Azienda Tandem: metafora del Lavoro di Gruppo

Il concetto di Lavoro di Gruppo è spesso sentito ed abusato, a volte senza congnizione di causa e senza averlo mai applicato veramente (questo da parte delle aziende).
Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità, nella consapevolezza di dipendere l’uno dall’altro e di condividere gli stessi obiettivi e gli stessi compiti.
Mi piace ricordare come i Tandem, ovvero le biciclette a due posti, possano essere metafora perfetta di un gruppo di lavoro efficiente ed efficace: queste come un gruppo di lavoro ha la caratteristica di essere orientata ad un unico obiettivo definibile come traguardo.
Nelle aziende questo è fondamentale per raggiungere con successo quanto è stato definito all’inizio. Come in un tandem se una persona pedale più lentamente rispetto ad un’altra sarà difficile raggiungere in tempi breve il traguardo, se una persona gira a destra quando l’altra piega a sinistra, si rischierà un fragoroso capitombolo.
Allo stesso modo, se in un gruppo vi sono persone che rallentano la corsa degli altri, tutto il gruppo rallenta e impiega più tempo ed ha più difficoltà a raggiungere il traguardo, nonché se gli obiettivi di gruppo differiscono dagli obiettivi dei singoli di raggiungerlo, arrivare al successo sarà molto più difficile di quanto possa essere se tutti sono orientati e “pedalano” verso la stessa meta.
Il problema più grosso è comprendere gli obiettivi dei singoli uniformandoli a quelli del gruppo, in modo tale che tutti abbiano ben chiaro dove si vuole arrivare. Suggerimenti a riguardo?



Chi lavora è spesso troppo occupato a svolgere la propria attività per farsi domande del tipo: la mia attività in che modo concorre al conseguimento degli obiettivi dell’azienda? Quali ostacoli incontro ogni giorno che mi rallentano il lavoro e quali rallentano quello dei miei colleghi? Io li ostacolo o li aiuto? Si può migliorare il modo di lavorare?
Le metodologie per l’analisi e l’ottimizzazione dei processi come il 6 Sigma catapultano le persone coinvolte in uno stesso processo in un progetto full immersion il cui obiettivo è sviscerare tutti gli aspetti del processo produttivo e tirare fuori idee per portarlo ad un livello di qualità superiore.
A parte i risultati strabilianti in termini di riduzione di costi e incremento della qualità che questi metodi producono nelle aziende che li applicano, ancora più importante è l’effetto che hanno su quelli che vi hanno partecipato: ci si guarda e ci si scopre sotto una luce completamente differente (anche se ci si dava il buongiorno da vent’anni); il gruppo di lavoro prende vigore ed entusiasmo. Persone che hanno eseguito per decine di anni le stesse operazioni a macchinetta si risvegliano e inaspettatamente riversano le loro idee nel progetto di tutti.
Quando si è imparato ad osservare come stiamo lavorando e si à toccato con mano che le nostre idee sono le uniche davvero importanti che possono portare un vero miglioramento nei risultati, non si casca più nell’isolamento in cui ognuno crede di pedalare nella giusta direzione mentre ci si ostacola a vicenda.
Grazie Marco per il tuo preziosissimo contributo.
Hai perfettamente ragione quanto parli della difficoltà di identificare e risolvere gli ostacoli di un’azienda, in quanto le risorse di un’azienda sono tutte concentrate sulla produzione e non il miglioramento e l’ottimizzazione della stessa.
Inizierò fin da lunedì ad informarmi e concentrarmi su una strategia basata su miglioramento come dici su una procedura “6 sigma”.
Come già più volte ho avuto modo di dire in questo blog, considero il valore aggiunto di ogni singola persona che lavora in un’azienda, strategico sia dal punto di vista di miglioramento ma anche strategico in quanto più menti possono trovare soluzioni più efficaci di quelle che vengono applicate costantemente. A quanto pare anche tu la pensi come me…
Hai qualche riferimento a tal proposito di risorse che spieghino meglio il concetto di “6 sigma” e del collegato modello “qualità totale”?
Grazie!
Si la penso come te; purtroppo non saprei darti riferimenti bibliografici, ma ho visto su Internet che la letteratura migliore è quella in inglese. Ti consiglio di cercare Lean Six Sigma, perché la metodologia Six Signa pura è un po’ datata e limitata a certi ambiti di applicazione. Proprio in questo periodo sto vivendo una esperienza di settimane Kaizen, che è un approccio molto più snello del six sigma all’ottimizzazione dei processi e si applica ai problemi meno complessi. I Kaizen hanno dei ritmi terrificanti e richiedono nervi saldi. Se ne esce come da un giro sulle montagne russe di Disneyland che dura sette giorni: sconvolti, stremati e soddisfatti. Quello che ho visto è un cambiamento dell’atteggiamento delle persone che si può leggere sulle loro facce: sparisce il cinismo e la diffidenza iniziale che tributiamo a tutte le iniziative aziendali che ci coinvolgono. Per la prima volta l’azienda ha chiesto loro come fare per migliorare, anzi gli ha dato il mandato di farlo e farlo ora. All’ultimo dei centralinisti viene restituito il ruolo centrale del business, perché sa meglio di chiunque altro cosa vuole il cliente e perché è l’unica vera immagine dell’azienda nel mondo esterno.