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	<title>Web Marketing Strategist: Mattia Soragni &#187; Interviste</title>
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	<description>Strategie di Web (&#38;) Marketing</description>
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		<title>Tutti possono sbagliare: quando il passato insegna</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[John Donahoe si Ã¨ reso quindi conto che -forse- il passato ha impedito ad Ebay di crescere in modo corretto. Ed Ã¨ un errore che, se sfruttato nel modo corretto, puÃ² permettere il miglioramento della capacitÃ  di fidelizzazione: l'utente/cliente Ã¨ sensibile al processo di "umanizzazione" di un'azienda nel tentativo di avvicinarla alle esigenze delle persone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-424" title="Passato e Futuro di Ebay" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//passato-o-futuro-150x150.jpg" alt="Passato e Futuro di Ebay" width="150" height="150" />Leggevo con attenzione l&#8217;articolo di Emanuele Menietti di Webnews.it relativo al <strong><a title="Il rinnovamento di Ebay dei prossimi tre anni" href="http://business.webnews.it/news/leggi/10332/tre-anni-per-rinnovare-ebay/" target="_blank">rinnovamento</a> previsto per Ebay</strong> nei prossimi anni; il famoso portale ha bisogno di <strong>cambiare e ritrovare la competitivitÃ </strong> per tornare alla ribalta.</p>
<p>La cosa che mi ha fatto soffermare maggiormente sono state le <em>dichiarazioni del CEO di Ebay</em> <a title="La Biografia di John Donahoe, CEO di Ebay" href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Donahoe" target="_blank">John Donahoe</a>:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;EBay ha un passato glorioso. Ma sinceramente, Ã¨ <strong>un passato sul quale abbiamo fatto troppo affidamento</strong>&#8220;</em></p></blockquote>
<p><span id="more-405"></span>e, riporto quanto scritto nell&#8217;articolo originale di webnews:</p>
<blockquote><p><em>Il CEO di eBay non ha comunque nascosto il suo disappunto per <strong>non aver creato la sinergia sperata con Skype</strong>, costatagli nel 2005 circa 2,6 miliardi di dollari. Laconico il suo commento: Â«Ci siamo sbagliatiÂ»</em></p></blockquote>
<p>Due sono i punti su cui mi vorrei soffermare:</p>
<ol>
<li><strong>Il Passato</strong>: Ebay, il piÃ¹ grande portale di compravendita on line al mondo, <em><strong>ha affidato il successo futuro sulla base dal passato</strong></em>, senza investire (apparentemente) all&#8217;evoluzione. Seppur sia palese che Ebay abbia sfruttato il suo successo iniziale (assolutamente di suo diritto), piÃ¹ volte ho riscontrato nelle sue strategie una posizione di &#8220;arroganza&#8221; nei confronti dell&#8217;utenza che lo utilizzava (e quindi di suo guadagno)</li>
<li><strong>Skype? Ci siamo sbagliati</strong>: l&#8217;acquisto di Skype, Ã¨ stato un <em><strong>passo strategico molto importante</strong></em>, con delle potenzialitÃ  di sviluppo e guadagno non indifferenti. Skype tuttavia, non ha sviluppato una strategia di guadagno che gli permettesse un auto-sostentamento immediato.</li>
</ol>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-425" title="La sede di Ebay" src="http://soragni.it/blog/wp-content/uploads//ebay-150x150.jpg" alt="La sede di Ebay" width="150" height="150" />John Donahoe si Ã¨ reso quindi conto che -<em>forse</em>- <strong>il passato ha impedito ad Ebay di crescere in modo corretto</strong>.</p>
<p>Ed Ã¨ <strong>un errore che, se sfruttato nel modo corretto</strong>, puÃ² permettere il miglioramento della capacitÃ  di fidelizzazione: l&#8217;utente/cliente Ã¨ sensibile al processo di &#8220;<em>umanizzazione</em>&#8221; di un&#8217;azienda nel tentativo di avvicinarla alle <strong>esigenze delle persone</strong>.</p>
<p><em><strong>Secondo te</strong>, quanto il passato nelle aziende italiane Ã¨ limitante ed impedisce di essere maggiormente competitivi ed innovativi? E quali le possibili soluzioni per superare queste limitazioni?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crisi Economica e Rispetto dell&#8217;Uomo a Confronto</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 06:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Consumismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Erich Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[Etica Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro modello economico si regge sul consumo e ne Ã¨ l'essenza: se non inquiniamo e sfruttiamo le risorse non produciamo quello che poi dobbiamo a tutti i costi consumare. Gli svantaggi sono l'essenza di un modello che l'uomo di questo tempo nella sua inconsapevolezza contribuisce ad alimentare. Il problema va ricercato alle fondamenta, ed Ã¨ etico-sociale piuttosto che economico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Ricevo e Pubblico molto volentieri il Commento di <strong>Gaetano Amore</strong> in Relazione al post il <a title="Come viene generata la Crisi Economica" href="http://soragni.it/blog/la-crisi-economica-vista-dalle-aziende-principi-della-crisi.html" target="_blank">La Crisi Economica vista dalle Aziende: Il Principio della Crisi</a> con interessanti spunti ed esempi per poter migliorare e <strong>ricominciare da zero con un&#8217;ecomomia piÃ¹ stabile e a vantaggio di tutti</strong>. Buon Lettura!<br />
</em></p></blockquote>
<p>Vorrei capire meglio da te qual e puÃ² essere il principio della crisi: l&#8217;80% del PIL di una nazione Ã¨ fatto dai consumi; perchÃ© definisci <strong>il consumismo svantaggio della corsa al business?</strong></p>
<p><strong>IlÂ nostro modello economico si regge sul consumo</strong> e ne Ã¨ l&#8217;essenza: <strong>se non inquiniamo e sfruttiamo le risorse non produciamo</strong> quello che poi dobbiamo a tutti i costi consumare. Come vedi <strong>gli svantaggi</strong> -<em>cosÃ¬ li ho definiti nel mio post </em>- <strong>sono l&#8217;essenza di un modello</strong> che l&#8217;uomo di questo tempo nella sua inconsapevolezza contribuisce ad alimentare.Â <strong>Il problema va ricercato alle fondamenta</strong>, ed Ã¨ etico-sociale piuttosto che economico.<span id="more-326"></span></p>
<p>Chi ci governa ha creato un <strong>modello sociale</strong> che vede nel consumo la sua variabile primaria di stratificazione: <strong>piÃ¹ sei in grado di consumare piÃ¹ ti elevi sugli altri</strong>; una logica perversa che alimenta lo <strong>sfruttamento dell&#8217;uomo</strong> sull&#8217;uomo in ogni organizzazione sociale (l&#8217; azienda ne Ã¨ un esempio, la politica dei giorni nostri il simbolo).</p>
<p><em><strong>&#8220;Io non cresco se non ti sfrutto&#8221;</strong></em> questo Ã¨ lâ€™assioma, brutto da dirsi, ma Ã¨ cosÃ¬. Chiunque ha una logica diversa Ã¨ tagliato fuori, resta ai margini, non esiste&#8230; <em>avere, avere, avere&#8230;</em></p>
<p>Oggi la ricerca dell&#8217;uomo Ã¨ fatta solo di cose e di <strong>oggetti che iniziano a possederci e che alimentano il &#8220;modello&#8221;</strong>: essi non sono cattivi di per se, ma possono diventarlo se interferiscono con la nostra libertÃ , ed Ã¨ proprio ciÃ² che sta accadendo all&#8217;insaputa di tutti; ognuno di noi, mio malgrado, si sente, senza volerlo, ciÃ² che ha.</p>
<blockquote><p>Non c&#8217;Ã¨ spazio a questo mondo per chi vuole Essere, se non nella povertÃ  e solitudine!</p></blockquote>
<p><strong>Oggi chi Ã¨ povero o &#8220;pezzente&#8221;</strong> (usando il linguaggio dei ricconi arrivati in cima alla vetta della Loro piramide sociale) <strong>lo Ã¨ principalmente per tre motivi:</strong></p>
<ol>
<li>perchÃ© ha deciso di <em>non accettare le regole del &#8220;modello&#8221;</em></li>
<li>perchÃ© <em>non concepisce lo sfruttamento del suo prossimo per arricchirsi</em></li>
<li>perchÃ© <em>alla logica dell&#8217;avere antepone quella dell&#8217;essere</em> (invito a leggere il libro <a title="Erich Fromm" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Fromm" target="_self">Avere o Essere di Erich From</a>, sono sicuro che vi aiuterÃ  ad avere piÃ¹ consapevolezza di quello che siete).</li>
</ol>
<blockquote><p>Oggi se decidi di Non essere Furbo per &#8220;essere&#8221; non Hai e resti povero&#8230; ma almeno sei un uomo libero.</p></blockquote>
<p>A questo punto potresti dirmi: <em>ma quest&#8217;uomo di cosa si nutrirÃ , di liberta? </em>La risposta la puoi trovare nei fatti di tutti i giorni, ma sostanzialmente l&#8217;uomo che vuole â€œessereâ€ haÂ  poche <strong>strade da percorrere</strong>:</p>
<ol>
<li><em>puÃ² decidere di </em><em>farsi sfruttare dal sistema</em>; farÃ  il salariato rassegnato povero;</li>
<li><em>puÃ² decidere di </em><em>fare â€œsueâ€ le regole del sistema, senza saperle usare</em>; farÃ  il salariato incazzato contro il padrone;</li>
<li><em>puÃ² decidere di </em><em>fare sue le regole del sistema, usandole con successo</em>;Â  farÃ  il politico, l&#8217;imprenditore o il finanziere;</li>
<li><em>puÃ² decidere di </em><em>crearsi un sistema di riferimento tutto suo in cui elevare il proprio essere</em>; farÃ  l&#8217;attivista religioso o diventerÃ  santo (vedi madre Teresa di Calcutta ed esempi simili);</li>
<li><em>puÃ² </em><em>non avere la forza di decidere dove collocarsi</em>; sarÃ  depresso e si darÃ  ad attivitÃ  devianti, scaricando la sua depressione o contro di sÃ© o contro gli altri.</li>
</ol>
<p>E&#8217; evidente che <strong>una societÃ  come questa si regge su fondamenta fragili, destinate a crollare</strong>. Solo quel giorno forse inizieremo a pensare ad un uomo nuovo, <strong>una societÃ  nuova e di conseguenza un nuovo e piÃ¹ giusto Modello Economico</strong>. Io lo porto dentro, ma sono sicuro che oggi farebbe ridere chiunque perchÃ© inconcepibile, ma sono altrettanto sicuro che <strong>sarÃ  il modello del domani</strong>.</p>
<p>Questo modello economico parte dall&#8217;<em>Uomo Nuovo</em> di <a title="Erich Fromm" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Fromm" target="_blank">Erich Fromm</a>, ma Ã¨ anche l&#8217;uomo nuovo di Gaetano Amore e di tutti coloro che lo concepiscono, <strong>un uomo nuovo che presenta queste qualitÃ </strong>:</p>
<ul>
<blockquote>
<li>disponibile a rinunciare a tutte le forme di avere, per essere senza residui</li>
<li>vivere senza adorare idoli e senza illusioni</li>
<li>provare gioia nel dare e nel condividere, e non nellâ€™accumulare</li>
<li>conoscere a pieno se stessi, anche il sÃ© che si ignora</li>
<li>sviluppare la propria fantasia, non come mezzo per fuggire dalla realtÃ , ma come mezzo per superare circostanze intollerabili</li>
<li>Rinunciare allâ€™ambizione di raggiungere tutti questi obiettivi, in quanto unâ€™ambizione del genere non Ã¨ altro che unâ€™altra forma di bramosia, una versione dellâ€™avere</li>
<li>Fare della crescita di sÃ© e degli altri lo scopo supremo dellâ€™esistenza</li>
</blockquote>
</ul>
<blockquote><p>Se concepisci tutto ciÃ² vuol dire che questâ€™uomo appartiene anche a te&#8230;</p></blockquote>
<p>Per dare in definitiva una mia risposta al titolo del tuo post: <strong>il Principio della Crisi di questi tempi Ã¨ da ritrovare nellâ€™uomo di questi tempi</strong>: Finanzieri, Politici ed Imprenditori.</p>
<p><strong><em>Chi pagherÃ  il loro desiderio di accumulare ricchezze?</em></strong> Di sicuro chi non ha ricchezza accumulata, ma solo un misero reddito da consumare per sopravvivere e un poâ€™ di risparmio.</p>
<p>Mentre i risparmiatori piangono per i risparmi andati in fumo, ci sono tanti Finanzieri, Politici ed Imprenditori che si sono arricchiti â€œgrazieâ€ ai crolli dei mercatiÂ e questoÂ <strong>crollo diventerÃ  unâ€™opportunitÃ  per continuare ad arricchirsi</strong>, visto che potranno utilizzare tutta la ricchezza accumulata fino ad oggi per <strong>far riprendere i loro business</strong> ed in due o tre anni anche i mercati&#8230; Ã¨ come giocare a pokerÂ conoscendo le carte dellâ€™avversario, Ã¨ facile vincere sempre.</p>
<p><em>Voglio farti un semplice e semplicistico esempio per darti lâ€™idea di ciÃ² che sta accadendo nellâ€™economia mondiale.</em></p>
<blockquote><p>Immagina di poter oggi fare unâ€™ operazione finanziaria che ti consentirebbe di avere in tasca (liquidi) tutti gli stipendi dei prossimi tuoi 30 anni di lavoro: per fare questo perÃ² devi generare altrettanti titoli rappresentativi dei tuoi stipendi futuri e venderli a me risparmiatore. Quindi alla fine dellâ€™operazione, io avrÃ² i titoli che rappresentano i tuoi stipendi futuri, e tu, che hai fatto lâ€™operazione, avrai 30 anni di stipendio in tasca da investire liberamente. Ma cosa succede se dopo un anno perdi il lavoro? Succede che a hai incassato gli stipendi (mai guadagnati perchÃ© hai perso il lavoro), non restituisci i soldi a chi te li ha anticipati (il risparmiatore) e dichiari fallimento: a quel punto il valore dei miei titoli tenderÃ  ad essere pari a zero.</p></blockquote>
<p>Io sono il risparmiatore fregato, tu sei il furbetto del sistema: <strong>questa operazione si chiama <em>Cartolarizzazione</em> ed Ã¨ ciÃ² che ha generato la crisi finanziaria in corso</strong>, operazione inventata da finanzieri furbi (ultra stipendiati), assecondata da Politici furbi (ultra mazzettati) ed Imprenditori furbi (Ultra arricchiti da operazioni del genere).</p>
<p>Attualmente in Circolazione ci sono circa 700 Trilioni di Dollari di questi strumenti a rischio: <strong>cosa succederÃ  se esploderanno?</strong> Se veramente accadrÃ  questo, credo che ci sarÃ  un cosÃ¬ forte shock nellâ€™economie del mondo, che <strong>dovremmo ripartire completamente da zero</strong>.</p>
<p><em>Noi â€œpoverettiâ€ in questa situazione non possiamo che osservare i disastri della societÃ  dellâ€™Avere e iniziare a lottare per arrivare ad un Idea di societÃ  che ha <strong>piÃ¹ rispetto dellâ€™uomo e della sua essenza vitale, lâ€™essere</strong>.</em></p>
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		<title>Come funziona la PubblicitÃ : Intervista a Marco de Domenico</title>
		<link>http://soragni.it/comunicazione/come-funziona-la-pubblicita-intrevista-a-marco-de-domenico.html</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Soragni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Speaker Pubblicitario Professionista, Televisivo e Radiofonico. Questa la presentazione di Marco De Domenico a cui ho voluto fare alcune domande e ne Ã¨ uscita un'intervista: scopriamo piÃ¹ da vicino un mondo pubblicitario che sentiamo e vediamo ogni giorno, ma di cui forse non conosciamo perfettamente i segreti e le particolaritÃ .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="img alignleft" title="Marco de Domenico, Speaker Pubblicitario Radiofonico e Televisivo Professionista" src="http://www.soragni.it/blog/grafica/35.jpg" alt="Marco de Domenico, Speaker Pubblicitario Radiofonico e Televisivo Professionista" width="400" height="282" />Ho avuto la fortuna di conoscere <a title="Marco de Domenico, Speaker Professionista" href="http://www.marcodedomenico.com/" target="_blank">Marco de Domenico</a>, uno speaker famoso radiofonico e televisivo, proprio grazie all&#8217;apertura di questo mio blog. E conoscendolo un po, anche attraverso il suo <a title="Migliora l'uso della Tua Voce" href="http://www.usalavoce.it" target="_blank">Blog </a>e ascoltandolo nei vari spot pubblicitari che sono andati on-air, Ã¨ nata l&#8217;idea di un&#8217;intervista. L&#8217;idea di fondo era capire cos&#8217;Ã¨ e come funziona un po&#8217; questo mondo, come funzionano le pubblicitÃ  principalmente radiofoniche ma anche televisive, il marketing, il lavoro che c&#8217;Ã¨ dietro&#8230; insomma conoscere la pubblicitÃ  vista da chi ci lavora dentro!</em></p>
<p><em>Ti lascio quindi all&#8217;intervista, spero sia di tuo gradimento. Ti informo che Marco Ã¨ a disposizione nel caso volessi fare qualche domanda che ti interessa particolarmente, ma che non Ã¨ stata fatta. Buona Lettura!</em><span id="more-973"></span></p>
<p><strong>Da quanto ho capito leggendo il tuo blog, la tua passione/lavoro da speaker Ã¨ rappresentata principalmente dalla radio&#8230; quando il colpo di fulmine e grazie a cosa?</strong><br />
Non potevo avere piÃ¹ di sei anni, quando mio papÃ  mi regalÃ² una radio. Era una Brionvega arancione, il famoso modello &#8220;cubo&#8221;, oggetto di design oggi molto ambito. La conservo ancora, Ã¨ qui nella mia sala di incisione, Ã¨ un po&#8217; la mia stella polare. L&#8217;innamoramento per la radio cominciÃ² allora, e non si Ã¨ mai fermato. Mio nonno era marconista in Marina, durante la Guerra. Mi ha trasmesso tanto della sua passione sconfinata per la radiotecnica. A 14 anni mi hanno comprato un CB, il passo successivo Ã¨ stato diventare radioamatore. Ero forse il piÃ¹ giovane radioamatore d&#8217;Italia, ho violato ogni legge a riguardo. L&#8217;idea che io parlo qui, e la mia voce si sente fino a lÃ¬, ancora oggi mi mette i brividi. La radio Ã¨ una magia, e la magia non si puÃ² spiegare, proprio come le barzellette.</p>
<p><strong>Hai effettuato anche programmi televisivi in qualitÃ  di voce ufficiale: cosa ti hanno trasmesso queste esperienze e cosa non ha funzionato rispetto alla radio?</strong><br />
Dipende. Sono stato per un anno, nel 2000, una delle voci IN DIRETTA su Italia Uno. Fu un&#8217;esperienza magnifica, per un anno ho trasmesso in diretta in TV esattamente come alla radio. Per quest&#8217;esperienza ringrazio ancora oggi Antonio Visca che allora mi scelse insieme agli altri miei colleghi. Oggi Antonio edita una rivista che si chiama Telefilm Magazine. Ovviamente io sono la voce degli spot di TF Magazine che passano in radio e in TV. Sono la voce ufficiale di Nickelodeon, tv per ragazzi su Sky, canale 604, esercita da MTV. E&#8217; bellissimo, lavoro con loro oramai da 4 anni, da quando sono partiti. Mi trovo benissimo, a MTV si respira un&#8217;aria scanzonata che a me piace molto. E in realtÃ  funziona tutto benissimo, tv e radio per quanto mi riguarda sono belle uguale eppure profondamente diverse.</p>
<p><strong>Cosa ti viene richiesto quando effettui spot pubblicitari?</strong><br />
Mi viene richiesto di essere bravo a vendere. PerchÃ© il fine primo (e ultimo) Ã¨ quello.</p>
<p><strong>Come ti poni con la voce rispetto al brand/prodotto?</strong><br />
La voce si plasma sul prodotto che si vende o sul brand da pubblicizzare. Un bravo doppiatore pubblicitario ha sempre in mente questa regola fondamentale. Non sarebbe giusto fare di testa propria, meglio lasciarsi raccontare bene dai creativi a chi si rivolge il prodotto. Il target di riferimento Ã¨ importante, sennÃ² Ã¨ facile sbagliare. Io mi sforzo sempre di sintonizzare la mia voce in base alla situazione, e di norma mi riesce piuttosto bene. E&#8217; anche una questione di esercizio.</p>
<p><strong>Quanto lo speaker deve essere in sintonia con il marchio e quindi prodotto che pubblicizza? Solo Tecnica o anche Passione?</strong><br />
Senza passione non accenderei nemmeno il mio impianto audio di registrazione. E&#8217; elemento imprescindibile, il cardine attorno al quale ruota il mio mondo. La tecnica Ã¨ importante, perchÃ© senza non si puÃ² lavorare. Chi vuole diventare un pittore prima impara le tecniche che occorrono per dipingere, e poi (se si Ã¨ fortunati) subentra l&#8217;intuizione e l&#8217;arte. A noi speaker ci chiamano &#8220;artisti&#8221;, e io glielo lascio credere volentieri!</p>
<p><strong>Quanta libertÃ  hai nell&#8217;interpretazione e nei testi di uno spot?</strong><br />
Dipende. Se incido un piccolo spot diffuso su una radio locale, l&#8217;interpretazione e tutto il resto li gestisco personalmente. Si tratta di produzioni a scarsa diffusione, il cliente di norma non ha pretese, quindi io faccio tutto. Spesso ne scrivo il testo, lo incido (dopo almeno averlo fatto approvare) e lo accoppio con le basi musicali. Mi ritengo bravino anche nella parte di tecnico del suono, mi piace molto.<br />
Sulle produzioni nazionali Ã¨ tutto diverso, diametralmente opposto. Il doppiatore pubblicitario non decide quasi nulla, si Ã¨ pagati (profumatamente) per fare quel che ci si dice di fare. Nelle produzioni nazionali lo speaker di norma non ha alcun potere sul testo, se non qualche minuscolo, impercettibile aggiustamento.</p>
<p><strong>Quali sono i punti di forza di una pubblicitÃ  radiofonica rispetto agli altri media?</strong><br />
Costa poco rispetto alla TV. E&#8217; fruibile in luoghi dove la tv non arriva (in macchina, in ufficio, in fabbrica, nei locali). Normalmente Ã¨ piÃ¹ creativa, perchÃ© relativamente svincolata dai clichÃ¨ classici degli spot TV, Ã¨ spesso piÃ¹ paradossale, ultimamente anche sarcastica, irriverente, pungente. Gli spot radio a me piacciono di piÃ¹. Ma in franchezza non credo che si venda bene come con la tv. Quanto agli altri media ora c&#8217;Ã¨ il web, il vero &#8220;winner&#8221; del 2007, a livello pubblicitario.</p>
<p><strong>E quali sono le debolezze della pubblicitÃ  radiofonica?</strong><br />
Secondo me il grado di attenzione all&#8217;ascolto Ã¨ scarsissimo, ma si tratta di una mia opinione personale.</p>
<p><strong>Eliminando la  caratteristica Visiva della televisione, quali altre differenze vi sono tra uno spot radiofonico ed uno televisivo?</strong><br />
Basterebbe ascoltare uno spot tv, chiudendo gli occhi. E&#8217; completamente diverso per tempi interpretativi, ma non per le intonazioni, che sono piÃ¹ o meno le stesse. L&#8217;audio in tv Ã¨ un media assolutamente secondario, le immagini valgono per almeno il 70%. In radio l&#8217;audio Ã¨ l&#8217;unico media.</p>
<p><strong>Ti Ã¨ mai capitato di dover effettuare uno spot in cui il prodotto o marchio non riuscivi proprio a digerire? Cosa hai fatto per superare questo ostacolo?</strong><br />
Mi Ã¨ capitato una sola volta, ho pubblicizzato un prodotto che prometteva di far dimagrire diminuendo la quantitÃ  di grassi assorbiti dall&#8217;organismo. In voce dicevo che &#8220;i tecnici in laboratorio hanno raddoppiato la dose di neopunzia&#8221;. Mi sono vergognato, ho usato la mia voce per vendere un prodotto che ritengo sia una vera bufala. Ho fatto spendere dei soldi alla gente, inutilmente. Ma avevo una dozzina di colleghi dietro pronti a farlo al posto mio. E mi sono convinto.</p>
<p><strong>Oltre al mal di gola, quali sono i pericoli maggiori per uno speaker?</strong><br />
Oltre ai rischi di tutti (fratture, patologie in generale) i maggiori pericoli per uno speaker sono proprio quelli tipici dell&#8217;apparato fonatorio e respiratorio. Bronchite, tracheite, tonsillite. Poi anche problemi legati ai denti, e alla perfetta articolazione della mandibola. Tutto deve essere super ok!</p>
<p><strong>Che differenze ci sono tra le aziende che tendono a pubblicizzarsi maggiormente per radio rispetto a quelle che puntano alla tv?</strong><br />
La pubblicitÃ  in radio costa un decimo. Chi non si puÃ² permettere la tv, farÃ  senz&#8217;altro la radio.  Molti marchi fanno entrambe le campagne, oltre alla stampa, le affissioni e internet.</p>
<p><strong>Quale Ã¨ stato lo spot migliore e quello peggiore che hai fatto?</strong><br />
Forse il piÃ¹ bello Ã¨ in radio, fatto l&#8217;anno scorso per Ikea. Quel giorno ero in forma, ho recitato da Dio. Il peggiore&#8230; forse il Fiat dello scorso luglio per il lancio della Nuova Fiat 500. Avevo una pessima voce quel giorno, e avevamo una fretta pazzesca, l&#8217;auto stava per essere lanciata.</p>
<p><strong>Come viene selezionata una voce per una determinato spot?</strong><br />
Si fa un casting voci, per capire quale ha la timbrica e le intenzioni piÃ¹ adatte per affrontare il testo scritto dal copy. E&#8217; un lavoro di selezioni piuttosto lungo e laborioso, ora semplificato dalle moderne tecniche digitali. Comunque contano moltissimo le pubbliche relazioni. Farsi vedere, farsi sentire, esserci. Ho colleghi bravissimi a promuoversi e mediocri al microfono. E viceversa!</p>
<p><strong>Quali e quante figure lavorano dietro le quinte di uno spot? E quali secondo te quelle piÃ¹ importanti per la buona riuscita di uno spot?</strong><br />
C&#8217;Ã¨ un mondo, dietro a ogni spot. Il cliente, l&#8217;account, i creativi dell&#8217;agenzia, i copy, la sala di audio produzione, il tecnico del suono, i doppiatori, i musicisti che hanno composto ed eseguito le basi, l&#8217;editing finale. E parliamo di spot radio. PerchÃ© per gli spot TV entrano in scena anche i registi, i truccatori, chi si occupa delle scenografie, le locations, le societÃ  specializzate in riprese speciali, tipo le riprese di prodotto (Latte che entra nella scodella al rallenty per lo spot di un biscotto) e quantâ€™altro. Che cosa caratterizzi la buona riuscita di uno spot, di preciso non saprei. Nel senso che uno spot puÃ² venire bellissimo e non far vendere quasi nulla. PuÃ² (al contrario) venire un brutto spot, ma che perÃ² fa presa e fa vendere molto. Personalmente giudico un bello spot, uno spot che &#8220;esce dal coro&#8221;, e si fa notare. Anche se si tratta di uno scoiattolo affetto da flatulenza molesta!</p>
<p><strong>Hai mai realizzato uno spot da solo?</strong><br />
Regolarmente, ogni giorno. Incido almeno una dozzina di spot locali, presso il mio personale studio di doppiaggio. Scrivo i testi, li incido, li assemblo con le musiche, li rendo &#8220;radio friendly&#8221; con effetti speciali e finalizzazione dell&#8217;audio, e li invio ai miei clienti.</p>
<p><strong>Grazie alle tecnologie e alle connessioni sempre piÃ¹ veloci, in rete sono nate moltissime web radio, e quelle off-line si sono messe a mandare on-line le loro trasmissioni: cosa ne pensi e quale futuro ci dobbiamo aspettare?</strong></p>
<p>Le web radio per me sono il futuro, l&#8217;assoluto e unico futuro possibile per la radio. Ogni anno le radio spendono milioni di euro per dare corrente a qualche migliaio di ponti radio. Un&#8217;assurditÃ , sia in termini di costi che di consumo energetico. Altro che la benzina nelle automobili, per generare tutta quella corrente si bruciano tonnellate di petrolio. La web radio Ã¨ pulita e intelligente, va solo dove la gente desidera ascoltarla. In un prossimo futuro anche in macchina, grazie a internet mobile in banda larga. Un unico neo linguistico: io non le chiamerei piÃ¹ &#8220;radio&#8221;, visto che il concetto di &#8220;radio&#8221; come forma d&#8217;onda che scivola nell&#8217;etere, non esisterebbe piÃ¹!</p>
<p><strong>Quale tra radio, televisione, stampa, si sta tecnologicamente evolvendo piÃ¹ velocemente?</strong><br />
La stampa Ã¨ immobile o quasi per sua definizione. Fra radio e tv, si tende a sperimentare di piÃ¹ in radio, meno mezzi, meno soldi. Quindi io credo che la radio sia ad oggi il media che si evolve piÃ¹ rapidamente. Poco sopra parliamo di web radio, non a caso.</p>
<p><strong>Che futuro prevedi per il tuo lavoro?</strong><br />
Mi piacerebbe diventare un apprezzato doppiatore pubblicitario, piÃ¹ di ora. Anche se potendo ambire al top, non esiterei a condurre un programma televisivo con la dolcezza e l&#8217;eleganza di Gerry Scotti e la grinta e l&#8217;estro di Fiorello. Uno Scottello, praticamente! <img src='http://soragni.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Sogni, desideri, progetti?</strong><br />
Sogno di affermarmi professionalmente ai massimi livelli, desidero diventare molto ricco, progetto di sposarmi, a luglio, con Michela.</p>
<p><em> </em><strong>Grazie Marco per la tua disponibilitÃ &#8230; e tanti auguri per il Matrimonio, a te e a Michela! </strong><em><strong><em>Alla Prossima!</em></strong></em></p>
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