Prodotto: Le fasi principali</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogni dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lancio Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento di Prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Soddisfazione del Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Lancio di un Prodotto nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione non ha processi giÃ  definiti, la comunicazione deve capire quali messaggi siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve definire il prezzo di vendita ideale per soddisfare il cliente, il marketing posizionare il prodotto secondo il mercato da raggiungere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-537" title="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//887961_ribbon_cutting_2.jpg" alt="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" width="270" height="179" />Le aziende stanno cercando in tutti i modi di uscire da questo momento difficile cercando di <strong>trovare soluzioni</strong> sempre piÃ¹ in linea con l&#8217;<strong>esigenza dei clienti</strong>.</p>
<p>Il <strong>Lancio di un Prodotto</strong> nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione <em><strong>non ha processi giÃ  definiti</strong></em>, la comunicazione deve capire <em><strong>quali messaggi </strong></em>siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve <strong>definire il prezzo</strong> di vendita ideale per <strong>soddisfare il cliente</strong>, il marketing <strong>posizionare il prodotto</strong> secondo il mercato da raggiungere.</p>
<p>Il <strong>processo di lancio di un prodotto</strong> Ã¨ tutt&#8217;altro che semplice e ho provato a riassumerlo in pochi punti:<span id="more-535"></span></p>
<ol>
<li>identificazione del <em>bisogno/esigenza</em> del cilente (anche inespresso)</li>
<li>identificazione di una <em>soluzione</em></li>
<li>effettuare <em>test di mercato</em> per valutare se la soluzione identificata risolve il bisogno</li>
<li>valutare i <em>costi </em>di realizzazione</li>
<li>realizzare un <em>prototipo di soluzione</em> e valutare eventuali deficit</li>
<li>identificare un <em>prezzo di vendita</em> adatto</li>
<li>effettuare dei <em>test di vendita</em> e valutare le risposte</li>
<li>applicare <em>modifiche </em>ai vari elementi secondo i feedback ricevuti (prezzo, qualitÃ , ecc&#8230;)</li>
<li>creare un <em>immagine del prodotto/servizio</em> realizzato e posizionarlo nel mercato</li>
<li>iniziare la <em>vendita </em>di massa</li>
</ol>
<p><span style="color: #008000;">Questo elenco Ã¨ <em><strong>esauriente </strong></em>per definire il <strong>lancio di un nuovo prodotto</strong> (inteso anche come servizio)<strong>?</strong> Ed inoltre, quali sono secondo te i <strong>punti piÃ¹ critici/difficili per iniziare con successo?</strong></span></p>
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		<title>Impression vs Share: il Costo della Visualizzazione</title>
		<link>http://soragni.it/comunicazione/impression-vs-share-il-costo-della-visualizzazione.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Le impression, ovvero il numero di volte che un dato elemento (esso sia un banner, un link, un video, una pagina web) viene visualizzato. In questo caso stiamo parlando specificatamente di visualizzazioni di elementi presenti in internet, nello specifico di siti web. Lo share Ã¨ la percentuale di persone che visualizzano in una determinata fascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-525" title="Il Costo delle Visualizzazioni" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//296200_meter.jpg" alt="Il Costo delle Visualizzazioni" width="300" height="126" />Le <strong>impression</strong>, ovvero il numero di volte che un dato elemento (esso sia un banner, un link, un video, una pagina web) viene visualizzato. In questo caso stiamo parlando specificatamente di <em><strong>visualizzazioni </strong></em>di elementi presenti in internet, nello specifico di siti web.</p>
<p>Lo <strong>share </strong>Ã¨ la percentuale di persone che visualizzano in una determinata fascia oraria, un passaggio televisivo, radiofonico, o di strumenti di comunicazione similari. Anche in questo caso, la percentuale puÃ² trasformarsi molto semplicemente in un numero reale di <em><strong>Visualizzazioni</strong></em>.</p>
<p>In entrambi i casi il concetto di fondo Ã¨ che c&#8217;Ã¨ una persona che vede un elemento, generando cosÃ¬ una <strong>visualizzazione</strong>. Il <em><strong>costo di un passaggio</strong></em> pubblicitario in Tv Ã¨ tendenzialmente molto superiore rispetto ad un passaggio (visualizzazione) online.</p>
<p><span style="color: #008000;">La domanda Ã¨ quindi: perchÃ© <em>a paritÃ  di visualizzazioni</em> di un messaggio pubblicitario, <strong>il costo di uno &#8220;spot&#8221; Ã¨ maggiore nei media tradizionali rispetto ad internet?<span id="more-519"></span></strong></span></p>
<p><em>Pensando, ho ricavato alcune teorie, che vorrei condividere con voi e riceverne quindi un vostro feedback:</em></p>
<ol>
<li><strong>Copertura del mezzo:</strong> credo che ormai la televisione non abbia <em><strong>problemi di copertura</strong></em>, cosa che internet invece ha ancora (almeno in Italia). In questo senso, il potenziale di visualizzazione Ã¨ molto maggiore sulla televisione rispetto ad un sito/portale web</li>
<li><strong>Grado di InterattivitÃ  dell&#8217;utente: </strong>Sul web l&#8217;utente Ã¨ <em><strong>padrone della propria scelta</strong></em> di cosa guardare. In televisione invece no, in quanto se guardi uno spot pubblicitario sei costretto a vedere <em><strong>solamente quello.</strong></em> Il <em><strong>valore di ogni visualizzazione</strong></em> Ã¨ quindi inferiore</li>
<li><strong>Numero di Canali:</strong> La televisione ha un <em><strong>numero limitato di </strong><strong>canali televisivi </strong></em>(seppur in continua crescita). In questo modo, seppur i numeri di visualizzazione siano mediamente piÃ¹ alti nella televisione, la <em><strong>suddivisione di questi utenti</strong></em> avviene per un numero di trasmissioni nettamente inferiori rispetto al web: se ipoteticamente stimiamo 100 canali televisivi, ma di cui i numeri maggiori li fanno al massimo una decina, su internet esistono almeno migliaia e migliaia di possibilitÃ  di siti e portali</li>
<li><strong>VelocitÃ  di Usufruizione dello strumento:</strong> La televisione Ã¨ molto <em><strong>statica come utilizzo</strong></em>, mentre internet ha un <em><strong>grado di velocitÃ  molto elevato</strong></em> nello spostamento di un utente da un elemento ad un altro, da un sito ad un altro</li>
<li><strong>Numero di informazioni presenti:</strong> collegato al punto precedente, se guardiamo una trasmissione televisiva, siamo <em><strong>monopolizzati </strong></em>da essa. Non abbiamo disturbi esterni che possano confonderci (stessa cosa quindi anche per lo spot televisivo). Viceversa, su internet, le informazioni presenti in un sito sono <em><strong>molteplici </strong></em>e con gradi di <em><strong>attirare l&#8217;attenzione</strong></em> differenti l&#8217;uno dall&#8217;altro</li>
</ol>
<p>Al contempo, tuttavia, <em><strong>internet </strong></em>ha la possibilitÃ  di</p>
<ul>
<li><strong>Targhetizzare gli utenti</strong> ed evolvere il grado di informazioni ricevute per migliorare e rendere sempre piÃ¹ la <em><strong>pubblicitÃ  mirata</strong></em> coerentemente con gli interessi del singolo</li>
<li><strong>Catturare l&#8217;attenzione</strong> dell&#8217;utente anche se sta guardando altre informazioni</li>
<li><strong>Tracciare il singolo utente</strong> ed accompagnare la sua navigazione per quello che ricerca, riuscendo ad anticipare in alcuni casi i <em><strong>bisogni inespressi</strong></em> dello stesso navigatore</li>
<li><strong>Contestualizzare </strong>la pubblicitÃ  per i contenuti del sito, creando valore aggiunto per coloro che la visualizzano</li>
</ul>
<p><span style="color: #008000;">Per questi ed altri motivi <em>prevedo </em>che <strong>il costo della pubblicitÃ  su internet aumenterÃ </strong> nel prossimo futuro, non solo in relazione al continuo <em><strong>aumento di operatori</strong><strong>, aziende ed utenti</strong></em> che vi entrano, ma anche al <strong>grado di specificitÃ </strong> che possiamo avere nei confronti dei nostri stessi utenti.</span></p>
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		<title>Percepire il Valore Associato</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 07:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Valore Percepito]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore percepito di un prodotto e/o servizio non Ã¨Â collegato solo alla quantitÃ  di materiale utilizzato, tempo dedicato per la sua realizzazione o numero di persone impiegate, ma al valore che ogni persona associa ad esso,Â acquisendone di riflesso, sia per ilÂ singolo cheÂ per la comunitÃ , un valore superiore o inferiore. Pensiamo ai soldi: seppur vi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-482" title="Percezione delle Differenze di Valore" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//188636_monopoli.jpg" alt="Percezione delle Differenze di Valore" width="300" height="200" /></p>
<blockquote><p>Il valore percepito di un prodotto e/o servizio <strong>non Ã¨Â collegato solo</strong> alla quantitÃ  di materiale utilizzato, tempo dedicato per la sua realizzazione o numero di persone impiegate, <strong>ma al valore che ogni persona associa ad esso</strong>,Â acquisendone di riflesso, sia per ilÂ singolo cheÂ per la comunitÃ , un <strong>valore superiore o inferiore</strong>.</p></blockquote>
<p>Pensiamo ai soldi: seppur vi sia un <strong>valore economico</strong> associabile alla materia prima e alla lavorazione per realizzarli, esso <em><strong>non corrisponde</strong></em> al valore da noi utilizzato.<span id="more-474"></span></p>
<p>Pensiamo alle scarpe: esse hanno un costo di realizzazione, rappresentato da materie prime e manodopera: eppure, <strong><em>a paritÃ </em></strong> di materiale impiegato &#8211; <em>ed a volte alla qualitÃ </em> &#8211; alcune le paghiamo 20â‚¬ altre 100â‚¬ altre ancora 200â‚¬.</p>
<p>Cosa accomuna Soldi e Scarpe nella <strong>percezione di valore</strong>? Il valore stesso che <strong><em>le persone</em></strong> <strong><em>associano</em></strong> ad un determinato bene (o servizio) <strong>rappresenta il valore economico</strong> che essi sono disposti a spendere pur di averlo.</p>
<p><em>Simo disposti a pagare cifre aÂ doppio zero per un paio di scarpe Nike, ma non siamo disposti a pagare in egual misura un prodotto qualitativamente paragonabile ma acquistato al mercato del paeseÂ (eÂ sopratutto non brandizzato).<br />
Se pagareÂ 10 euro un pizza ci sembra troppo, per una persona di un paese povero, il suo valore ideologico Ã¨ di gran lunga superiore.</em></p>
<p><span style="color: #003366;"><span style="color: #000000;">Sei d&#8217;accordo con quanto ho detto, ovvero che </span>il valore viene attribuito in base alÂ <strong>valore personaleÂ associato ad un determinato bene o servizio?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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