February 17th, 2010 by Mattia Soragni

Man mano che parlo con le persone, nonostante il “panico da crisi” sembra sia stato superato, in molti stanno ancora aspettando un ritorno al passato.
Eppure secondo me questo è l’errore più grave che un’azienda possa fare: attendere che questo momento di difficoltà venga superato e ritorni la vecchia e cara amata prosperità economica.
Personalmente, sono d’accordo con la teoria che non ci sarà un ritorno al passato. Ritengo che quello che stiamo vivendo non è una fase transitoria che passerà, ma è una nuova concezione di mercato: non c’è stato un momento buio, ma un vero e proprio spostamento.
Le persone hanno ricominciato a pensare e a fare i conti “a mano” vecchio stile. Cercano di tenere sotto controllo le spese per avere più disponibilità e razionalizzare le spese.
Probabilmente quello che si era venuto ad instaurare qualche anno fa è stato un circolo vizioso che si è trasformato in un bisogno di riequilibrio del mercato che ha portato al crollo generalizzato di tutti i mercati, per un nuovo equilibrio.
Se veramente ci fosse o ci fosse stata la crisi come le persone si sono auto convinte che essa esiste, sicuramente, ad oggi la situazione sarebbe stata molto peggiore.
Eppure alcune aziende sono uscite dalla crisi più forti di prima. Com’è possibile?
Eppure molte persone continuano ad andare a concerti, teatro, … Com’è possibile?
Eppure i ristoranti sono ancora pieni, anche quelli con dei prezzi abbastanza proibitivi in periodi di magra come dovrebbe essere questo… Com’è possibile?
Sicuramente ci sono state delle difficoltà e molte persone hanno perso lavoro e molte aziende hanno chiuso. Ma non potrebbe essere causato dalla male gestione delle risorse fino ad oggi?
Vi regalo una frase che io stesso ho ricevuto non molto tempo fa che mi ha fatto pensare:
“questo è il nuovo mercato della domande e dell’offerta… solo chi sarà in grado di soddisfare i bisogni reali delle persone sopravviverà… la gente ha e continuerà sempre a spendere i propri soldi… ma cercherà solo il meglio per se stessa”
June 9th, 2009 by Mattia Soragni

Il valore percepito di un prodotto e/o servizio non è collegato solo alla quantità di materiale utilizzato, tempo dedicato per la sua realizzazione o numero di persone impiegate, ma al valore che ogni persona associa ad esso, acquisendone di riflesso, sia per il singolo che per la comunità, un valore superiore o inferiore.
Pensiamo ai soldi: seppur vi sia un valore economico associabile alla materia prima e alla lavorazione per realizzarli, esso non corrisponde al valore da noi utilizzato. (more…)
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March 20th, 2009 by Mattia Soragni
Mi sono ritrovato lo scorso week end a parlare nuovamente di Qualità e Valore dei prodotti. Mentre in un post prececedente parlavo della qualità intrecciata con il prezzo, questa volta mi voglio soffermar sul valore del prodotto e sulla sua percezione.
Il valore percepito di un prodotto è la misura di quanto un cliente è disposto a pagare per un dato prodotto e servizio.
Data la definizione, possiamo suddividere le qualità del prodotto in dirette ed indirette:
- Qualità Dirette: consistono nelle caratteristiche qualitative presenti nel prodotto, dai pezzi che lo costituiscono e dalla lavorazione che vi sta alla base.
- Qualità Indirette: ovvero tutto ciò che non fa parte del prodotto/servizio ne della sua realizzazione, ma che da un valore aggiunto. Parliamo in questo caso di garanzie, affidabilità del brand, esperienze passate del cliente con quella azienda, ecc…
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February 16th, 2009 by Mattia Soragni
Facebook, dopo aver introdotto la funzionalità “Esprimi il tuo Apprezzamento“, modifica la possibilità di esprimere il proprio giudizio positivo cambiando l’emblematica frase nella più semplice e diretta “Mi Piace“.
Seppur alla vista della prima, la domanda spontanea sorta è stata “chi ha scelto questa frase“, alla vista della modifica, la domanda si è modificata in “perchè l’hanno variata” e sopratutto “non potevano pensarci prima di pubblicarlo“?
Non che Facebook, i suoi creatori e collaboratori siano esseri sovrumani che non commettono errori, ma comunque pare strano che una struttura di questo genere abbia introdotto un nuovo strumento senza aver fatto apparentemente un briefing iniziale, nelle varie lingue, per stabilire quale frase fosse migliore.
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