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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Lavorare in Azienda</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>IncapacitÃ  di Rischiare</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 06:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rischio Imprenditoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Al tempo l&#8217;azienda [AllTheWeb] di Sunnydale non soffriva la concorrenza di Big G e non era portata a innovare nÃ© a rischiare. Scelse la cautela, una parola assente dal vocabolario del concorrente. La parola che le ha fatto perdere il confronto. (Fonte Wired.it) Questa frase apparsa sul sito di Wired Italia mi ha fatto pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Al tempo l&#8217;azienda [AllTheWeb</em><em>] di Sunnydale non soffriva la concorrenza di Big G e  non era portata a innovare nÃ© a rischiare. Scelse la cautela, una parola  assente dal vocabolario del concorrente. La parola che le ha fatto  perdere il confronto.</em> (Fonte <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-09/13/google-istant-copiato-da-yahoo!.aspx" target="_blank">Wired.it</a>)</p></blockquote>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-925" title="rischio-innovazione" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads/rischio-innovazione.jpg" alt="" width="300" height="225" />Questa frase apparsa sul sito di <strong>Wired Italia</strong> mi ha fatto pensare molto, perchÃ¨ vedo atteggiamenti molto simili a questo. Qui stiamo parlando di multinazionali dai fatturati da capogiro, eppure, nonostante i budget disponbili, nonostante le possibilitÃ  di rischiare qualcosina e non fallire se qualcosa va storto, <a href="http://soragni.it/blog/aziende-la-capacita-di-innovarsi.html">non si prova e non si rischia</a>.</p>
<p>&#8220;Scelse la cautela&#8221; Ã¨ la frase che mi ha colpito maggiormente. Poteva essere <strong>rivoluzionaria </strong>giÃ  anni fa quando il l&#8217;allora piccolo Google &#8220;faticava a stare a galla&#8221;.</p>
<p><a href="http://twitter.com/aserravezza/statuses/22548108558" target="_blank">Non sempre Ã¨ possibile innovare</a>, questo Ã¨ certo, a volte analisi sbagliate, mercati che si trova in un certo grado evolutivo possono portare a considerare fallimentari idee che dopo qualche anno risultano rivoluzionarie o comunque si trasformano in grandi buone (e proficue) idee. Ma almeno, <strong>Ã¨ sempre possibile provarci</strong>.</p>
<p>L&#8217;esempio forse piÃ¹ eclatante che io ricordi sono gli ebook reader, immessi sul mercato qualche anno fa e mai considerati, fintanto che grandi aziende trascinate da Apple, hanno riaperto la strada puntando su una nuova tecnologia e un nuovo strumento.</p>
<p>SarÃ  anche un fatto di innovazione, di comunicazione, di mercato non pronto alla rivoluzione, di tecnologia mancante, poco performante per ciÃ² che si vuole fare o troppo costosa, ma ogni tanto fa bene, sopratutto per chi di mestiere fa l&#8217;imprenditore, pensare al <strong>rischio come opportunitÃ  e non come fallimento</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di grandi aziende, le rivoluzioni che posso fare loro con i loro soldi non sono immaginabili da piccole aziende. <strong>Ma l&#8217;innovazione non Ã¨ un fattore economico</strong>.</p>
<p>Forse innovazione viene intesa come &#8220;trasformare cÃ² che faccio in qualcosa di nuovo&#8221;. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">Innovazione Ã¨ <strong>cambiamento</strong> che genera <strong>progresso umano</strong></a> indipendentemente da ciÃ² che siamo in grado di fare ora. Il caso scozzese dei <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-31/pollai-trasformati-monocali-lusso-140353.shtml?uuid=AYuFnLLC" target="_blank">pollai trasformati in monolocali</a> deve essere di esempio. E non ditemi che l&#8217;evoluzione naturale di una gabbia per polli Ã¨ un dolce e confortevole monolocale per innamorati <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>CreativitÃ  ed un po di rischio sono fondamentali per vincere le sfide di un <strong>mercato in continua evoluzione</strong>. <span style="color: #800000;">Altrimenti rischieremo di perdere sempre qualsiasi confronto&#8230;</span></p>
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		<title>Il Valore di un Cliente: Quanto e Come Valutarlo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 03:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Cross Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Passa Parola]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia di Fidelizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Up Selling]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Valore di Vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Economico]]></category>

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		<description><![CDATA[Capire il valore di un cliente ovvero quanto sarÃ  l'utile che esso andrÃ  a generare durante il rapporto che avrÃ  con noi, ci permette di analizzare differenti aspetti sulle azioni di marketing successive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-729" title="Valore Cliente" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//1198416_business1.jpg" alt="Valore Cliente" width="240" height="227" />Nella fase di <strong>Start Up</strong> di una <strong>Strategia di (Web) Marketing,</strong> una delle componenti principali Ã¨ stabilire il valore di ogni cliente o potenziale tale. Capire il <strong>valore di un cliente</strong> ovvero quanto sarÃ  l&#8217;utile che esso andrÃ  a generare durante il rapporto che avrÃ  con noi, ci permette di analizzare differenti aspetti sulle <strong>azioni di marketing successive</strong>.</p>
<p>Spesso il risultato di un&#8217;<strong>azione promozionale</strong> viene valutata in modo errato, calcolando la spesa totale dividendola con il fatturato totale. Seppur corretto come calcolo, non avremo modo di capire effettivamente quale valore aggiunto ogni cliente porta all&#8217;azienda in termini economici. Inoltre non ci permette di capire ed analizzare quanto sarÃ  lo sforzo, sempre in termini economici, che dovremmo impiegare per <strong>acquisire un nuovo cliente</strong>, e quindi quantoÂ  potremmo permetterci di spendere per averlo nel nostro portafolio clienti.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>PerchÃ© Ã¨ necessario conoscere il Valore di un Cliente?</strong></span></p>
<p>In caso di problemi, sapere quanto ogni cliente ci porta in termini di utile ci permetterÃ  di capire fino a che punto possiamo &#8220;<strong>investire</strong>&#8221; su di lui, per poterlo fidelizzare o per poterlo rassicurare durante una fase critica. Tutto questo si traduce in una <strong><span style="color: #008000;">minore perdita di clienti</span></strong>, aumentando la durata del rapporto con maggiori possibilitÃ  di vendita di tipo superiore (<strong>up selling</strong>) o di tipo differenziale associato (<strong>cross selling</strong>), ma anche di &#8220;passaparola&#8221; che permetterÃ  di <span style="color: #008000;"><strong>acquisire nuovi clienti</strong></span> con uno sforzo economico e non molto inferiore rispetto al solito.<span id="more-443"></span></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Come calcolare il Valore di un Cliente?</span></strong></p>
<p>Il <span style="color: #008000;">valore di un cliente</span> Ã¨ calcolabile, prendendo in considerazione un arco temporale ben definito, attraverso i seguenti fattori:</p>
<ul>
<li>Durata del rapporto medio totale di un Cliente</li>
<li>Numero di Clienti acquisiti da &#8220;Passa Parola&#8221;</li>
<li>Valore della Vendita</li>
<li>Margine di Profitto</li>
<li>Numero di Vendite per Cliente</li>
</ul>
<p>Se riusciamo ad estrapolare queste informazioni dalla gestione ordinaria aziendale, potremmo <strong>trovare i punti deboli</strong> e quindi porvi rimedio, o almeno, emarginare il problema.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Chi puÃ² calcolare il Valore di un Cliente?</strong></span></p>
<p>Credo sinceramente che <strong>ogni azienda</strong> debba soffermarsi un attimo sull&#8217;analisi di questi fattori. Dalla piccola pizzeria d&#8217;asporto alla grande azienda, ristorante, negozio di abbigliamento o scarpe che sia, <strong>analizzare il valore</strong> che ogni cliente porta all&#8217;azienda Ã¨ un fattore determinante per poter <strong><span style="color: #008000;">avere </span><span style="color: #008000;">successo nel medio/lungo periodo</span></strong>. Non esiste azienda che possa permettersi di <span style="text-decoration: underline;">non</span> analizzare questi valori.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quali informazioni posso ricavare?</strong></span></p>
<p>Le informazioni che possiamo ricavare sono molteplici. Dall&#8217;informazione della capacitÃ  dell&#8217;azienda di trattenere un cliente alla quantitÃ  di aziende che vengono in contatto con noi grazie a suggerimenti di nostri giÃ  fedeli clienti.</p>
<p>Il <strong>Valore della Vendita</strong> ci permetterÃ  di capire quanto un cliente Ã¨ strategico per noi e che valore porta all&#8217;interno: spesso il fatto che un cliente spenda di piÃ¹, non significa in automatico che ci porterÃ  un utile maggiore.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Cosa me ne faccio di questi valori?</strong></span></p>
<p>Un dato di un&#8217;analisi Ã¨ sempre importante perchÃ©, per quanto inesatto possa essere (nei limiti del tollerabile) Ã¨ comunque una chiara indicazione di <span style="color: #000000;"><strong>come si sta evolvendo l&#8217;attivitÃ </strong></span>. Ad esempio, capire che il problema dell&#8217;azienda Ã¨ la scarsa propensione del cliente a rimanere da noi, puÃ² far aprire gli occhi di chi li analizza, e si potrÃ  proseguire con una strategia volta al miglioramento della durata del rapporto medio, o ancora, nonostante il numero elevato di vendite, se si riscontra un un ridottissimo margine di utile, potremmo pensare a <strong>procedure di ottimizzazione </strong>dei processi aziendali, volti ad incrementare l&#8217;efficienza dei processi produttivi.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quando queste informazioni sono inefficaci?</strong></span></p>
<p>Come ogni dato, assume un valore se viene considerato <span style="color: #993300;">non solo come una serie di numeri</span>, ma anche come una serie di indicazioni chiare della <strong>strada da percorrere</strong>. Il Valore di un Cliente diventa quindi inefficiente ed inutile quando, una volta calcolato, lo si abbandona a se stesso e non si prova ad <strong>analizzarlo </strong>per quello che Ã¨ il suo <strong>significato strategico per l&#8217;azienda</strong>.</p>
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		<title>Il divertimento in Azienda</title>
		<link>http://soragni.it/tendenze/il-divertimento-in-azienda.html</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[ProduttivitÃ ]]></category>
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		<description><![CDATA[Il concetto di divertimento lo si associa nella quasi totalitÃ  dei casi al tempo libero, dedicato al riposo, vacanze e ai giorni di festa. Il piÃ¹ delle volte l&#8217;associazione Divetimento e Azienda sfocia in un contrasto alquanto forte. Le persone lavorano per uno stipendio con cui potranno andare a divertirsi. A questo proposito, vi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-530" title="ProduttivitÃ  ed Atteggiamento in Azienda" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//758015_balls.jpg" alt="ProduttivitÃ  ed Atteggiamento in Azienda" width="240" height="179" />Il concetto di <strong>divertimento </strong>lo si associa nella quasi totalitÃ  dei casi al tempo libero, dedicato al riposo, vacanze e ai giorni di festa.</p>
<p>Il piÃ¹ delle volte l&#8217;associazione <strong>Divetimento</strong> e <strong>Azienda </strong>sfocia in un <em><strong>contrasto </strong></em>alquanto forte. Le persone lavorano per uno stipendio con cui potranno andare a divertirsi.</p>
<p><span style="color: #008000;">A questo proposito, vi sono delle strategie che permettano all&#8217;interno di un&#8217;azienda di <strong>trasformare il tempo</strong> passato a lavorare (la maggior parte del nostro tempo) <strong><em>in un divertimento</em>?<span id="more-494"></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;">Il lavoro Ã¨ lavoro, questo lo si sa, ma un lavoro cadenzato da un ritmo seppur veloce con un <em><strong>atteggiamento piÃ¹ rilassato e divertente</strong></em>, puÃ² portare <strong>vantaggi in termini di produttivitÃ ?</strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;">Fino a dove l&#8217;azienda puÃ² permettersi di &#8220;<em>lasciare giocare</em>&#8221; i propri dipendenti e dove invece imporre un <strong>comportamento piÃ¹ rigorosamente professionale?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lancio di un Prodotto: Le fasi principali</title>
		<link>http://soragni.it/marketing/lancio-di-un-prodotto-le-fasi-principali.html</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogni dei Consumatori]]></category>
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		<category><![CDATA[Test di Vendita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Lancio di un Prodotto nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione non ha processi giÃ  definiti, la comunicazione deve capire quali messaggi siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve definire il prezzo di vendita ideale per soddisfare il cliente, il marketing posizionare il prodotto secondo il mercato da raggiungere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-537" title="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//887961_ribbon_cutting_2.jpg" alt="Le fasi per Lanciare un Nuovo Prodotto" width="270" height="179" />Le aziende stanno cercando in tutti i modi di uscire da questo momento difficile cercando di <strong>trovare soluzioni</strong> sempre piÃ¹ in linea con l&#8217;<strong>esigenza dei clienti</strong>.</p>
<p>Il <strong>Lancio di un Prodotto</strong> nuovo, inesistente sul mercato Ã¨ difficile in quanto la produzione <em><strong>non ha processi giÃ  definiti</strong></em>, la comunicazione deve capire <em><strong>quali messaggi </strong></em>siano piÃ¹ funzionali, il commerciale deve <strong>definire il prezzo</strong> di vendita ideale per <strong>soddisfare il cliente</strong>, il marketing <strong>posizionare il prodotto</strong> secondo il mercato da raggiungere.</p>
<p>Il <strong>processo di lancio di un prodotto</strong> Ã¨ tutt&#8217;altro che semplice e ho provato a riassumerlo in pochi punti:<span id="more-535"></span></p>
<ol>
<li>identificazione del <em>bisogno/esigenza</em> del cilente (anche inespresso)</li>
<li>identificazione di una <em>soluzione</em></li>
<li>effettuare <em>test di mercato</em> per valutare se la soluzione identificata risolve il bisogno</li>
<li>valutare i <em>costi </em>di realizzazione</li>
<li>realizzare un <em>prototipo di soluzione</em> e valutare eventuali deficit</li>
<li>identificare un <em>prezzo di vendita</em> adatto</li>
<li>effettuare dei <em>test di vendita</em> e valutare le risposte</li>
<li>applicare <em>modifiche </em>ai vari elementi secondo i feedback ricevuti (prezzo, qualitÃ , ecc&#8230;)</li>
<li>creare un <em>immagine del prodotto/servizio</em> realizzato e posizionarlo nel mercato</li>
<li>iniziare la <em>vendita </em>di massa</li>
</ol>
<p><span style="color: #008000;">Questo elenco Ã¨ <em><strong>esauriente </strong></em>per definire il <strong>lancio di un nuovo prodotto</strong> (inteso anche come servizio)<strong>?</strong> Ed inoltre, quali sono secondo te i <strong>punti piÃ¹ critici/difficili per iniziare con successo?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Azienda Tandem: metafora del Lavoro di Gruppo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro di Gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi Aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi dei Singoli]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi di Gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di lavoro Ã¨ costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolaritÃ , nella consapevolezza di dipendere l'uno dall'altro e di condividere gli stessi obiettivi e gli stessi compiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-513" title="Il Lavoro di Gruppo per raggiungere gli stessi traguardi" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//FotoliaComp_663029_2CMIbOqeROKHD9Jk3r9JGh0nbtC9wk.jpg" alt="Il Lavoro di Gruppo per raggiungere gli stessi traguardi" width="307" height="205" /></p>
<p>Il concetto di <strong>Lavoro di Gruppo</strong> Ã¨ spesso sentito ed abusato, a volte senza congnizione di causa e senza averlo  <em><strong>mai</strong><strong> applicato </strong></em>veramente (questo da parte delle aziende).</p>
<blockquote><p>Un gruppo di lavoro Ã¨ costituito da un <em><strong>insieme di individui</strong></em> che interagiscono tra loro con una certa regolaritÃ , nella consapevolezza di dipendere l&#8217;uno dall&#8217;altro e di <em><strong>condividere gli stessi obiettivi</strong></em> e gli stessi compiti.</p></blockquote>
<p>Mi piace ricordare come i Tandem, ovvero le biciclette a due posti, possano essere metafora perfetta di un <strong>gruppo di lavoro efficiente ed efficace</strong>: queste come un gruppo di lavoro ha la caratteristica di essere <strong>orientata ad un unico obiettivo</strong> definibile come <em><strong>traguardo</strong></em>.<strong><span id="more-496"></span></strong></p>
<p>Nelle aziende questo Ã¨ fondamentale per <strong>raggiungere con successo</strong> quanto Ã¨ stato definito all&#8217;inizio. Come in un tandem se una persona pedale piÃ¹ lentamente rispetto ad un&#8217;altra sarÃ  difficile <em><strong>raggiungere </strong></em>in tempi breve il traguardo, se una persona gira a destra quando l&#8217;altra piega a sinistra, si <strong><em>rischierÃ  </em></strong>un fragoroso capitombolo.</p>
<p>Allo stesso modo, se in un gruppo vi sono <em><strong>persone che </strong><strong>rallentano </strong></em>la corsa degli altri, <strong>tutto il gruppo rallenta</strong> e impiega piÃ¹ tempo ed ha piÃ¹ difficoltÃ  a raggiungere il traguardo, nonchÃ© se gli <strong>obiettivi di gruppo differiscono dagli obiettivi dei singoli</strong> di raggiungerlo, arrivare al successo sarÃ  molto piÃ¹ difficile di quanto possa essere se tutti sono orientati e &#8220;pedalano&#8221; verso la <strong>stessa meta</strong>.</p>
<p><span style="color: #008000;">Il problema piÃ¹ grosso Ã¨ <strong>comprendere gli obiettivi dei singoli uniformandoli a quelli del gruppo</strong>, in modo tale che tutti abbiano ben chiaro dove si vuole arrivare. <span style="color: #008000;"><em><strong>Suggerimenti a riguardo?</strong></em></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vantaggi e Svantaggi della Specializzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 07:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda Specializzata]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Margine Economico]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione dei Costi]]></category>
		<category><![CDATA[Specializzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La specializzazione porta a creare migliorie costanti con una conseguente riduzione del tempo ed un aumento di qualitÃ  dei prodotti e servizi offerti al mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-504" title="Specializzazione per Migliorare la ProduttivitÃ " src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//860640_cooperation.jpg" alt="Specializzazione per Migliorare la ProduttivitÃ " width="270" height="225" />Tutte le aziende esistenti sono sicuramente brave a fare qualcosa. Con una sorta di selezione naturale, <em>chi non Ã¨ in grado</em> di <strong>soddisfare i bisogni</strong> o le <strong>aspettative dei clienti</strong>, chiude. Esse producono beni e/o erogano servizi in base al settore in cui si trovano, alle caratteristiche ed ai bisogni dei propri clienti/consumatori.</p>
<p>Prendiamo ad esempio una qualsiasi di queste aziende: seppur vanti nel proprio catalogo differenti prodotti o servizi, uno sicuramente Ã¨ quello a cui <em><strong>punta maggiormente</strong></em>. Si Ã¨ in pratica <strong>specializzata nella produzione</strong> di uno specifico prodotto/servizio a cui punta per almeno l&#8217;<strong>80% delle sue vendite</strong>, mentre ha inserito nel tempo, sulla base delle <strong>richieste e modifiche del mercato</strong> altri prodotti o servizi , ma che tendono a risultare sempre diÂ  <em><strong>supporto a quello principale</strong></em>.<span id="more-455"></span></p>
<p>Altre volte ci sono aziende che producono o rivendono &#8220;<em>di tutto un po</em>&#8221; ed in questo caso trovare un vero e proprio prodotto &#8220;principe&#8221; non Ã¨ facile, e spesso Ã¨ rappresentato da quello che <strong>genera maggiori margini economici</strong>.</p>
<p>Qual&#8217;Ã¨ la differenza fondamentale tra le due aziende? <strong>Nella seconda non esiste specializzazione</strong>.</p>
<p>Il De Mauro definisce la <strong>Specializzazione </strong>come:</p>
<blockquote><p><span class="descrizione"> Particolare preparazione e competenza specifica in un settore, in una disciplina, che consente di ottenere una particolare competenza in un ambito specifico.</span></p></blockquote>
<p><span class="descrizione">A questo proposito una <strong>azienda specializzata</strong> in una determinata attivitÃ  sarÃ  molto piÃ¹ <strong>efficiente </strong>rispetto a chi fa un po di tutto.</span></p>
<p>D&#8217;altronde la specializzazione piÃ¹ avvenire anche per queste ultime, attraverso la suddivisione di attivitÃ  in <em><strong>sottogruppi e rami aziendali</strong></em>.</p>
<p>La specializzazione porta inoltre a creare <strong>migliorie costanti</strong> con una conseguente <strong>riduzione del temp</strong>o ed un <strong>aumento di qualitÃ </strong>.</p>
<p><span style="color: #008000;">Io ho elencato alcuni dei possibili vantaggi che puÃ² portare la <strong>specializzazione </strong>all&#8217;interno di un&#8217;azienda: <strong>ma possono nascere anche degli svantaggi da tutto questo?</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Crisi Economica vista dalle Aziende: Lâ€™Epilogo della Crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 05:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo le Aziende predisposte allâ€™innovazione, incuranti dei momentanei minori ricavi, riceveranno unâ€™immagine dal valore inestimabile nel prossimo futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Le Aziende Contribuiscono alla Crisi Globale" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/47.jpg" alt="Crisi Economica per le Aziendale" width="295" height="195" />In questo momento ci troviamo allâ€™interno di <strong>una delle piÃ¹ gravi crisi economiche</strong> che hanno colpito in modo significativo il mondo negli ultimi due secoli.</p>
<p>Ad Oggi, Il <strong>mondo economico sta rivalutando molte cose</strong> e quando la situazione inizierÃ  a risolversi, solo <strong>chi Ã¨ riuscito a resistere ne uscirÃ  piÃ¹ forte e con unâ€™esperienza unica</strong> del suo genere.</p>
<p><em><strong>Ma chi riuscirÃ  a sopravvivere?</strong></em><br />
<span id="more-290"></span></p>
<p>La <a title="La Crisi delle Aziende" href="http://soragni.it/blog/la-crisi-economica-vista-dalle-aziende-principi-della-crisi.html" target="_blank">crisi</a> per le aziende mette in ballo due cose:</p>
<ol>
<li><strong>Fattori Economici:</strong> se la tua impresa ha pochi soldi uscire dalla crisi sarÃ  difficile; se a livello finanziario sei tranquillo, <em>dovrai stare attento a dove investi</em> per non perdere tutto;</li>
<li><strong>Fattori di Gestione:</strong> <em>se </em>non si ha una buona struttura<em>,</em> <em>non si riusciranno a gestire problemi interni ed esterni contemporaneamente</em> ed in modo proficuo;</li>
</ol>
<p>In caso di difficoltÃ , questi due punti portano alla medesima conseguenza: <strong>sbagliare qualcosa in fase di recessione, determinerÃ  la strada dura ed in salita per il futuro</strong>.</p>
<p>Ora non câ€™Ã¨ in ballo solo la <strong>sopravvivenza</strong>, ma anche la <strong>reputazione </strong>nel caso si riesca ad uscirne indenni da tutto questo.</p>
<p>Solo le <strong>Aziende predisposte allâ€™<a title="Innovazione Aziendale" href="http://soragni.it/blog/concentrazione-aziendale-e-la-guerra-dei-prezzi.html" target="_blank">innovazione</a></strong>, incuranti dei momentanei minori ricavi, riceveranno unâ€™<strong>immagine dal valore inestimabile</strong> nel prossimo futuro.</p>
<p><strong><em>Le aziende Italiane sono pronte a tutto ciÃ²?</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Potere Imprenditoriale</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 05:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditore]]></category>
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		<category><![CDATA[Potere Imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Di Vista]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovazione Ã¨ un punto cruciale: la mancanza di questa capacitÃ  in unâ€™azienda, la rende obsoleta molto velocemente, particolarmente attaccabile dal punto di vista dei prezzi, costi e quote di mercato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Gli Imprenditori Smettono di Creare Valore per Attaccarsi al Denaro" src="http://soragni.it/blog/grafica/48.jpg" alt="Potere Imprenditoriale" width="239" height="243" /><strong>Gli imprenditori hanno molte idee</strong>, soprattutto nella fase iniziale di creazione di unâ€™azienda: successivamente, quando questa parte, funziona e soprattutto rende (economicamente parlando) <strong>si nota un generale calo di attenzione per il cuore di quanto creato</strong> per spostarsi al fatidico Portafoglio.</p>
<p><strong>Innovazione Ã¨ un punto cruciale</strong>: la mancanza di questa capacitÃ  in unâ€™azienda, la rende obsoleta molto velocemente, particolarmente <strong>attaccabile dal punto di vista dei prezzi, costi e quote di mercato</strong>.</p>
<p><em><strong>PerchÃ© gli imprenditori si stancano di creare innovazione?</strong></em></p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>Giustamente, dopo anni ed anni di fatiche e risparmi, anche lâ€™imprenditore vuole come tutti gli esseri umani â€œdipendentiâ€, e puÃ² prendere due possibili strade:<strong></strong><br />
-	<strong>Mollare tutto</strong> e ricominciare da capo, qualsiasi altra cosa;<br />
-	<strong>Affidare l&#8217;azienda a qualcun altro</strong>, rimanendo come supervisore generale.</p>
<p><strong>Rari sono i casi in cui una delle due opzioni si avveri</strong>: la prima generalmente non viene presa in considerazione, perchÃ© <strong>non rispecchia lâ€™animo imprenditoriale</strong>, se non nei momenti in cui entra in gioco qualcosâ€™altro di piÃ¹ redditizio, la seconda Ã¨ dovuta alla <strong>Paura di Perdere Potere</strong>.</p>
<p>Ed Ã¨ infatti questo il <strong>punto principale</strong>: spesso <strong>le nuove entrate </strong>nellâ€™azienda <strong>non sono viste come motivo di stimolo e nuova innovazione</strong>, <strong>ma come rischio di aumento spropositato ed </strong><strong>incontrollato di potere</strong> che i nuovi soggetti possono avere allâ€™interno dellâ€™azienda.</p>
<p>Entra in gioco lâ€™avarizia, con lâ€™effetto di chiusura in un paraocchi incredibile, perdendo la possibilitÃ  di <strong>investire oggi Uno per ricavarne domani Dieci</strong>.</p>
<p><em>Lâ€™attaccamento alle poltrone Ã¨ veramente cosÃ¬ forte o ci sono altri fattori ad influenzare la <strong>mancata di voglia nell&#8217;innovazione?</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Crisi Economica vista dalle Aziende: Il Principio della Crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 05:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare in Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Consumismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagni]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Globale]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le aziende vivono, sopravvivono o muoiono a seconda dello stato del mercato, ma anche dallo stato organizzativo e gestionale interno: e questo non Ã¨ collegato solo un fattore economico e dello stato finanziario dellâ€™azienda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Le Aziende Contribuiscono alla Crisi Globale" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/47.jpg" alt="Crisi Economica per le Aziendale" width="295" height="195" />Il <strong>mondo economico Ã¨ ciclico</strong> e come tale, vi sono <strong>momenti di crescita ed altri di profonda crisi</strong>.</p>
<p>Le aziende vivono, sopravvivono o muoiono a seconda dello <strong>stato del mercato</strong>, ma anche dallo <strong>stato organizzativo e gestionale interno</strong>: e questo non Ã¨ collegato solo ad un fattore economico o dallo stato finanziario dellâ€™azienda.</p>
<p>Le aziende procedono nel loro operato con unâ€™<strong>organizzazione propria</strong> mirando ad un obiettivo economico ben definito: nel loro piccolo esse <strong>costruiscono il loro futuro</strong>,<strong> ma contribuiscono all&#8217;andamento di tutto il mercato</strong> creando benefici o arrecando danno allâ€™intero mondo economico a seconda del loro operato.<span id="more-286"></span></p>
<p>Le azioni delle aziende <strong>nei momenti di crescita sono orientate ai grandi guadagni</strong>, allo sfruttamento massimale delle risorse poichÃ¨ la domanda alta di prodotti e servizi porta ad avere guadagni maggiori instaurando un processo di <strong>incremento della produzione</strong>.</p>
<p>Vi Ã¨ perÃ² un <em><strong>punto di non ritorno</strong></em>, in cui lâ€™entitÃ  â€œeconomiaâ€ accumula tutti gli <strong>svantaggi della corsa al business</strong>: consumismo, inquinamento, sfruttamento al limite delle risorse.</p>
<p>Ed Ã¨ questa la prefazione della Crisi Economica: giusto o sbagliato che sia, nella pratica, <strong>gli interessi dei singoli portano svantaggi globali</strong>.</p>
<p><em>E nessuno si sofferma un attimo a guardare il futuro&#8230;</em></p>
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		<title>Analizzare il Target (Esempio Pratico)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 06:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Traffico]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendendo spunto dal Blog di Francesco Gavello mentre parlava della tipologia e qualitÃ  dei visitatori su un sito, vorrei soffermarmi sulla sua ultima affermazione: &#8230;e se dovessi scegliere tra pochi visitatori in target o pochi visitatori in target piÃ¹ molti visitatori fuori target, opterei per la seconda ipotesi senza pensarci due volte&#8230; Premetto subito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Analizzare il Target: come capire quali sono i nostri Potenziali Clienti" src="http://soragni.it/blog/grafica/46.jpg" alt="Analizzare il Target" width="183" height="270" />Prendendo spunto dal Blog di <a title="Il Blog di Francesco Gavello" href="http://francescogavello.it/posizionarsi-per-immagini-i-due-lati-della-medaglia" target="_blank">Francesco Gavello</a> mentre parlava della tipologia e <a title="La QualitÃ  degli Accessi al Sito" href="http://soragni.it/blog/long-tail-ed-il-valore-del-traffico.html" target="_blank"><strong>qualitÃ  dei visitatori su un sito</strong></a>, vorrei soffermarmi sulla sua ultima affermazione:</p>
<blockquote><p><em>&#8230;e se dovessi scegliere tra pochi visitatori in target o pochi visitatori in target piÃ¹ molti visitatori fuori target, opterei per la seconda ipotesi senza pensarci due volte&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Premetto subito che <em>non sono d&#8217;accordo sulla sua preferenza </em>(ovviamente parere personale), e proverÃ² a spiegare il motivo uscendo dal mondo internet e provando a fare un&#8217;analisi di esempio ed analisi di traffico di un negozio di scarpe, un esempio pratico non reale, ma comunque possibile.  <strong>Siamo sicuri di voler tanto <span style="color: #008000;">Traffico Fuori Target?</span></strong> <span id="more-275"></span> Davanti alle nostre vetrine <strong>passano tantissime persone</strong>, che possiamo raggruppare in tre categorie in base alle loro azioni:</p>
<ol>
<li><span style="color: #000080;"><strong> Persone che Entrano</strong></span></li>
<p><em>a) persone che acquistano</em><em><br />
b) persone che guardano interessate<br />
c) persone che guardano disinteressate</em></p>
<li><strong> <span style="color: #000080;">Persone che si Fermano a guardare la Vetrina</span></strong></li>
<p><em>a) persone che guardano interessate<br />
b) persone che guardano disinteressate</em></p>
<li><strong> <span style="color: #000080;">Persone Disinteressate, passano oltre al nostro Negozio</span></strong></li>
</ol>
<p>Il <strong><span style="color: #000080;">Target di livello 1</span> </strong>Ã¨ sicuramente il piÃ¹ interessante in quanto Ã¨ quello che entra effettivamente nel nostro negozio. In questo livello possiamo effettuare una <strong>prima divisione in tre sottogruppi</strong>: abbiamo le <strong>persone che acquistano</strong>, <strong>persone interessate ai prodotti</strong> ma che non raggiungono l&#8217;obiettivo e quindi non convertono l&#8217;interesse in acquisto, <strong>ma anche utenza disinteressata</strong>.</p>
<p>Mi si potrebbe contestare che <em>&#8220;se uno entra in negozio allora Ã¨ interessato al prodotto!&#8221;</em>&#8230; Invece non Ã¨ propriamente cosÃ¬.  Abbiamo tutta una serie di persone che possono <strong>entrare in un negozio senza che essere siano minimamente attratte dal prodotto</strong>. Ricordo come esempio i turisti (che entrano senza acquistare, solo per il piacere di vedere cosa si vende), componenti di una famiglia che accompagnano un&#8217;altro ad acquistare, mariti/mogli e fidanzati/fidanzate che accompagnano il proprio partner, ecc&#8230;</p>
<p>Infine abbiamo <strong>il <span style="color: #000080;">target a livello 2</span></strong>, e si potrebbe pensare che dal momento che guardano la vetrina, sono interessati: anche qui dovremmo fare una <strong>scrematura tra osservatori disinteressati</strong> all&#8217;acquisto <strong>e quelli ad alto potenziale</strong>: quest&#8217;ultimo, rappresenta lo <strong>step iniziale dello stato #1A</strong> ovvero del <strong>target che acquista</strong>: passa, vede in vetrina un qualcosa che gli piace, entra, prova, acquista.</p>
<p>Non Ã¨ difficile comprendere come <strong>il <span style="color: #000080;">Target di livello 3</span> </strong>sia a primo avviso il meno proficuo e rappresenta l&#8217;utenza che in questo momento<strong> non acquista nulla</strong>. Rientrano in questo genere di persone tutti coloro che non hanno bisogno di scarpe, persone affezzionate al loro negozio di fiducia, ecc&#8230;</p>
<p>Proviamo ad immaginare <strong>se tutte le persone di Livello 2 e 3 provassero ad entrare</strong>? Quanta confusione ci sarebbe nel nostro negozio? E sopratutto <strong>di quanto aumenta la probabilitÃ  che esse</strong> (ricordo che sono i target piÃ¹ disinteressati all&#8217;acquisto)<span style="color: #ff9900;"> <span style="color: #000000;"><strong>aumentino il fatturato</strong>?</span></span></p>
<p>Esse <strong>creerebbero sicuramente <span style="color: #993300;">disagio</span></strong>, occupando spazio a chi effettivamente vuole acquistare nonchÃ¨ andrebbero ad instaurare tutta un&#8217;altra serie di limiti che <strong><span style="color: #993300;">porterebbero diverse </span><span style="color: #993300;"><span style="color: #993300;">difficoltÃ </span> </span></strong>a chi Ã¨ effettivamente interessato.</p>
<p>Come puoi ben capire non Ã¨ facile avere una<strong> visione completa del Target </strong>e questa analisi Ã¨ stata fatta in pochi minuti quindi senza considerare tutte le possibili varianti. Ma sicuramente si puÃ² capire come nonostante molte persone guardino i nostri prodotti, <strong>non tutti</strong> rientrano nel nostro cliente di riferimento per la <strong>vendita</strong>.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>E tu cosa preferisci? Tante persone non Targetizzate o poche ma in Target?</strong></em></span></p>
<blockquote><p><em><strong>Nota ai Lettori</strong>: prego chi legge di essere mentalmente flessibili e di non prendere per assoluti gli esempi che stiamo facendo, perchÃ¨ forzati per spiegare concetti teorici difficilmente relazionabili con esempi realistici.</em></p></blockquote>
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